FIRENZE - Giuseppe Iachini, il nuovo allenatore della Fiorentina, si presenta alla vigilia del primo allenamento dei viola - in programma domani - col tradizionale cappellino in testa. Tra poco più di una settimana, infatti, andrà in scena la prima sfida del 2020: in trasferta sul campo del Bologna. Una gara già decisiva per una squadra che è a sole tre lunghezze dalla zona retrocessione. La crisi di risultati, l'esonero di Vincenzo Montella, il mercato di gennaio. Temi e priorità nell'agenda di Joe Barone, direttore generale, e Daniele Pradè, direttore sportivo presenti insieme a Iachini in sala stampa. Il nuovo tecnico ha firmato un contratto di 18 mesi.
Sul mercato, aggiunge: "Non è una questione di ruolo, dove intervenire. Sono 30 anni che faccio questo lavoro, non sono mai stato fermo. Posso sbagliare, sono umano: darò il massimo e capisco la delusione di Commisso. So quanto è pesato al presidente mandare via Montella. Anche io sono sotto esame, mi piacerebbe non firmare più alcun contratto con la Fiorentina e andare avanti per tanti anni. La punta è prioritaria? Il problema del gol è arrivato quando sono giunte delle defezioni. Con Chiesa e Ribery avevamo una dimensione, oggi ci mancano i gol. Dobbiamo valutare questa situazione, non ci nascondiamo: puntiamo tantissimo su Vlahovic, valuteremo Pedro e poi vedremo quel che ci porterà il mercato. Quello di gennaio non è un mercato semplice, non ho una punta pronta per chiuderla domattina. Dobbiamo essere bravi a cogliere l'opportunità giusta".
Cosa ha pensato quando ha ricevuto la chiamata dalla Fiorentina?
"Il giorno dopo la gara contro la Roma mi sono sentito con la società. Mi erano arrivate proposte da altre squadre di Serie A, anche straniere, anche una nazionale. Però ho aspettato perché non ritenevo opportuno andare in altre situazioni. Non pensavo tanto alla Fiorentina, perché percepivo dall'esterno che la squadra avrebbe avuto le risorse per riprendersi e risalire la classifica".
Qual è la malattia di questa squadra, entrata in crisi?
"Ho sentito parlare con piacere del mio attaccamento e della mia determinazione. Ma come allenatore cerco di dare una organizzazione di gioco e una mentalità adeguata. Dobbiamo cercare di essere una squadra sia in casa che in trasferta. Dobbiamo capire quel che è accaduto nelle ultime partite. Penso e spero di riuscirci nel giro di qualche settimana. Non ho la bacchetta magica, credo in una sola cosa: nel lavoro. Solo così possiamo arrivare ai risultati. Cercheremo l'atteggiamento giusto, determinato, concentrato e voglioso di portare in campo i colori di una società per difenderli e vincere. Devo tirare fuori quel che i ragazzi hanno già dentro: ci saranno preoccupazione e tensione, certo, forse hanno dato qualcosa in meno di quel che potevano dare".
Che idea si è fatto del gioco della Fiorentina?
"Ho giocato con diversi moduli, ottenendo i risultati. Non sono un allenatore integralista: la rosa ci permette di fare più varianti. Ci sono giocatori di esperienza e anche giovani, sono convinto che possano tornare a essere competitivi. I moduli sono numeri, conta l'interpretazione nelle due fasi di gioco e nell'equilibrio. Dobbiamo essere squadra, lavorare insieme. Ci serve la compattezza. Voglio vederli in allenamento prima di capire il modulo preciso. Qualche idea già ce l'ho ma non la dico".
Che tipo di posizione in campo per Federico Chiesa?
"Devo ringraziare Chiesa perché ci ho parlato durante le feste di Natale. E' stato al campo con me diversi giorni, ha rinunciato alle vacanze perché glielo avevo chiesto. E' un ragazzo di sani principi, un jolly prezioso che ha voglia di fare il bene della società e della Fiorentina. Sono convinto che recupererà in fretta, l'ho visto meglio. Può giocare in diverse posizioni in campo, specie in attacco e sono convinto che ci darà una grande mano. Comunque ho parlato con tutti i giocatori, dando loro anche un programma per lavorare sotto le feste".
E' venuto a Firenze per conquistare la salvezza?
"La realtà della classifica è questa, non voglio vendere fumo. Una gara alla volta cercheremo di fare più punti possibile. Se conquisteremo i 40 punti non ci fermeremo, vogliamo arrivare più in alto possibile. Tornare nelle posizioni più congeniali rispetto alla storia della Fiorentina. Cerchiamo di capire l'influenza o la piccola malattia che abbiamo per poi fare punti. Dovremo scalare le posizioni in classifica: guardo avanti, non indietro".
