FIRENZE - Eppure qualcuno lo chiamava il "normalizzatore". Pochi mesi fa e Stefano Pioli si portava dietro questa etichetta che, evidentemente, non pare gli piaccia molto. "Non vogliamo essere una squadra nomale", dice il tecnico della Fiorentina in sala stampa alla vigilia della sfida contro il Milan (sabato 30 dicembre, ore 12.30 al Franchi) che chiuderà il 2017. Anche il suo. Il riferimento è alla lotta per la sesta posizione che varrebbe il piazzamento in Europa League e Pioli, che in campionato non perde dallo scorso 5 novembre (in casa contro la Roma), si concentra sul ritmo della sua squadra che non può permettersi di calare neanche un istante. "Se caliamo del 5% - dice Pioli - diventiamo una squadra normale e noi non vogliamo esserlo".
La Fiorentina è avanti al Milan in classifica: come è possibile?
"Stiamo facendo il nostro percorso, crescendo e diventando squadra sempre di più. Abbiamo tanta voglia di fare: conosco meno il percorso del Milan, non posso giudicarlo".
La sua squadra può cambiare e variare più moduli?
"Abbiamo dei concetti chiari, sia giocando con la difesa a tre che non. Siamo pronti a vari modi di giocare. Pezzella? Ha fatto la rifinitura oggi, se domani supererà l'ultimo test, sarà a disposizione".
Le pare un Milan in ripresa?
"Viste le ultime gare disputate, la classifica del Milan mi pare troppo penalizzante. Costruiscono, hanno giocatori di personalità e qualità, con l'Inter hanno dimostrato di avere tutto ciò vincendo meritatamente. Sarà un avversario complicato da incontrare".
Cosa ne pensa di Kalinic (che non è stato convocato)?
"Lo saluterò molto volentieri. E' stato chiaro con me, conoscevo la sua situazione. Ha qualità, movimenti e tempi giusti ma il Milan ha anche altre possibilità. Nonostante i tempi supplementari nella sfida di Coppa avranno modo di avere qualità. Ma noi vogliamo dare continuità alle prestazioni e ai risultati utili consecutivi ottenuti".
E' preoccupato dalla poca concretezza della sua squadra?
"Per la mole di gioco che costruiamo, dato che siamo la seconda squadra in campionato per tiri effettuati, sicuramente dovremo essere più concreti e precisi. Ci servono qualità e determinazione per fare gol: stiamo lavorando su questo".
Che Fiorentina si aspetta con Milan e Inter?
"Saranno sfide prestigiose contro due grandi squadre. Nessuno si aspettava la classifica del Milan dopo lo scorso mercato. Gare come quella coi rossoneri sono occasioni giuste per metterci alla prova. Chiudere bene il girone d'andata sarebbe molto importante".
Cosa direbbe ai tifosi per venire allo stadio?
"Io ho comprato 30 biglietti, perché credo che giorno e orario siano stati azzeccati. Ai tifosi dico di seguirci perché per l'entusiasmo che abbiamo la nostra squadra va supportata. Più stiamo insieme e siamo positivi e meglio è. Siamo la Fiorentina, possiamo toglierci delle soddisfazioni".
Avete lavorato soprattutto sull'approccio?
"Si, se non siamo intensi e giochiamo con poco ritmo diventiamo prevedibili e questo ci è successo anche a Roma contro la Lazio".
Come è stato possibile sbagliare l'approccio con la Lazio?
"Dal fischio d'inizio abbiamo giocato solo nella metà campo della Lazio. La gara è cambiata per un nostro errore, dopo che stavamo facendo la partita. Ci hanno temuto e aspettato. Poi però abbiamo commesso degli errori di imprecisione tecnica e non abbiamo tenuto il ritmo alto: questi sono stati i nostri errori. Dobbiamo essere più lucidi, bisognava reagire più velocemente. Abbiamo pagato caro gli errori commessi".
Sarà uno scontro diretto per l'Europa?
"E' prematuro dirlo ma è anche vero che per la sesta posizione in classifica ci sono 6-7 squadre che stanno lottando. Noi siamo in questo gruppo, così come il Milan: fare punti con loro sarebbe importante. Per questo siamo molto concentrati. Ci crede davvero? Dobbiamo vincere più partite possibili, credo ci siano squadre più attrezzate di noi ma nei campionati ci sono sempre delle sorprese. Dobbiamo essere ambiziosi: scendere in campo col Milan e cercare di vincere. Così come contro l'Inter. Solo così possiamo giocarci il sesto posto in una stagione con equilibri sottili. Se caliamo del 5% diventiamo una squadra normale e noi non vogliamo esserlo".
Chiuda gli occhi e pensi a Gattuso...
