GENOVA - L’Ivan il terribile di luglio è un ricordo lontano. Oggi Ivan Juric che coglie la seconda importante vittoria di fila si gode la crescita esponenziale di un Torino che ne ha assimilato il progetto. Non è un Toro scatenato, ma un Toro consapevole: ed è questo che Juric chiedeva, acquisire una nuova mentalità, credere fortemente nelle proprie qualità. I gol del successo arrivano di testa. Più che una metafora.
A immagine dei due mister
Avversarie poco tempo fa in coppa Italia, Samp e Torino ci mettono le caratteristiche del calcio dei loro allenatori. Per una Samp che concede il possesso palla e vive di lampi improvvisi, letali, verticali, D’Aversa lo faceva anche al Parma, c’è un Torino sempre più a immagine e somiglianza di Juric. L’avvio con bel triangolo tecnico tra Gabbiadini, Caputo e Candreva che tira di poco fuori è solo un flash, perchè poi il Torino, puntellato su Lukic sempre più leader in mezzo, e forte sulle fasce dove Vojvoda fa l’Ansaldi e Singo fa soffrire il buon Augello, si impadronisce del match creando diverse opportunità. Centrale, il primo, con Sanabria, giocatore di grande tecnica, che fallisce il controllo sotto porta su pennellata di Mandragora. Poi laterali, con Falcone che si erge a protagonista per fermare le conclusioni di Vojvoda dal limite, di Praet in slalom speciale.
Blitz blucerchiato: gol
Nulla fa presagire che la Samp passi in vantaggio, al 18’, quando Milinkovic sbaglia un rinvio, concedendo palla centrale alla Samp: due tocchi sapienti e il suo rientro in tempo dal fuorigioco consentono a Caputo di firmare un facile gol del vantaggio, davanti al gigante serbo. Un vantaggio casuale se si guarda i cartellini degli arbitri, ma anche un pugno da ko. Ma il Toro è in crescita, si rialza prima del knock out tecnico e comincia a incalzare l’avversario. Zima ha cancellato Thorsby, riferimento aereo importante nella parte iniziale dell’azione: il duello è rusticano e senza esclusioni di colpi, il norvegese rischia persino rifilando una gomitata secca al mento al giovane ceko. Le ansie doriane sono comprensibili e bruciano sotto la cenere: in mezzo per esempio, c’è l’inedita coppia Ferrari-Dragusin causata dalla congiuntura astrale, ben lontana dalla prima scelta del tecnico ligure. Ferrari se la cava, Dragusin pare un po’ leggerino.
Sampdoria-Torino: la rete è bucata e il gol di Praet non sembra gol
Cross di Lukic, colpo di testa di Praet. Per alcuni è il gol dell'1-2 del Torino in casa della Sampdoria, per altri è un tentativo finito sul fondo. I giocatori granata esultano, le voci dei telecronisti tentennano. La rete è bucata e per un istante il pallone che finisce dietro i cartelloni pubblicitari trae in inganno molti. Ma è gol, lo confermano le immagini e la goal-line tecnology.
Prima della partita, da prassi, sono i due guardalinee a controllare che le reti delle porte siano integre. Ciascuno guarda quella della metà campo dove agirà durante il primo tempo. Questa volta, però, a Marassi qualcosa è andato storto. Così, dopo la convalida del gol, lo staff della Samp e gli addetti ai lavori dello stadio sono entrati sul terreno di gioco e hanno richiuso la rete della porta difesa da Falcone.
Un pareggio meritato
Ma è qualcosa che accade dopo il meritato pari granata, merito degli esterni: Vojvoda mette un traversone sul secondo palo dove Singo stacca più alto di Thorsby e infila l’1 a 1. Il Toro è padrone del campo, ancora con qualche rischio centrale quando gioca in difesa, Falcone si produce in un grande intervento per non cadere da fuoco amico quando Askildsen (buon pt) in scivolata corregge un tiro da fuori destinato sotto la traversa. Il portiere di scorta doriano con una mano mette alto. Un colpo di tacco di Lukic al limite della sua area è una pericolosissima licenza, ma l’ospite non paga dazio. Il responso è rimandato alla ripresa.
