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Nazionale, Mancini: "Ancora non siamo al massimo, ma non c'è tempo da perdere"

Roberto Mancini (ansa)
Il ct azzurro prende atto della forma relativa ad inizio stagione, ma per la gara con la Polonia vuole una partenza lanciata in Nations league: "Io credo che sia meglio giocare subito per i tre punti anziché disputare amichevoli, alzare l'asticella è positivo"
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BOLOGNA - Roberto Mancini, ha ancora dei dubbi sulla formazione contro la Polonia?
"Ho già deciso, ma mi sembra giusto che la sappiano prima i giocatori. Ho tempo fino a mezzanotte per la lista, no?". 
Balotelli gioca dall'inizio? È preoccupato dal fatto che ha pochi minuti nelle gambe?
"Mi preoccupano tutti quelli che hanno giocato meno in quest'inizio di stagione, ma qualcuno andrà in campo subito contro la Polonia. E' anche vero che dopo tre giornate quasi tutti non sono al massimo della condizione, avendo due partite in tre giorni faremo dei cambi, questo è certo al 100 per cento". 
Come sta Criscito?
"Meglio, viene da un problema avuto circa un mese fa, ma sta abbastanza bene fisicamente". 
Trentasette anni fa per lei l'esordio in Serie A in questo stadio: cosa proverà?
"Ero molto emozionato allora, anche perché a 16 anni in quegli anni era abbastanza difficile debuttare. E' chiaro che domani sera contro la Polonia nella prima partita ufficiale da commissario tecnico ci sarà ancora una sensazione speciale per me. Perani mi prese a Bologna da ragazzino, Burgnich mi ha fatto debuttare, sono state due persone molto importanti nella mia vita, non smetterò mai di ringraziarle". 
Cosa pensa della Polonia?
"La Polonia è da anni una delle migliori squadre d'Europa, ha fatto un grandissimo Europeo, grandissime qualificazioni mondiali e poi un Mondiale così così. Ha cambiato allenatore e modulo rispetto alle ultime uscite, ha giocatori di talento come Lewandoski, alcuni li conosciamo benissimo perché sono da noi in Italia come Zielinski e Milik, sarà dura ma vogliamo partire bene nel nuovo corso. Il nostro obiettivo è la qualificazione all'Europeo e sarà importante arrivare primi in questo gruppo in vista del sorteggio, ma la Nations League ci consentirà anche di capire a chi livello siamo rispetto alle altre nazionali che ora sono più avanti di noi". 
Più facile ricostruire l'Italia che non è andata al Mondiale o la Polonia che l'ha giocato in modo deludente?
"Io sono felice di aver preso la Nazionale italiana, abbiamo dei giovani bravi con qualità tecniche importanti, che hanno solo bisogno di giocare. Chiaramente sono due situazioni abbastanza difficili, ma è più complicata quella dell'Italia che non si è qualificata a un Mondiale dopo tanti anni per la prima volta. La Polonia al di là del fatto che abbia giocato un Mondiale non al suo livello riparte da una base importante con elementi che possono andare avanti ancora per diversi anni". 
Il sistema di gioco per l'Italia resta il 4-3-3?
"Noi dobbiamo cercare di partire dalla base di quanto fatto a giugno, le tre partite disputate sono andate abbastanza bene considerato il momento della stagione e la stanchezza dei giocatori. Conta l'atteggiamento, dev'essere positivo e propositivo e si può averlo con qualsiasi modulo". 
Per far crescere i giovani meglio le amichevoli o la Nations League?
"Io credo che sia meglio giocare per i tre punti anziché disputare amichevoli come avveniva fino ad oggi. Alzare l'asticella è positivo. Nel gruppo ci sono due nazionali finora sulla carta migliori di noi ma puntiamo a vincere il girone, come ho detto. Dobbiamo cercare di partire bene, non abbiamo tempo da perdere". 
L'Italia ha segnato 8 gol nelle ultime 10 partite, è questo il problema principale?
"E' il problema principale di ogni squadra, perché se non segni non vinci. Dobbiamo giocare per attaccare e vincere, anche rischiando qualcosa, dev'essere la nostra mentalità di qui in avanti. Non ci riusciremo velocemente, ma dobbiamo provarci da subito". 

 
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