Acerbi: "La Nazionale deve essere all'altezza, non possiamo più sbagliare"
di Enrico CurròFIRENZE - Rientrato dalla finale di Champions a Istanbul, Acerbi non ha ancora dimenticato la partita del mancato trionfo dell'Inter: "Bisogna essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto, anche se l'amarezza resta: in una finale ti dicono bravi bravi, ma poi, se perdi, non resta scritto nulla. Dal campo ho capito che potevamo fare male a questo Manchester City, si è parlato troppo della loro forza. Invece noi non ci siamo mai sentiti battuti in partenza e abbiamo dimostrato che possiamo davvero giocarcela con tutti: l'importante è questo".
La sfida alla Spagna
Ora il dubbio è che le scorie atletiche e mentali della batosta possano pesare sulla Final Four della Nations League per i cinque interisti reduci da Istanbul: già giovedì a Enschede l'Italia affronta in semifinale la Spagna: "C'è poco tempo per recuperare? No, col nervoso che ti sei fatto, vuoi rigiocare subito".
Acerbi: "Anno importante per l'Italia"
Gli azzurri di Mancini sono chiamati a seguire l'onda dell'eccezionale stagione del calcio italiano, con le tre finaliste nelle coppe europee e le cinque semifinaliste, e col secondo posto dell'Under 20 al Mondiale di categoria: dopo le quattro vittorie sfiorate dai club e dagli azzurrini di Nunziata, la Nazionale maggiore, campione d'Europa in carica ma rimasta fuori dall'ultimo Mondiale, può conquistare un titolo: "Questo è un anno importante per l'Italia: non so se è l'inizio, io spero di sì e che non sia un abbaglio. La Premier League è più forte, ma noi abbiamo tanti giocatori forti, tanti giovani che magari devono giocare di più. Adesso la Nazionale deve essere all'altezza. Deve avere la consapevolezza che può vincere il titolo: se c'è un gruppo coeso, che va nella stessa direzione e sa rialzarsi, si possono raggiungere i risultati più grandi. Il Mondiale mancato è colpa nostra: la qualificazione era alla portata e abbiamo perso con la Macedonia. Però non bisogna guardare il lato peggiore, siamo sempre quelli che hanno vinto l'Europeo. Certo, non possiamo più sbagliare".
Il riscatto di Acerbi
Il duello con Haaland nella finale di Champions lo ha vinto innegabilmente Acerbi: "Haaland è il doppio di quando l'avevo affrontato con la Lazio, contro il Dortmund. Non ho pensato che questa possa essere stata la mia ultima finale di Champions. La mia filosofia è questa: vedrai che, se ci credi, ce ne sarà un'altra". Eppure l'estate scorsa i tifosi dell'Inter, dei quali ora è diventato un idolo, non lo volevano, accusandolo di essere milanista: "Al di là dei giudizi sul fatto di essere scarso o bravo, la cosa che mi ha dato energia e forza è la mia determinazione, quello che voglio io: fare contenti non gli altri, ma me stesso". Il sorrisino durante Lazio-Milan fu interpretato in maniera sbagliata: "Avevo fatto un sorrisino e mi hanno detto di tutto. Ma quello che non mi andava giù è che mi mettessero in discussione come professiinista. Io ho sempre dato l'anima per tutte le squadre in cui ho giocato, dopo la malattia. Questo mi dà forza e me ne darà sempre, sono orgoglioso di me stesso. So quale strada prendere, so che devo fare quello che fa piacere a me. Non era programmata la finale di Champions, né quella dell'Europeo. Ma era programmato dare tutto, poi le cose arrivano. Dopo la malattia sono sempre andato in crescendo, nella mia carriera".