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De la Fuente chiama a raccolta la Spagna contro la Croazia: “Siamo il miglior Paese del mondo, serve più orgoglio”

Luis De La Fuente 
Dopo il capitano Morata, anche il ct chiede ai tifosi di sostenere la squadra, alla vigilia dell’esordio: “La nostra responsabilità sarà coinvolgere le persone”
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BERLINO – Il ct Luis de la Fuente sa che il tifo croato all’Olympiastadion sarà infernale e chiede al suo pubblico, quello spagnolo, di esserlo altrettanto. "È difficile per noi avere quel livello di sentimento nazionale. Ma la nostra responsabilità sarà coinvolgere le persone e generare orgoglio”. Alla vigilia della prima partita della Rocha, l’allenatore ha deciso così di riprendere il concetto già espresso da capitan Morata nei giorni scorsi – gli spagnoli non tifano abbastanza per la loro nazionale – e ha voluto lanciare un appello: “Dobbiamo sentirci più orgogliosi di essere spagnoli. Siamo il miglior Paese del mondo”.

L’emozione del primo Europeo

De La Fuente, ex difensore di Siviglia, Athletic Bilbao e Alaves, guida la nazionale spagnola da dopo il Mondiale 2022, quando la seleccion guidata da Luis Enrique fu eliminata agli ottavi dal Marocco. E da allora ha puntato su due concetti: gruppo e squadra, su cui ha impostato la vittoria della Nations League lo scorso anno. “Dobbiamo essere solidi come squadra. Dal punto di vista individuale, abbiamo grande qualità. Questo ci consente di essere forti come squadra”, ha ribadito, pensando alla sfida contro Modric e compagni. E al primo Europeo in panchina, non nasconde la propria emozione: “Rappresentare la Spagna è un’enorme responsabilità per me. È la più grande responsabilità che un allenatore possa avere”.

Le condizioni di Laporte e Olmo

Quando gli si chiede della formazione, e della condizione dei singoli, non si scopre. “Laporte non è infortunato, ho semplicemente preferito non rischiarlo. Ma sta bene, è motivato. Anche Dani Olmo si è allenato coi compagni. Vuole giocare, come tutti i suoi compagni. Ed è perfettamente in grado di giocare, anche dall’inizio”. Già alla guida dell’U21, con cui ha vinto gli Europei nel 2019 e un argento olimpico a Tokyo nel 2021, ha poi parlato dei due baby-fenomeni che ha in rosa: “Lamine Yamal e Nico sono molto giovani. Lamine è un bambino, ma con il talento degli eletti. Sono entrambi toccati dalla bacchetta di dio. Cerchiamo di dare loro normalità e umiltà, di modo da sostenerli e farli crescere. Ma anche Ferran e Ayoze si allenano molto bene, vedremo …”.

Il rispetto per l’arbitro

Nell’approccio al torneo, il ct spagnolo ha fatto sfoggio di tranquillità: “Sappiamo di essere una squadra forte e in grado di competere. Domani giocheremo con un’altra squadra forte, con alcuni dei migliori giocatori del mondo. Ma abbiamo un potenziale sufficiente per non deludere le aspettative. Dovremo finire con la coscienza pulita. Vogliamo la finale, ma anche gli altri. Sembra che non vincere sia un fallimento. Io mi sento tranquillo e responsabile. Stiamo lavorando in modo eccezionale. Vogliamo iniziare bene". Infine, una considerazione su fatto che non saranno tollerate proteste con l’arbitro, a cui potrà parlare solo il capitano: “Eravamo alla riunione della Uefa in cui sono state comunicate le regole, e abbiamo trasmesso tutte le informazioni ai giocatori. Ma il calcio è calcio. È contatto, lavoro, lotta, lotta, gioco. Per quanto riguarda i cartellini, è importante entrare in campo in undici e uscire in undici”.

Rodri: “Ce la giocheremo a centrocampo”

Dopo il tecnico, ha parlato in conferenza Rodri, che ha risposto a Modric. Secondo il capitano della Croazia, la Spagna sarebbe favorita. Per il centrocampista del Manchester City, "si scontreranno due squadre che si conoscono bene a vicenda e che basano gran parte del gioco sul centrocampo. Dovremo essere molto attenti. Luka è fortissimo, ma non giochiamo contro Modric, giochiamo contro la Croazia. Vincere ci darebbe enorme fiducia".

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