Stretta anti-razzismo in Spagna: la polizia potrà interrompere le partite. La Federcalcio iberica (Rfef), sulla scia delle polemiche internazionali dopo gli insulti razzisti nei confronti dell'attaccante brasiliano Vinicius Jr. durante Valencia-Real Madrid dello scorso 21 maggio, ha deciso di modificare il protocollo, irrigidendo la stretta in caso di episodi simili.
''Rafforzato il ruolo degli agenti''
La notizia è stata diffusa dal giornale "El Pais", che ha avuto accesso ad una nuova circolare del Ministero dell'Interno con la quale lo Stato "ha deciso di darsi una mossa nella lotta al razzismo e alla xenofobia negli impianti sportivi dopo i gravi insulti subiti dal calciatore brasiliano del Real Madrid Vinicius Junior il 21 maggio allo stadio Mestalla di Valencia". ''Il dipartimento diretto da Fernando Grande-Marlaska - scrive il giornale spagnolo - ha preparato una circolare con la quale rafforza il ruolo degli agenti e delle forze di sicurezza dello Stato e, in particolare, del comando di polizia che svolge il coordinamento della sicurezza in ogni impianto sportivo''. Ora la polizia spagnola ''può sollecitare gli arbitri a non far cominciare, bloccare o sospendere temporaneamente o definitivamente una partita quando gli episodi di razzismo sono gravi e può anche decidere unilateralmente di sgomberare lo stadio o parte di esso in casi urgenti di alterazione della pubblica sicurezza o di grave rischio''.
Altri 14 casi simili
Fino ad ora, il protocollo che regola i campi di calcio spagnoli, redatto nel 2017 dalla Fifa e applicato dalla Federazione reale spagnola di calcio (Rfef), lascia la decisione di sospendere il gioco all'ufficiale di gara. Con questa regola, e nonostante la Liga abbia registrato 14 casi simili a quello subito da Vinicius a Valencia, solo una volta è stata interrotta una partita in Spagna: tra Rayo Vallecano e Albacete in Seconda Divisione nel dicembre 2019, dopo che i tifosi locali hanno più volte chiamato "nazista" Roman Zozulia. Dalla prossima stagione la tolleranza sarà zero.