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Fiorentina, Pioli: "La proprietà ci supporta, è ora di crescere"

Stefano Pioli (agf)
Il tecnico alla vigilia della sfida con l'Udines: "Ho incontrato questa mattina Diego Della Valle e abbiamo fatto il punto della situazione. La società ha deciso di aprire un nuovo ciclo"
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FIRENZE - Diego Della Valle torna e fa tappa al centro sportivo per un "colloquio proficuo" con il tecnico Stefano Pioli. A raccontarlo è stato lo stesso allenatore, alla vigilia della sfida tra Fiorentina e Udinese (domenica 15 ottobre al Franchi, ore 12.30), svelando così un incontro che avviene dopo mesi di passi indietro e di comunicati che hanno creato non poco caos a Firenze. Il patron a colloquio con Pioli, per fare il punto della situazione dopo le prime sette giornate di campionato. "La proprietà è molto coinvolta - dice Pioli - e vuole supportarci".

Come sta la squadra dopo questa sosta?
"Abbiamo utilizzato questa lunga sosta per sviluppare l'andatura di questo inizio. Abbiamo avuto due infortuni ma gli altri giocatori stanno bene"
Che Udinese dovrà attendersi la sua squadra?
"L'Udinese ha tanta qualità, ha giocatori singoli importanti ed è fisica. Sarà importante, quando avremo palla, colpire negli spazi e limitare i loro giocatori di gran velocità e corsa. Col Chievo abbiamo fatto dei passi indietro ed è per questo che adesso mi aspetto passi ulteriori a livello di prestazione. Abbiamo buonissime possibilità ma anche di una partita attenta e precisa. L'aspetto tecnico sarà importante".
Ha pensato al modulo e alla possibilità di cambiarlo?
"Ringrazio tutti perché durante questa sosta ho ricevuto tanti consigli. Stiamo valutando tutto ma non credo che abbiamo perso col Chievo a causa del modulo. Insisteremo su questa strada".
Diego Della Valle era a Firenze: vi siete sentiti?
"Abbiamo incontrato Diego Della Valle questa mattina e abbiamo parlato di tante cose, del percorso e di quel che dobbiamo fare. Abbiamo fatto il punto della situazione ed è stato molto proficuo. Quel che ci siamo detti parla di una proprietà molto attenta, consapevole della situazione, che vuole supportarci. Ma la proprietà la sento sempre, è molto coinvolta e l'incontro di stamattina è servito per capire dove possiamo crescere non solo tecnicamente ma anche dal punto di vista della struttura societaria.
Che tipo di approccio servirà adesso?
"Dobbiamo valutare le prestazioni e capire quel che non ci è riuscito sul campo. La squadra ne è consapevole e le risposte, al di là delle riunioni e degli allenamenti, sarà il campo a darle. Non è sufficiente sviluppare bene 15', dobbiamo farlo per 95'. Vincere le partite, qui in Italia, vuol dire lottare, sudare e sacrificarsi. Attenzione e determinazioni dovranno essere costanti".
L'anno nero di Saponara: se l'aspettava questo infortunio?
"Non ce l'aspettavamo, nelle ultime due settimane prima del Chievo stava facendo benissimo in allenamento ed era in crescita. Questo è un infortunio che va al di là di quello scorso, non credo che rimarrà fuori per tanto tempo ma è un peccato perché stava ritrovando la sua condizione. Spero che la negatività sia alle spalle, ha bisogno di convinzione, fiducia e continuità. Nelle due settimane dopo la sosta, invece, non ha quasi mai lavorato con noi".
Udinese, Benevento, Torino e Crotone: è un mini ciclo?
"La prima verifica sarà al termine del girone d'andata. Partite facili sulla carta non esistono, tutto dipende da noi. Abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutte. Veniamo da una sconfitta dove le nostre mancanze sono state superiori alle qualità degli avversari: vogliamo dimostrare che è stato soltanto un incidente di percorso quello a Verona".
Fiorentina e Udinese stanno facendo calcio alla stessa maniera?
"Vedo una proprietà che ha deciso di aprire un altro ciclo, di investire su ragazzi giovani con buone prospettive con un mix anche di giocatori esperti. Sarà il campo a giudicare la bontà di queste scelte. L'Udinese sta facendo una grande programmazione e questo è evidente: negli ultimi anni ha avuto alcune difficoltà ma questo è il calcio. Noi siamo all'inizio di un nuovo percorso e sono convinto che ci toglieremo delle soddisfazioni".
La sua Fiorentina è già squadra? Quanto tempo occorrerà?
"Al di là delle nostre difficoltà, tutte le squadre hanno bisogno di tempo per conoscerci e conoscere l'allenatore. Sappiamo benissimo che ci vorrà tempo per diventare squadra: cioè avere identità, modo di interpretazione delle gare, in campo. Le squadre si costruiscono dopo anni e stiamo cercando di accelerare questi tempi".
Sarà un problema giocare alle 12,30?
"No, siamo abituati e devo dire che mi piace anche come orario".
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