"Penso a un grande giocatore, che ho incontrato quando ero a Bologna e lui stava per smettere di giocare. Gli chiesi anche se voleva giocare un altro anno fuori dal Milan. Ho conosciuto una bella persona, sincera e leale: darà tutto per cercare di sfruttare l'occasione che ha".
Si sta chiudendo il 2017: quale vittoria ricorda con più piacere?
"L'ultima, quella col Cagliari. E spero che non sia l'ultima dell'anno".
La Fiorentina è avanti al Milan in classifica: come è possibile?
"Stiamo facendo il nostro percorso, crescendo e diventando squadra sempre di più. Abbiamo tanta voglia di fare: conosco meno il percorso del Milan, non posso giudicarlo".
La sua squadra può cambiare e variare più moduli?
"Abbiamo dei concetti chiari, sia giocando con la difesa a tre che non. Siamo pronti a vari modi di giocare. Pezzella? Ha fatto la rifinitura oggi, se domani supererà l'ultimo test, sarà a disposizione".
Le pare un Milan in ripresa?
"Viste le ultime gare disputate, la classifica del Milan mi pare troppo penalizzante. Costruiscono, hanno giocatori di personalità e qualità, con l'Inter hanno dimostrato di avere tutto ciò vincendo meritatamente. Sarà un avversario complicato da incontrare".
Cosa ne pensa di Kalinic (che non è stato convocato)?
"Lo saluterò molto volentieri. E' stato chiaro con me, conoscevo la sua situazione. Ha qualità, movimenti e tempi giusti ma il Milan ha anche altre possibilità. Nonostante i tempi supplementari nella sfida di Coppa avranno modo di avere qualità. Ma noi vogliamo dare continuità alle prestazioni e ai risultati utili consecutivi ottenuti".
E' preoccupato dalla poca concretezza della sua squadra?
"Per la mole di gioco che costruiamo, dato che siamo la seconda squadra in campionato per tiri effettuati, sicuramente dovremo essere più concreti e precisi. Ci servono qualità e determinazione per fare gol: stiamo lavorando su questo".
Che Fiorentina si aspetta con Milan e Inter?
"Saranno sfide prestigiose contro due grandi squadre. Nessuno si aspettava la classifica del Milan dopo lo scorso mercato. Gare come quella coi rossoneri sono occasioni giuste per metterci alla prova. Chiudere bene il girone d'andata sarebbe molto importante".
Cosa direbbe ai tifosi per venire allo stadio?
"Io ho comprato 30 biglietti, perché credo che giorno e orario siano stati azzeccati. Ai tifosi dico di seguirci perché per l'entusiasmo che abbiamo la nostra squadra va supportata. Più stiamo insieme e siamo positivi e meglio è. Siamo la Fiorentina, possiamo toglierci delle soddisfazioni".
Avete lavorato soprattutto sull'approccio?
"Si, se non siamo intensi e giochiamo con poco ritmo diventiamo prevedibili e questo ci è successo anche a Roma contro la Lazio".
Come è stato possibile sbagliare l'approccio con la Lazio?
"Dal fischio d'inizio abbiamo giocato solo nella metà campo della Lazio. La gara è cambiata per un nostro errore, dopo che stavamo facendo la partita. Ci hanno temuto e aspettato. Poi però abbiamo commesso degli errori di imprecisione tecnica e non abbiamo tenuto il ritmo alto: questi sono stati i nostri errori. Dobbiamo essere più lucidi, bisognava reagire più velocemente. Abbiamo pagato caro gli errori commessi".
Sarà uno scontro diretto per l'Europa?
"E' prematuro dirlo ma è anche vero che per la sesta posizione in classifica ci sono 6-7 squadre che stanno lottando. Noi siamo in questo gruppo, così come il Milan: fare punti con loro sarebbe importante. Per questo siamo molto concentrati. Ci crede davvero? Dobbiamo vincere più partite possibili, credo ci siano squadre più attrezzate di noi ma nei campionati ci sono sempre delle sorprese. Dobbiamo essere ambiziosi: scendere in campo col Milan e cercare di vincere. Così come contro l'Inter. Solo così possiamo giocarci il sesto posto in una stagione con equilibri sottili. Se caliamo del 5% diventiamo una squadra normale e noi non vogliamo esserlo".
Chiuda gli occhi e pensi a Gattuso...
"Penso a un grande giocatore, che ho incontrato quando ero a Bologna e lui stava per smettere di giocare. Gli chiesi anche se voleva giocare un altro anno fuori dal Milan. Ho conosciuto una bella persona, sincera e leale: darà tutto per cercare di sfruttare l'occasione che ha".
Si sta chiudendo il 2017: quale vittoria ricorda con più piacere?
"L'ultima, quella col Cagliari. E spero che non sia l'ultima dell'anno".