ENSCHEDE - Spagna-Italia, semifinale della Nations League di questa sera, sarà per Mancini la partita numero 60 sulla panchina della Nazionale. E il ct, che guida l'Italia ormai da 5 anni, ribadisce il suo traguardo nell'intervista prepartita per la Figc con Vivo Azzurro: il Mondiale 2026. "Cinque anni sono tanti, è un po' come per il presidente del consiglio. È difficile fare così a lungo il commissario tecnico della Nazionale. Io avrei sperato, a questo punto, di avere vinto già il Mondiale. Invece purtroppo non ci siamo qualificati, adesso bisognerà aspettare altri due anni". In teoria, dunque, si tratta della pubblica manifestazione di volontà di rispettare il contratto con la Federcalcio fino alla sua scadenza naturale, col Mondiale come meta e la creazione di un modello tattico preciso, sull'onda dell'Europeo vinto nel 2021. Nessun sistema tattico è fermo: "Anche la Spagna sta cambiando qualcosa e pure noi. Questa sarà una partita equilibrata, dobbiamo avere bilanciamento tra difesa e attacco".
Tentazione 3-5-2 con Zaniolo punta
L'ammissione implicita è sul dilemma degli ultimi tempi, tra il 4-3-3 e il 3-5-2, da risolvere anche in base all'avversario. Contro la Spagna maestra di palleggio non va escluso il ricorso alla difesa a 3, con l'infoltimento del centrocampo e la coppia di punte ravvicinate: se deciderà lo stato di forma, in attacco potrebbe esserci Zaniolo come seconda punta, affiancata a uno tra Immobile e Retegui: "Deciderò all'ultimo. Immobile e Retegui si assomigliano molto, sono due bomber", spiega il ct, senza escludere in prospettiva il tandem: "Possono anche giocare insieme". Sul valore della Nations League Mancini invita a una riflessione tecnica: "Siccome è un torneo nuovo, per ora non se ne valuta del tutto l'importanza. Però l'hanno vinto Portogallo e Francia, mica due squadre di secondo piano". In finale, se battessero la Spagna, gli azzurri troverebbero domenica 18 a Rotterdam la Croazia: "Ha fatto benissimo al Mondiale e ha grandi giocatori, ma non corriamo troppo col pensiero, prima bisogna battere la Spagna". Ci sono state premesse buone: "Incluso il preritiro in Sardegna, siamo riusciti a lavorare 7-8 giorni, di solito non lo facciamo". Un'altra bella notizia è il cammino dell'Under 20 di Nunziata al Mondiale di categoria, che però secondo Mancini deve cambiare regole: "In una manifestazione così importante sarebbe bene che tutte le squadre potessero mettere in campo i migliori: con Gnonto e Scalvini noi avremmo vinto sicuramente".
Squadra esperta: media d'età vicina ai 29 anni
La vincitrice della Nations League porterà in dote alla sua Federazione un premio da 6 milioni di euro, mentre alla finalista ne andranno 4.5 (3 per il terzo posto, 2.5 per il quarto). I ct di Italia e Spagna hanno fatto ricorso all'esperienza: De La Fuente, che nelle qualificazioni all'Europeo del marzo scorso aveva puntato sui giovani e che non avrà Dani Olmo infortunato, ora viene messo in discussione: in caso di sconfitta con l'Italia, la sua panchina potrebbe addirittura saltare le anche per questo ha fatto retromarcia: nelle convocazioni di marzo i giocatori senza esperienza in Champions League erano 10, ora sono solo 6. Quanto a Mancini, che è certamente più sereno, se schiererà Bonucci potrebbe varare una squadra titolare dall'età media alta (28.63 anni). Sono stati intanto diffusi i dati sugli spettatori della partita al De Grolsch Veste: ci sarà il tutto esaurito (26.003 spettatori, di cui 3.548 italiani e 3.271 spagnoli, una folla colorata di azzurro e di rosso per le vie di Enschede). Prima del fischio d'inizio ci sarà un minuto di raccoglimento per Silvio Berlusconi, chiesto dalla Figc e autorizzato dall'Uefa.