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Ipswich, bentornato in Premier: la gloria con Bobby Robson, il declino, la rinascita e la doppia promozione

La festa dei giocatori dell'Ipswich
La festa dei giocatori dell'Ipswich 

Nel campionato inglese rimette piede un club glorioso che, negli anni '70 e '80, sotto la guida di Bobby Robson, incuteva timore a tutti e vinse anche la Coppa Uefa. La rinascita nel 2021, grazie all'avvento di un fondo statunitense che ora punta a riportare la società in alto

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Per chi ha qualche capello bianco e il calcio degli anni ’70 e ’80 lo ha vissuto, l’Ipswich Town – tornato in Premier dopo 22 anni e una doppia promozione – non è una squadra qualsiasi. Lo sanno bene i tifosi della Lazio, che si videro estromettere dalla Coppa Uefa nel ’74 dopo aver rimediato un pesante 4-0 in Inghilterra, non rimontato all’Olimpico (4-2), lo ricordano con ansia anche i sostenitori della Roma che, nell’anno dello scudetto (1983), penarono per superare il primo turno della Coppa Uefa rischiando l’eliminazione al ritorno (3-1) dopo aver vinto agevolmente (3-0) all’andata.

Unico club britannico imbattuto in casa in Europa

Giocare contro l’Ipswich a Portman Road, sua casa da sempre, è stato un incubo per tutte le squadre europee. Non a caso è l’unico club britannico a poter vantare un record invidiabile: in Europa non ha mai perso tra le mura amiche in 31 incontri (25 vittorie e 6 pareggi). Lo sa bene anche l’Inter, ultima italiana ad affrontarlo, che nel 2002 inciampò (1-0) all’andata prima di riuscire a ribaltare la qualificazione nel 16’ di Coppa Uefa trionfando (4-1) al Meazza al ritorno.

Kieren McKenna, tecnico dell'Ipswich
Kieren McKenna, tecnico dell'Ipswich 

Il leggendario Ipswich di Bobby Robson

Quello di Bobby Robson, che lo guidò per 13 anni (dal ’69 all’82 per 710 partite) era un Ipswich leggendario che vinse una FA Cup nel ’78 a spese dell’Arsenal e alzò al cielo una Coppa Uefa nell’81 piegando in finale l’Az Alkmaar. Era la squadra di capitan Mills e del roccioso Butcher, che divenne poi pilastro per un decennio della difesa della nazionale, di Russell Osman e dello scozzese John Wark, che ebbero la fortuna di ritagliarsi anche un ruolo da protagonisti nel celebre film "Fuga per la vittoria", degli olandesi Thijssen e Muhren, tra i primi stranieri ad arrivare in Inghilterra, e dello straordinario trio d’attacco formato da Paul Mariner, Eric Gates e Alan Brazil che ancora oggi, assieme a Wark, sono nella top-5 di sempre dei marcatori della storia del club. Una squadra memorabile anche perché capace di mettere in bacheca 2 dei 3 trofei (l’altro è titolo d’Inghilterra, vinto all’esordio, con Alf Ramsey nel 1962) conquistati dalla società in 146 anni di vita.

Il declino fino alla retrocessione in League One nel 2019

Da metà degli anni ‘80 è iniziato un lento e inesorabile declino che ha portato ad un’altalena di risultati (le retrocessioni dell’86 e del ’95 e le promozioni del ’92 e del 2000) prima della discesa in Championship del 2002 seguita addirittura dal punto più basso degli ultimi 62 anni, la retrocessione in League One nel 2019. Anni bui in cui il nome dell’Ipswich veniva tenuto alto solo da un tifoso celebre, il cantante Ed Sheeran, che nei suoi concerti sfoggiava la maglia della sua squadra del cuore sul palco.

La rinascita nel 2021 grazie alla proprietà statunitense

La svolta è arrivata dopo il Covid. Nel 2021 l’Ipswich è stato acquistato per 40 milioni di sterline dal fondo d’investimento statunitense Gamechanger 20, guidato dall’imprenditore di Los Angeles Brett Johnson, che ha lasciato l’ex proprietario Marcus Evans come azionista di minoranza, ha affidato la presidenza a Mike O'Leary, ex ad del West Bromwich, e ha deciso di affidare la panchina al vice allenatore del Manchester United, Kieran McKenna. Arrivato a dicembre di quello stesso anno, McKenna pian piano ha plasmato la squadra a suo piacimento adottando il 4-2-3-1. E' risalito, nel 2023, in Championship al termine di una stagione da record (98 punti e 101 gol) e ora ha conquistato l'agognata promozione in Premier League dopo 22 anni chiudendo a quota 96 punti, uno solo in meno del Leicester di Enzo Maresca.

I gallesi Moore e Broadhead le stelle, Davis l'uomo mercato

L’Ipswich odierno non ha grandi stelle. L’uomo di maggior valore (6 milioni secondo transfermarkt) è il 24enne terzino sinistro Leif Davis che ha collezionato la bellezza di 18 assist, oltre a 2 gol. I più noti sono i nazionali gallesi Kieffer Moore e Nathan Broadhead e i nazionali australiani Massimo Luongo e Cameron Burgess. Poi ci sono l’ottimo difensore mancino Brandon Williams, in prestito dal Manchester United, e il guizzante giamaicano Omari Hutchinson, di proprietà del Chelsea. Infine non va dimenticato il numero 10, il 27enne Conor Chaplin che ha chiuso con 13 gol e 8 assist. Cosa farà la proprietà ora che ha raggiunto l’obiettivo della vetrina della Premier non è ancora noto. Di certo proverà ad allestire una squadra in grado di crescere ancora e sognare, a poco a poco, di tornare a rimettere un piede in Europa.

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