Milan-Inter allo specchio: non è solo Ibra contro Lukaku
di Franco Vanni , di Franco VanniMILANO - Lukaku e Ibra, certo. Ma anche la guerra sulle fasce, il controllo del centrocampo e la tenuta delle difese. Il derby di domenica sarà sfida a tutto campo, fra un Milan che quando funziona si diverte e costruisce e un'Inter che quando è in palla si dimostra organizzata e micicidiale nelle ripartenze. Vediamo, reparto per reparto, punti forti (tanti) e punti deboli (pochi) delle due formazioni.
La difesa: Handanovic contro Donnarumma
Con 24 gol presi in 22 partite l'Inter è, al pari del Verona, la terza squadra del campionato ad avere subito meno reti. Meglio hanno fatto finora solo Juventus (19) e Napoli (21) che però hanno giocato una gara in meno. Alla fase difensiva nerazzurra partecipa ovviamente l'intera squadra, che Conte dopo un avvio di stagione all'arrembaggio ha arretrato di una ventina di metri. Ma sono soprattutto i tre centrali ad avere trovato in corso di campionato forma individuale e compattezza di reparto: Skriniar, De Vrij e Bastoni da novembre in poi hanno cominciato a sbagliare molto poco. Il Milan di gol ne ha incassato uno in più 25. Il pilastro è Kjaer, ma quando è mancato si sono fatti trovare pronti Kalulu e Tomori. Al suo fianco, Romagnoli. Poi c'è Donnarumma, uno dei migliori portieri d'Europa. Handanovic, bersaglio delle critiche dei tifosi, ha sbagliato qualche partita. Ma mai in campionato nelle gare cruciali: contro Napoli, Juve e Lazio ha fatto le sue migliori prestazioni.
Il centrocampo
Chi tiene il centrocampo vince la partita. Al netto degli episodi e delle giocate dei singoli, il più antico degli adagi sulla tattica del calcio ha ancora una sua validità. Giocando di preferenza con un regista arretrato e due mezzali, Antonio Conte ha sempre cercato densità e inserimenti. Ma la condizione di Vidal, ancora in recupero da guai muscolari, spinge per l'impiego di Eriksen dal primo minuto. Più che una mezzala, un regista aggiunto. Preferendo il modulo con due mediani e l'uomo dietro le punte, Stefano Pioli vuole invece dal centrocampo copertura alla difesa e fantasia in costruzione. Uomini cardine della mediana nerazzurra sono Brozovic, regista arretrato, e Nicolò Barella, giocatore completo e instancabile. Punto fermo per il Milan è Kessie (che con lo Stella Rossa ha riposato), a cui non si potrà però affiancare Bennacer, che s'è fatto male a Belgrado. Spazio quindi a uno fra Tonali, favorito dopo la buona prestazione in Serbia, e Meité.
Le fasce
Discorso a parte meritano le fasce. Quella più pirotecnica è la sinistra, per il Milan, e quindi destra, per l'Inter. Uno di fronte all'altro si troveranno Theo Hernandez e Hakimi, entrambi cresciuti al Real Madrid, esterni totali in grado di partecipare alla fase offensiva delle proprie squadre (4 gol in campionato per il francese, 6 per il marocchino) e sfornare assist in continuità. Anche a discapito della copertura. Sull'altra corsia, se nel Milan è ormai intoccabile il giovane e forte Calabria, Conte ha più opzioni, nessuna delle quali perfetta per il suo gioco. L'ex ct può scegliere fra l'arrembante Perisic, attaccante adattato che ultimamente non perde un colpo, e i più completi Young e Darmian, nessuno dei quali sembra però attraversare il miglior momento di forma.
L'attacco
In attacco, la sfida sarà soprattutto fra Ibra e Lukaku, un testa a testa immortalato anche da un murales fuori dallo stadio: 16 gol in Serie A per il belga, che nei suoi quattro derby milanesi ha sempre segnato, e 14 per lo svedese, che all'andata in campionato ha steso i nerazzurri con una doppietta. Al fianco di Romelu è pronto Lautaro, che contro la Lazio ha fatto una gran partita. Insieme le due punte titolari dell'Inter sono andate a segno 27 volte, la metà di tutte le 54 reti interiste in stagione. Per distacco la coppia più prolifica del campionato. Al Milan, il secondo marcatore per numero di reti è il rigorista Kessie, a quota 7. Ma chi affiancherà Ibra domenica a San Siro? Sulla destra è pronto Saelemaekers, che a Belgrado ha riposato. Sulla sinistra, ballottaggio fra Rebic e Leao. Sono entrambi in forma, ma il portoghese ha dalla sua l'assist nel derby di andata per il raddoppio di Ibra.