TORINO – "Anche questa volta Galliani ha scelto l'allenatore giusto". Le parole di Allegri su Palladino, prossimo avversario della Juventus nell'anticipo del venerdì, certificano lo status raggiunto dall'allenatore del Monza, cresciuto nelle giovanili bianconere e sbocciato in Brianza dopo aver concluso la carriera. Sarà lui il primo ostacolo da superare dopo il pareggio contro l'Inter, dopo aver fermato la capolista restando a due soli punti dalla vetta. Se Allegri riuscisse a sfatare il tabù brianzolo, potrebbero esserci altre due notti in vetta per i bianconeri, in attesa del big match di domenica sera tra Napoli e Inter: "Oltre a non aver perso in casa, il Monza ci ha portato via 6 punti l'anno scorso e non abbiamo segnato neanche un gol - ha raccontato -. Domani sarà difficile ma importante, come lo saranno quelle che verranno a seguire. Per dare seguito a quanto fatto fino a ora".
Lo scudetto e il peso dell'Europa
Anche se ha portato un solo punto, la sfida con l'Inter ha consolidato la candidatura bianconera per il titolo. Rabiot ha rivelato al termine della partita che in spogliatoio si parla di scudetto, che i calciatori ci credono e che vincere il campionato è un obiettivo che li stuzzica. La risposta di Allegri è un mix di ironia e scaramanzia, ma con la consueta lucidità: "Dentro lo spogliatoio non entro mai, è sacro - ha scherzato -. È normale avere l'ambizione di desiderare qualcosa di importante. Il desiderio più importante è la partita di domani: non dimentichiamoci che per la Juve rimanere fuori dalla Champions è stato un danno tecnico ed economico. L'obiettivo minimo è tornare a giocare la Champions l'anno prossimo". Anche se una vittoria consentirebbe alla Juventus di tornare in testa, Allegri continua a prendere le misure alle sue spalle e non davanti: "Non guardare l'Inter, ma la quinta. Ci dobbiamo far rincorrere e scappare, ma non possiamo farlo in una partita. Il campionato è una crociera, non una gara di velocità, essere a - 2 dall'Inter è motivo d'orgoglio, voglia di desiderare. Ma guardiamo dietro, nel calcio le cose cambiano velocemente".
La partita più delicata dopo il derby d'Italia
Eppure qualche segnale la sua squadra gliel'ha dato dopo lo scivolone di Reggio Emilia con il Sassuolo, ritornando in vetta due volte seppur per qualche ora. Allegri non si fida del calcio, delle trappole che si parano sul cammino. Sottovalutare il Monza dopo il pareggio con l'Inter "sarebbe commettere un errore inspiegabile, di poca maturità. Come abbiamo sempre detto e fatto, sappiamo i nostri limiti. Il gruppo è coeso, abbiamo una buona classifica ma non abbiamo fatto ancora nulla. Abbiamo 6 partite che ci dividono alla fine del girone d'andata. Monza, Genova, Salernitane Frosinone. E due scontri diretti in casa. Domani affrontiamo una squadra molto buona, ben guidata, ha buoni giocatori, ha messo in difficoltà tante squadre. Come spesso capita nel calcio, la differenza la fanno nella fase difensiva. Il Monza in 3 partite non ha preso gol e nelle altre 7 ne ha subito al massimo uno. Anche a livello difensivo sono tutti insieme, difendono in maniera unita".
I recuperi in difesa e il dubbio Locatelli
Saranno convocati sia Alex Sandro, che era tornato già con l'Inter pur non essendo in grande condizione, che Danilo, finalmente rientrato in gruppo e pronto a giocare almeno uno spezzone di partita per ritrovare il ritmo e la condizione. "Danilo e Alex Sandro saranno a disposizione, non sono al top ma ci sono. Locatelli oggi è da valutare, è una questione che riguarda il dolore. In alternativa Nicolussi era tanto che non giocava, ha fatto bene. Troveremo una soluzione". In attacco la logica direbbe spazio a Vlahovic e Chiesa, anche se alle loro spalle scalpitano Milik e Kean: "Hanno fatto una buona prestazione, ma stanno bene anche gli altri. L'importante è tornare in Champions, tornare a giocare martedì e mercoledì".
Il suo futuro e il dna Juventus
Allegri è poi tornato sulle voci che lo vorrebbero via dalla Juventus alla fine della stagione, con un casting che comprende Conte, Palladino e Thiago Motta per sostituirlo sulla panchina bianconera: "Di solito in questo periodo parlano sempre del mio futuro - ha spiegato sorridendo -. Ho un contratto fino al 2025, stiamo lavorando bene per il futuro della Juventus, per il futuro del club. Ho parlato con i nuovi dirigenti con cui vado d'accordo, da Scanavino alla proprietà, ma anche Giuntoli, Manna. C'è una buona armonia per creare la Juve di domani anche con il settore giovanile, a cui tengo molto, per far sì che la Juve abbia un futuro importante. La cosa che ho imparato nel 2014, quando sono arrivato qui, è che alla Juventus passano gli uomini ma resta il Dna. Bisogna stare zitti, tenere un profilo basso e lavorare. Con la dirigenza stiamo lavorando per dargli un futuro non solo immediato ma anche a lungo termine".