E' la sfida più importante della sua carriera?
"Ho fatto il mio percorso, gavetta inclusa. Ho sempre ottenuto risultati e dove sono andato ho cercato di dare una mentalità. Abbiamo valorizzato anche tanti calciatori che adesso sono in grandi squadre, sia in Italia che all'estero. Sono consapevole che questo sia un altro appuntamento importante del mio percorso, che affronto con un pathos particolare in una città che amo, in un ambiente al quale sono sempre stato legato. Ho sempre tifato per la Fiorentina, anche quando sono andato via. E' una sfida importante che voglio vincere, insieme a tutti i tifosi e ai ragazzi. Vogliamo far tornare la Fiorentina nelle giuste posizioni di classifica".
C'è stato un incontro per il mercato?
"Non abbiamo avuto modo di parlare ancora ma ho le idee chiare e quando ne parleremo, le dirò. Cercheremo di rendere la nostra squadra un po' più omogenea".
Da chi sarà composto il suo staff?
"Carillo, allenatore in seconda, Tafani preparatore atletico, Mirra collaboratore di campo e anche esterno per visionare partite e Aquilani perché lo conoscevo e ha ottime doti di lavoro e di professionalità".
C'è un messaggio particolare che ha ricevuto in questi giorni?
"Tanti messaggi, anche da parte di ex compagni ai tempi della Fiorentina. E' un po' come ritrovarsi insieme nello stesso posto. Quello che mi ha toccato maggiormente è stato quello del sindaco, Nardella. E' stato un riconoscimento che ho preso a nome di tutta la città. Lo ringrazio".
Da dove comincerà a lavorare?
"Al Sassuolo è andata benissimo, a Empoli sono andato via lasciando la squadra salva e rivoluzionando anche l'aspetto tattico. Sono abituato a queste situazioni. Quando si subentra non guardo al passato, farò dei test e delle valutazioni anche a livello mentale e fisico. Devo creare i presupposti per far rendere al meglio i giocatori".
Che cosa pensa di Pedro?
"Voglio aspettare il campo per dare una valutazione. Non dimentichiamo che viene da un infortunio al ginocchio: Del Piero ci ha messo un anno e mezzo per recuperare. Faremo delle valutazioni fisiche più che tecniche e poi daremo delle risposte. Decideremo insieme alla società".
Ci sono tanti giocatori giovani, non crede sia un fattore anche negativo?
"I giovani sono sempre una risorsa importante perché portano entusiasmo. Ci sono anche dei giocatori esperti, però. Dobbiamo creare una squadra che sia squadra insieme, senza pensare a giovani o meno giovani".
Castrovilli potrà giocare in una posizione più avanzata?
"Nella mia storia i centrocampisti hanno sempre segnato tanto. Ci devono essere degli equilibri ma anche presenza in area di rigore, attaccare. I gol devono arrivare anche dai centrocampisti con degli inserimenti. Vale per lui come per gli altri compagni di reparto. I centrocampisti forti sono quelli che a fine campionato segnavano sempre una decina di gol: così si può definire un centrocampista vero. Lavoreremo sulla fase offensiva, Castrovilli ce l'ha nel potenziale come altri interpreti".
Che emozione sarà allenare Ribery?
"L'ho sentito al telefono, è un grande professionista. Sono convinto che sia in campo che nello spogliatoio sia una risorsa per la Fiorentina: ha personalità ed esperienza che ci potranno aiutare tanto, senza trascurare la sua bravura tecnica".
Ritrova Lirola a Firenze...
"Ho condiviso un bellissimo percorso, sono convinto che potrà esprimersi al meglio. E' un ragazzo sensibile, troppo buono. Deve diventare più ignorante e ci riusciremo. La società ha fatto l'investimento giusto, con me ha fatto ottime gare".
Quale messaggio ai tifosi?
"Picchia per noi forse non è adeguato perché dovrò vedere le gare dalla tribuna poi (ride, ndr). Quando torno a Firenze sento l'affetto di una seconda casa. Quando sono tornato qui ho sempre sentito calore e riconoscenza. Ai tifosi, che mi hanno sempre dimostrato affetto e stima che è ricambiato, ho poco da dire: sono stato il 12 esimo uomo in campo, a prescindere da me. Ci daranno il loro appoggio per far sentire il calore soprattutto ai giocatori che ne hanno bisogno. Siamo tutti chiamati ribaltare questa situazione".
