Juventus-Napoli, inizia la volata scudetto: obiettivo 100 punti
di FABRIZIO BOCCALo scontro diretto tra le due squadre è in programma a Torino il 22 aprile, i bianconeri devono difendere il +4 maturato nelle ultime due partite. Gli ostacoli più difficili per Allegri sono Milan, Inter e Roma oltre al confronto con Sarri
ROMA - Dice Massimiliano Allegri, con la sua stretta e furba logica temperata dal senso icastico del suo essere livornese ("Quando si fa i ...onti, vengon fori i ...ontadini!"), che la quota scudetto per la Juventus è a 101 punti. Per il semplice motivo che il Napoli di Sarri ha 70 punti, ne può fare altri 30 nelle prossime partite, e quindi, non c'è verso, serve un punto in più. E dunque 101. Il che consentirebbe alla Juve - con i suoi 4 punti di vantaggio - pure qualche piccola e brevissima pausa per riprendere il fiato. Teoricamente c'è perfino il lusso di una sconfitta in casa nello scontro diretto: quel Juventus-Napoli che si giocherà a Torino il 22 aprile, a 5 giornate dalla conclusione del campionato.
Nel giorno in cui la Juve se ne va, affievolendo molto il fuoco del Napoli e del calcio sarriano in chiaro e persino comprensibile affanno - non è che si possa tenere il ritmo della Juve così facilmente - l…
Nel giorno in cui la Juve se ne va, affievolendo molto il fuoco del Napoli e del calcio sarriano in chiaro e persino comprensibile affanno - non è che si possa tenere il ritmo della Juve così facilmente - l…
ROMA - Dice Massimiliano Allegri, con la sua stretta e furba logica temperata dal senso icastico del suo essere livornese ("Quando si fa i ...onti, vengon fori i ...ontadini!"), che la quota scudetto per la Juventus è a 101 punti. Per il semplice motivo che il Napoli di Sarri ha 70 punti, ne può fare altri 30 nelle prossime partite, e quindi, non c'è verso, serve un punto in più. E dunque 101. Il che consentirebbe alla Juve - con i suoi 4 punti di vantaggio - pure qualche piccola e brevissima pausa per riprendere il fiato. Teoricamente c'è perfino il lusso di una sconfitta in casa nello scontro diretto: quel Juventus-Napoli che si giocherà a Torino il 22 aprile, a 5 giornate dalla conclusione del campionato.
Nel giorno in cui la Juve se ne va, affievolendo molto il fuoco del Napoli e del calcio sarriano in chiaro e persino comprensibile affanno - non è che si possa tenere il ritmo della Juve così facilmente - la lotta scudetto potrebbe apparire inevitabilmente chiusa. Come se il sistema campionato avesse subìto semplicemente uno scossone e adesso avesse ripreso la sua normalità. La Juventus vince scudetti da sei anni, l'anomalia sarebbe che non vincesse anche il settimo, piuttosto che lasciasse già adesso - a marzo - il via libera al suo avversario di quest'anno.
LA TABELLA: CALENDARI A CONFRONTO
Prima di lasciarsi andare a giudizi assoluti sarebbe bene ricordarci che siamo di fronte a un fatto eccezionale o quasi. Due squadre che stanno tirando a tutta velocità, come non capita quasi mai. La Juventus lo scorso anno aveva gli stessi punti del Napoli oggi, e quindi è a + 4, il Napoli ha addirittura 10 punti in più dell'ultima stagione. Non possono essere una sconfitta sia pure pesante al San Paolo con la Roma e un pareggio con l'Inter a San Siro - che in qualsiasi altra condizione o tempo sarebbe stato considerato positivo - a condannare la stagione del Napoli. Conoscete la teoria di Sarri: "Il campionato italiano non è differente da quello spagnolo o tedesco o francese, dove una squadra domina. Se la lotta per lo scudetto è ancora aperta è perché il Napoli sta facendo qualcosa di eccezionale".
Mentre il Napoli ha rallentato la Juventus è andata avanti come un rullo compressore. Quella con l'Atalanta è stata la dodicesima vittoria consecutiva, di queste le ultime nove sono state ottenute senza prendere nemmeno un gol (i famigerati "cleen sheet"). Mentre la difesa, nella duttilità tattica di Allegri, ha ritrovato l'antica solidità, in attacco l'evoluzione è ancor più evidente con un Dybala di nuovo esplosivo e un Higuain che oltre a essere uomo gol è ormai anche un assistman. Contemporaneamente sul fronte del Napoli Sarri si è ritrovato a dipendere forse un po' troppo dai tre tenori - Insigne, Mertens e Callejon - senza trovare alternative a un gioco a lungo codificato.
Detto che la Juve si è presa meritatamente il vantaggio e che il Napoli per sperare non dovrà mollare più la presa, e dovrà vincere per forza a Torino, restano però ancora molti dettagli per non considerare chiusa la lotta scudetto. Per la Juve è difficile pensare che riesca a continuare con questi ritmi. Nelle dieci giornate che restano dovrà affrontare Milan, Napoli, Inter e Roma. Bisogna vedere cosa succederà in Champions League, e come si intreccerà col campionato. Anche se andata (3 aprile) e ritorno (10 aprile) dei quarti saranno intramezzati dal match col Benevento. Mentre un eventuale semifinale di Champions metterebbe in sequenza una serie di partite da brivido: scontro diretto col Napoli, andata semifinale, trasferta a San Siro contro l'Inter, semifinale ritorno. Allegri ha già dichiarato, in attesa del durissimo sprint finale, di poter benissimo ruotare la formazione come meglio crede.
