TORINO - La Juventus torna al completo con l'arrivo di Higuain, atterrato alle 16:08 all'aeroporto di Caselle. A quasi due mesi di distanza dalla sua partenza per raggiungere la madre ammalata in Argentina, nel pieno dell'emergenza Covid 19, il Pipita ha chiuso la fase del rientro a Torino da parte dei calciatori bianconeri. Higuain dovrà restare quattordici giorni in quarantena per poi unirsi ai compagni negli allenamenti collettivi che partiranno lunedì 18 maggio: nel frattempo potrà continuare ad allenarsi in casa, seguendo i programmi dello staff bianconero.
Bentancur: "Ora ritroviamo il ritmo"
La sua crescita costante ha rimescolato le carte del centrocampo bianconero, incidendo anche sul mercato in uscita. Giorno dopo giorno Rodrigo Bentancur ha preso in mano la mediana della Juventus - "Da quando è arrivato, Mister Sarri mi ha sempre dimostrato la sua fiducia e ho cercato di ripagarla, ma devo ancora migliorare tanto" - sfruttando le sue doti naturali e la predisposizione al lavoro. Durante l'isolamento l'uruguaiano è rimasto in Italia, a Torino, facendosi trovare pronto alla ripresa degli allenamenti individuali: "Ripartire e ritornare in campo è stato bellissimo, una sensazione stupenda rimettere le scarpe da calcio - le parole del centrocampista nell'intervista pubblicata sul sito della Juventus - Sto bene, per fortuna mi sono allenato anche a casa in questo periodo. Non vedo l'ora di ricominciare gli allenamenti in gruppo. Servirà tempo per ritrovare il ritmo, ma sarà bellissimo".
Dubbi sulla ripartenza
Nessuna incertezza per Bentancur sulla ripartenza, anche se il dibattito pubblico sull'argomento distribuisce diversi punti interrogativi: "Dovessimo ripartire, sicuramente ci saranno delle difficoltà: il caldo, l'assenza dei tifosi che sono importantissimi per noi, e ritrovare il ritmo. Per questo dobbiamo lavorare al 150%. L'aspetto fisico farà la differenza, ma anche la nostra solidità mentale".
La permanenza a Torino
Una scelta, quella di Bentancur, che permetterà al centrocampista di farsi trovare pronto nel caso in cui il campionato ripartisse: "Ho deciso di rimanere a Torino, facendo la quarantena con la mia fidanzata e due miei amici che erano venuti a trovarmi e sono rimasti bloccati qui. Per fortuna è stato qui anche mio zio, che è anche il mio preparatore personale e mi ha "ammazzato" facendomi fare 70 allenamenti personalizzati in 50 giorni, ma mi ha fatto solo bene".