Il Toro assedia, la Samp usa il genio
E il Toro in avvio prende d’assedio l’area blucerchiata, ma l’attenzione difensiva è cresciuta, ci vuole qualche accorgimento a sorpresa, come le incursioni dei difensori, al 49’ Zima si inventa mezzala per entrare in area e servire a rimorchio Brekalo, tiro rimpallato. La Samp regge e si affida alla genialità di Gabbiadini che è riferimento intelligente un metro dietro Caputo. E poi sfrutta gli errori: Lukic su un azzardo di Bremer che calcia orizzontalmente un pallone aprendo la ripartenza granata, concede una punizione al limite per gli specialisti doriani. Gabbiadini tira sul muro, e sull’azione che si sviluppa, su corta respinta da traversone di Augello, Candreva svirgola un tiro per lui non impossibile. Lo stesso Candreva che un attimo dopo si ritrova solo davanti a Milinkovic, ma il serbo prende bene il tempo per l’uscita bassa.
Salvataggio di Rodriguez, poi il sorpasso dell'ex
Al 59’ la qualità doriana va vicina al secondo gol su una nuova incertezza di Milinkovic uscito male su un traversone rimbalzante e teso di Candreva, Thorsby è un falco norvegese che si getta di testa e la mette in porta, Rodriguez salva il portiere da un’altra figuraccia salvando sulla linea. Chi non riesce a entrare in partita è Brekalo, che Bereszynski (tra i migliori) annulla, sacrificando tuttavia il polacco il solito apporto alla manovra in avanti. Il sorpasso è servito al 67’ quando Lukic si offre all’ala e mette un traversone preciso sulla testa di Praet che infila l’angolino. Il gol dell’ex (con giallo per un buco nella rete). “Ho la Samp nel cuore - dice alla fine il belga - ma era troppo importante vincere, oggi”. Il Toro insiste, prevenire è meglio che curare. La Samp accusa il colpo.
Assalto Samp, ma i granata sprecano
Singo mette un pallone al bacio a disposizione di Sanabria, davanti a Falcone, ancora un errore inatteso del paraguegno. Gabbiadini prova a scuotere i suoi con un tiro dal limite ben eseguito ma non preoccupante per Milinkovic. D’Aversa ha bisogno di energie - Ciervo e Quagliarella -, ma dopo che Falcone ha ribattuto un secco tiro dal limite e Candreva ha girato fuori un invito alla girata di Augello. Escono Caputo e Askildsen, Thorsby va a far da cerniera con Rincon davanti alla difesa. Ma c’è anche Conti per Ferrari, cosa che spinge Bereszynski a fare il centrale. Juric vuole forze fresche per tenere alta la palla, ecco allora Zaza e Piaça per Brekalo e Sanabria. Praet dal limite il tiro è pericolosamente deviato fuori con Falcone spiazzato ma il toro resta in avanti per non subire e non rischiare. Ormai gli schemi sono saltati, Zaza tira su Falcone, il Toro si difende attaccando, la Samp non ha più profondità. Ciervo dal limite calcia alto, la Samp fa una fatica pazzesca, D’Aversa cerca energie con Torregrossa e Murru per Gabbiadini e Augello, la scelta sembra premiare quando Ciervo, ora ala, mette un pallone sul secondo palo in quota Quagliarella, stacco e palla fuori. Rettilineo finale, ed è ancora il Toro a farsi preferire quando Piaça impegna severamente Falcone dal limite. Pobega rileva il match winner Praet, ancora Falcone meglio di Zaza nel duello personale. Match ormai è ai titoli finali: ultimo assalto, Candreva nel mucchio, esce ancora il rosso granata: seconda vittoria stagionale del Torino fuori casa, un Torino rivitalizzato.
Sampdoria- Torino 1-2 (1-1)
Sampdoria (4-4-2):Falcone, Bereszynski, Ferrari (33' st Conti), Dragusin, Augello (43' st Murru), Candreva, Rincon, Askildsen (33' st Ciervo), Thorsby, Gabbiadini (43'st Torregrossa), Caputo (33' st Quagliarella). (30 Ravaglia, 32 Saio, 6 Ekdal, 14 Vieira, 28 Yepes, 70 Trimboli). All.: D'Aversa
Torino (3-4-2-1): Milinkovic, Zima, Bremer, Rodriguez, Singo. Lukic, Mandragora, Vojvoda, Praet (47' st Pobega), Brekalo (39' st Zaza), Sanabria (38 st Pjaca). (1 Berisha, 89 Gemello, 5 Izzo, 24 Verdi, 26 Djidji, 70 Warming, 93 Fares, 99 Buongiorno). All.: Juric
Arbitro: Massimi di Termoli.
Reti: nel pt, 18' Caputo, 27' Singo. Nel st, 22' Praet Angoli: 10 a 3.
Recupero:2' e 6' .
Ammoniti: Lukic , Bremer per gioco scorretto.
Spettatori: 2.549 per un incasso di euro 27.902