La Juve ha un bel vantaggio, ma lo stress, la fatica, l'impegno fisico, gli infortuni, le squalifiche potrebbero anche cambiare qualche dettaglio determinante. Lo scorso anno il Napoli fece già il record di 86 punti in campionato, quest'anno lo batterà quasi sicuramente a meno che, per qualche motivo recondito, non vada in crisi. Ma non si vede perché. Mantenendo l'attuale ritmo arriverebbe a 95 punti. Sarri è stato probabilmente un po' troppo arrendevole nel negare qualsiasi speranza di poter vincere lo scudetto - anche forse per non mandare in fibrillazione il già ribollente tifo napoletano - ma quando dice che anche solo tener testa a questa Juve è qualcosa di straordinario non ha affatto torto.
Nel giorno in cui la Juve se ne va, affievolendo molto il fuoco del Napoli e del calcio sarriano in chiaro e persino comprensibile affanno - non è che si possa tenere il ritmo della Juve così facilmente - la lotta scudetto potrebbe apparire inevitabilmente chiusa. Come se il sistema campionato avesse subìto semplicemente uno scossone e adesso avesse ripreso la sua normalità. La Juventus vince scudetti da sei anni, l'anomalia sarebbe che non vincesse anche il settimo, piuttosto che lasciasse già adesso - a marzo - il via libera al suo avversario di quest'anno.
LA TABELLA: CALENDARI A CONFRONTO
Prima di lasciarsi andare a giudizi assoluti sarebbe bene ricordarci che siamo di fronte a un fatto eccezionale o quasi. Due squadre che stanno tirando a tutta velocità, come non capita quasi mai. La Juventus lo scorso anno aveva gli stessi punti del Napoli oggi, e quindi è a + 4, il Napoli ha addirittura 10 punti in più dell'ultima stagione. Non possono essere una sconfitta sia pure pesante al San Paolo con la Roma e un pareggio con l'Inter a San Siro - che in qualsiasi altra condizione o tempo sarebbe stato considerato positivo - a condannare la stagione del Napoli. Conoscete la teoria di Sarri: "Il campionato italiano non è differente da quello spagnolo o tedesco o francese, dove una squadra domina. Se la lotta per lo scudetto è ancora aperta è perché il Napoli sta facendo qualcosa di eccezionale".
Mentre il Napoli ha rallentato la Juventus è andata avanti come un rullo compressore. Quella con l'Atalanta è stata la dodicesima vittoria consecutiva, di queste le ultime nove sono state ottenute senza prendere nemmeno un gol (i famigerati "cleen sheet"). Mentre la difesa, nella duttilità tattica di Allegri, ha ritrovato l'antica solidità, in attacco l'evoluzione è ancor più evidente con un Dybala di nuovo esplosivo e un Higuain che oltre a essere uomo gol è ormai anche un assistman. Contemporaneamente sul fronte del Napoli Sarri si è ritrovato a dipendere forse un po' troppo dai tre tenori - Insigne, Mertens e Callejon - senza trovare alternative a un gioco a lungo codificato.
Detto che la Juve si è presa meritatamente il vantaggio e che il Napoli per sperare non dovrà mollare più la presa, e dovrà vincere per forza a Torino, restano però ancora molti dettagli per non considerare chiusa la lotta scudetto. Per la Juve è difficile pensare che riesca a continuare con questi ritmi. Nelle dieci giornate che restano dovrà affrontare Milan, Napoli, Inter e Roma. Bisogna vedere cosa succederà in Champions League, e come si intreccerà col campionato. Anche se andata (3 aprile) e ritorno (10 aprile) dei quarti saranno intramezzati dal match col Benevento. Mentre un eventuale semifinale di Champions metterebbe in sequenza una serie di partite da brivido: scontro diretto col Napoli, andata semifinale, trasferta a San Siro contro l'Inter, semifinale ritorno. Allegri ha già dichiarato, in attesa del durissimo sprint finale, di poter benissimo ruotare la formazione come meglio crede.
La Juve ha un bel vantaggio, ma lo stress, la fatica, l'impegno fisico, gli infortuni, le squalifiche potrebbero anche cambiare qualche dettaglio determinante. Lo scorso anno il Napoli fece già il record di 86 punti in campionato, quest'anno lo batterà quasi sicuramente a meno che, per qualche motivo recondito, non vada in crisi. Ma non si vede perché. Mantenendo l'attuale ritmo arriverebbe a 95 punti. Sarri è stato probabilmente un po' troppo arrendevole nel negare qualsiasi speranza di poter vincere lo scudetto - anche forse per non mandare in fibrillazione il già ribollente tifo napoletano - ma quando dice che anche solo tener testa a questa Juve è qualcosa di straordinario non ha affatto torto.