Mourinho, perché ora il rinnovo con la Roma è più vicino
di Marco JuricDifficilmente Mourinho nel giorno di riposo concesso alla squadra dopo la vittoria di Sassuolo, tornerà sui libri di italiano per perfezionare una lingua che conosce, e anche molto bene, da oltre dieci anni. Perché l’uomo che ha introdotto nel vocabolario nostrano diverse frasi (pallonare) ormai di uso comune come “prostituzione intellettuale” o “zero tituli”, ieri al Mapei Stadium ha raggiunto il suo obiettivo. Vincere la partita più importante della settimana e avvicinarsi un po’ di più al rinnovo. A suo modo. Alzando i toni alla vigilia, focalizzando le attenzioni su arbitro e avversari e costringendo tutto il contorno a non confermare quanto profetizzato alla vigilia. La messa in onda della sceneggiatura perfetta. Con la firma finale delle dichiarazioni in portoghese.
Difficilmente Mourinho nel giorno di riposo concesso alla squadra dopo la vittoria di Sassuolo, tornerà sui libri di italiano per perfezionare una lingua che conosce, e anche molto bene, da oltre dieci anni. Perché l’uomo che ha introdotto nel vocabolario nostrano diverse frasi (pallonare) ormai di uso comune come “prostituzione intellettuale” o “zero tituli”, ieri al Mapei Stadium ha raggiunto il suo obiettivo. Vincere la partita più importante della settimana e avvicinarsi un po’ di più al rinnovo. A suo modo. Alzando i toni alla vigilia, focalizzando le attenzioni su arbitro e avversari e costringendo tutto il contorno a non confermare quanto profetizzato alla vigilia. La messa in onda della sceneggiatura perfetta. Con la firma finale delle dichiarazioni in portoghese.
Le parole di Thiago Pinto
Ma di tutto il cabaret emiliano messo in atto dallo Special One, c’è un passaggio che potrebbe segnare una linea di demarcazione tra l’addio di Mou e il rinnovo di contratto. Le parole del gm Tiago Pinto. Che difendendo l’operato polemico del suo allenatore ha, per la prima volta, preso le parti di Mourinho nelle sue battaglie. E non solo personalmente, ma da parte di tutta la Roma. Compreso Dan Friedkin. Una svolta non secondaria nei precari equilibri di Trigoria. Perché a riavvolgere il nastro ci vuole poco, tornando al 31 maggio scorso. A quel “sono stanco di essere solo nelle battaglie per la Roma” pronunciato al termine della finale persa contro il Siviglia. Allora i Friedkin non presero posizione, scegliendo l’arma del silenzio. Questa volta la sterzata sembra essere troppo evidente per non essere notata. Ora il portoghese ha tutto il management dalla sua parte, a partire dalla proprietà. Quella che ha voluto ringraziare a fine partita. Nella sua lingua.
Il messaggio lanciato dal Tg1
Una lunghissima partita di scacchi iniziata qualche settimana fa. Perché c’è un momento preciso. Un cambio di passo verbale e lessicale in questo terzo anno di Mourinho in giallorosso. L’intervista rilasciata alla Rai il mese scorso. Come aveva fatto Totti nel 2016 quando voleva lanciare un messaggio chiaro a Spalletti e alla sua gente. Quasi fosse un vizio di Trigoria quello del Tg1, per uscire dalla dimensione tragicamente provinciale della Capitale e parlare a livello nazionale. Perché i simboli di Roma e della Roma sono troppo grandi per essere contenuti entro i confini del Grande Raccordo Anulare. E Mourinho ormai è perfettamente calato nel ruolo di capopopolo. Quello del romanismo militante, colui che placa 5000 tifosi a Sassuolo con il solo gesto delle mani. “Calma”. Ho tutto sotto controllo. La partita e il mio futuro.
Due strade per Mou: Roma o L’Arabia
L’amo per i Friedkin è stato lanciato lì. Con quelle parole. Dando seguito alla sua voglia di Roma, battendo il tasto delle battaglie. Contro arbitri, avversari e giocatori mediocri. Tutto per il bene della Roma. D’altronde Mourinho ha due strade davanti a sé: la Roma o l’Arabia. Perché l’amato Real sembra impossibile così come le super big d’Europa. E di ulteriore pubblicità a Gedda o Riyad non ne ha bisogno. Una strategia comunicativa studiata nei minimi dettagli fin dall’autunno. Per capire se Roma ha ancora voglia di lui. E la risposta dello Stadio Olimpico contro l’Udinese è stata chiara. Ma soprattutto sondare per l'ultima volta la volontà di Dan Friedkin. Sul tavolo più congeniale a Mourinho e meno piacevole per i Friedkin: quello delle battaglie politiche. Ieri a Sassuolo la prima risposta sembra essere arrivata. Indizi e prove di una svolta che tutti i romanisti sperano si concretizzi con una proposta di rinnovo di contratto.