ROMA - L'arbitro Piero Giacomelli ci ricasca, tre mesi dopo che un altro suo pasticcio mezzo Var, il netto rigore per fallo di mano di Iago Falque non fischiato in Lazio-Torino, lo scorso dicembre, aveva portato un gruppo di tifosi laziali persino a citarlo in tribunale insieme al collega Di Bello. Se però almeno per questa volta il suo operato non è finito per essere decisivo, dato l'insperato pareggio finale della Spal a Marassi, il secondo rigore a dir poco discutibile assegnato al Genoa al Ferraris è parso ancora più clamoroso degli erroracci della notte dell'Olimpico. Sia dalla tribuna, sia dalle immagini televisive, infatti, il contatto tra Lapadula e Vicari pare proprio non esserci. E i cinque interminabili minuti passati dallo stadio in attesa di una sua decisione, a maggior ragione una volta che sono iniziati a circolare i replay dell'azione, hanno fatto dell'hashtag #GenoaSpal addirittura tra i più twittati del pomeriggio calcistico.
In Lazio-Toro il disastro si era giocato nel giro di poco più di un minuto. Immobile era andato al cross, Iago Falque aveva respinto con il braccio, ma l'arbitro triestino non aveva indicato il dischetto. Ad azione finita ancora Immobile era tornato a protestare per il rigore, per poi cadere vittima del nervosismo e accennare una testata sul petto di Burdisso, nel cuore dell'area granata. Due episodi in uno che dopo il ricorso al Var, Giacomelli sanzionerà con l'espulsione per il centravanti laziale ma nessun rigore per la Lazio. Scatenando l'inevitabile furia dell'intero stadio, squadra e società biancoceleste - "è scandaloso" aveva tuonato Inzaghi nell'immediato post partita - incluse.
Nel pomeriggio del Ferraris gli animi si sono scaldati meno, per forza di cose, ma l'insicurezza del fischietto triestino prima davanti all'azione e poi davanti alle immagini del Var è stata la stessa. E nel contesto di una conduzione di gara non impeccabile, l'episodio del generosissimo rigore fischiato a Vicari su Lapadula - con inevitabile espulsione da ultimo uomo del difensore spallino - avrebbe potuto pesare pesantemente sulla lotta salvezza. Nell'azione incriminata l'attaccante genoano approfitta di un retropassaggio folle della difesa emiliana al limite dell'area per saltare Meret in uscita, e concludere troppo debolmente verso la porta, contrastato da Vicari. Giacomelli indicherà il dischetto dopo aver guardato e riguardato le immagini del Var a bordo campo, probabilmente notando un impercettibile contatto tra il ginocchio del difensore e l'attaccante rossoblù che ai più continua a risultare molto dubbio.
E se la giornataccia del Ferraris non è una prima volta per Giacomelli, un'altra buona notizia di giornata per la Spal è che almeno per questa stagione le trasferte a Genova sono finite. Dalla sfida con il Genoa, nonostante le polemiche arbitrali, esce con un punto prezioso. Ma nell'ultima partita del 2017, ancora a Marassi, a decidere l'incontro con la Sampdoria (poi terminato 2-0 per i padroni di casa) era stato un altro rigore inesistente concesso da Pairetto a tempo scaduto. Allora il tecnico degli estensi aveva trattenuto la rabbia con fatica: "meglio che non parli", si era trattenuto. A questo giro lo stato d'animo è ben altro. "Penalizzati dell'arbitro? Con il Var non siamo fortunati - ha commentato Semplici - ma io devo pensare a migliorare i miei ragazzi".
In Lazio-Toro il disastro si era giocato nel giro di poco più di un minuto. Immobile era andato al cross, Iago Falque aveva respinto con il braccio, ma l'arbitro triestino non aveva indicato il dischetto. Ad azione finita ancora Immobile era tornato a protestare per il rigore, per poi cadere vittima del nervosismo e accennare una testata sul petto di Burdisso, nel cuore dell'area granata. Due episodi in uno che dopo il ricorso al Var, Giacomelli sanzionerà con l'espulsione per il centravanti laziale ma nessun rigore per la Lazio. Scatenando l'inevitabile furia dell'intero stadio, squadra e società biancoceleste - "è scandaloso" aveva tuonato Inzaghi nell'immediato post partita - incluse.
Nel pomeriggio del Ferraris gli animi si sono scaldati meno, per forza di cose, ma l'insicurezza del fischietto triestino prima davanti all'azione e poi davanti alle immagini del Var è stata la stessa. E nel contesto di una conduzione di gara non impeccabile, l'episodio del generosissimo rigore fischiato a Vicari su Lapadula - con inevitabile espulsione da ultimo uomo del difensore spallino - avrebbe potuto pesare pesantemente sulla lotta salvezza. Nell'azione incriminata l'attaccante genoano approfitta di un retropassaggio folle della difesa emiliana al limite dell'area per saltare Meret in uscita, e concludere troppo debolmente verso la porta, contrastato da Vicari. Giacomelli indicherà il dischetto dopo aver guardato e riguardato le immagini del Var a bordo campo, probabilmente notando un impercettibile contatto tra il ginocchio del difensore e l'attaccante rossoblù che ai più continua a risultare molto dubbio.
E se la giornataccia del Ferraris non è una prima volta per Giacomelli, un'altra buona notizia di giornata per la Spal è che almeno per questa stagione le trasferte a Genova sono finite. Dalla sfida con il Genoa, nonostante le polemiche arbitrali, esce con un punto prezioso. Ma nell'ultima partita del 2017, ancora a Marassi, a decidere l'incontro con la Sampdoria (poi terminato 2-0 per i padroni di casa) era stato un altro rigore inesistente concesso da Pairetto a tempo scaduto. Allora il tecnico degli estensi aveva trattenuto la rabbia con fatica: "meglio che non parli", si era trattenuto. A questo giro lo stato d'animo è ben altro. "Penalizzati dell'arbitro? Con il Var non siamo fortunati - ha commentato Semplici - ma io devo pensare a migliorare i miei ragazzi".