Sport

Alberico Evani (ansa)

Italia, Evani: "Fatti tanti sacrifici, stiamo attenti a non buttare tutto"

In Bosnia serve un successo per avere la certezza della qualificazione alla Final Four di Nations League. Il ct, chiamato ancora a sostituire Mancini (alle prese con il Covid) chiede attenzione: "Non sarà una partita semplice, ci hanno messo in difficoltà l'ultima volta col loro gioco"

2 minuti di lettura
SARAJEVO - Alberico Evani insegue il tris, visto che anche domani sera a Sarajevo sarà lui a guidare l'Italia contro la Bosnia, non Mancini costretto ancora alla quarantena dal Covid. Identica situazione s'era presentata con Estonia (4-0) e Polonia (2-0). "Roberto è molto dispiaciuto, voleva esserci, cercheremo di far pesare il meno possibile la sua assenza", ha detto il suo vice. Si chiama smart working applicato al calcio e ormai non è una novità. Il primo ad introdurlo in realtà fu Sinisa Mihajlovic, la scorsa stagione al Bologna, dopo essere stato colpito dalla leucemia.

<< Nations League: le classifiche >>

Adesso, a causa del Covid, Mancini è bloccato a casa e tocca al suo staff guidare l'Italia. "Abbiamo fatto tanti sacrifici, sarebbe brutto non arrivare primi. Ma occhio alla Bosnia, ci ha sempre creato problemi", ha spiegato Evani. Mancherà Dzeko, e non è un vantaggio da poco, soprattutto se la squadra, dopo aver annullato Lewandowski, avrà in campo lo stesso atteggiamento mostrato tante volte in questi due anni e sintetizzato benissimo proprio dall'eccellente prestazione offerta contro la Polonia domenica sera a Reggio Emilia. La squadra è fatta, l'unico vero dubbio riguarda la presenza di Belotti, più di quella di Florenzi (sono entrambi acciaccati), che in conferenza stampa ha chiarito il concetto chiave: "Per noi c'è un unico risultato. Non sarà una partita semplice, ci hanno messo in difficoltà l'ultima volta col loro gioco (a settembre finì 1-1 a Firenze ndr): sarà una battaglia ma siamo molto carichi e vogliosi di fare un grande risultato". Ed ha pure aggiunto una battuta sull'inno di Mameli che non passerà inosservata, in temi di pandemia e porte chiuse. "L'inno lo cantiamo anche per gli italiani che sono a casa e che non se la stanno passando bene per il Covid".

Non c'è dubbio che quest'Italia rincuori, col suo gioco offensivo, con uno spirito inedito, coraggioso, tambureggiante. E non c'è dubbio, al di là dei meriti dei giocatori, che molto passi dal lavoro di Mancini capace non solo di invertire la rotta dei risultati, ma di tracciare un solco che sarà difficile non seguire, anche per chi verrà dopo: "Coraggio, carisma e capacità di lanciare i giovani", ecco tre meriti che gli ha pubblicamente riconosciuto Evani nella conferenza di questo pomeriggio allo stadio Grbavica di Sarajevo. "E non è un caso se siamo arrivati sin qui". Vincendo (o comunque chiudendo in testa il girone) l'Italia organizzerebbe la prossima final four di Nation League a ottobre del 2021, tornando così nell'elite del calcio continentale. "Ai giovani, quando li lanci, devi saper trasmettere qualcosa e Roberto lo ha fatto. Con idee molto chiare. E credetemi, questa squadra ha ancora grandi margini di crescita". 

L'Italia guida il gruppo con 9 punti frutto di due vittorie e tre pareggi, la Bosnia ha solo due punti e ha già perso volte.  Si gioca mercoledì alle 20.45, per la Snai il successo dell'Italia vale 1,35, il pareggio 5, la vittoria dei padroni di casa paga 8,75. I precedenti non sono troppo indicativi, l'unico successo bosniaco risale a un'amichevole di 24 anni fa, poi ci sono state due vittorie azzurre prima dell'ultimo 1-1 di cui s'è detto. Quando Sensi firmò il pari dopo il vantaggio di Dzeko.
I commenti dei lettori