Barone: "Vogliamo rivedere la squadra di inizio stagione"
Joe Barone riparte dall'esonero di Montella: "Ringraziamo Vincenzo per la sua serietà, è stata una scelta dolorosa. Vogliamo rivedere la Fiorentina di inizio stagione: abbiamo scelto Iachini, insieme, perché è la persona giusta per rimanere legati ai nostri tifosi che sono molto particolari per Rocco e per tutti noi. Giuseppe è legato con la città, con la tifoseria, con lo stadio, ha vissuto qui e sappiamo quale sarà il suo massimo impegno. Dobbiamo intervenire sul mercato, lo sappiamo, per migliorare la nostra rosa. Abbiamo bisogno di pazienza".Pradè: ''Capisco delusione Montella''
Poi Daniele Pradè, con tono commosso, riflette sulla decisione: "Non mi sarei voluto trovare in questa situazione. Ringrazio Vincenzo per il quale nutro stima e affetto profondi. Nessuno come me ha stima professionale per lui. Capisco la sua delusione ma il mio affetto e la mia stima rimarranno sempre immutati. Quando si esonera l'allenatore le colpe vanno sempre divise e non è soltanto colpa sua. Ci sono stati degli errori anche da parte mia e li valuteremo meglio a fine stagione. Adesso ripartiamo con Beppe, persona leale che vuole trasmettere i suoi valori. Voglio vedere una reazione di responsabilità da parte anche dei calciatori: nessuno si aspettava di essere in questa situazione. Quando ho parlato con la squadra dopo Cagliari i ragazzi mi dissero che l'obiettivo era l'Europa League, poi abbiamo perso Verona. Adesso dovranno giocare ogni gara come una battaglia".Sul mercato, aggiunge: "Non è una questione di ruolo, dove intervenire. Sono 30 anni che faccio questo lavoro, non sono mai stato fermo. Posso sbagliare, sono umano: darò il massimo e capisco la delusione di Commisso. So quanto è pesato al presidente mandare via Montella. Anche io sono sotto esame, mi piacerebbe non firmare più alcun contratto con la Fiorentina e andare avanti per tanti anni. La punta è prioritaria? Il problema del gol è arrivato quando sono giunte delle defezioni. Con Chiesa e Ribery avevamo una dimensione, oggi ci mancano i gol. Dobbiamo valutare questa situazione, non ci nascondiamo: puntiamo tantissimo su Vlahovic, valuteremo Pedro e poi vedremo quel che ci porterà il mercato. Quello di gennaio non è un mercato semplice, non ho una punta pronta per chiuderla domattina. Dobbiamo essere bravi a cogliere l'opportunità giusta".
Iachini: ''Firenze una seconda casa''
Iachini, il nuovo allenatore, sorride e ringrazia: "Sono felicissimo di essere tornato nella mia seconda casa, dove ho tanti ricordi e persone che conosco. Stima e affetto per i tifosi che mi hanno sempre ricordato ogni volta che sono tornato qui anche da avversario. Affronto questa avventura con tanto entusiasmo: lavoro, lavoro e lavoro sul campo. Cercherò di trasmettere tutta la mia passione ai giocatori, che dovranno avere un atteggiamento e una mentalità vincenti. Attaccamento alla nostra maglia e voglia di vincere. Stanno attraversando un momento particolare ma ci rimbocchiamo le maniche e ripartiamo con la voglia di ribaltare questa situazione. Non sono soltanto un allenatore grintoso, ho anche conquistato record in carriera".Cosa ha pensato quando ha ricevuto la chiamata dalla Fiorentina?
"Il giorno dopo la gara contro la Roma mi sono sentito con la società. Mi erano arrivate proposte da altre squadre di Serie A, anche straniere, anche una nazionale. Però ho aspettato perché non ritenevo opportuno andare in altre situazioni. Non pensavo tanto alla Fiorentina, perché percepivo dall'esterno che la squadra avrebbe avuto le risorse per riprendersi e risalire la classifica".
Qual è la malattia di questa squadra, entrata in crisi?
"Ho sentito parlare con piacere del mio attaccamento e della mia determinazione. Ma come allenatore cerco di dare una organizzazione di gioco e una mentalità adeguata. Dobbiamo cercare di essere una squadra sia in casa che in trasferta. Dobbiamo capire quel che è accaduto nelle ultime partite. Penso e spero di riuscirci nel giro di qualche settimana. Non ho la bacchetta magica, credo in una sola cosa: nel lavoro. Solo così possiamo arrivare ai risultati. Cercheremo l'atteggiamento giusto, determinato, concentrato e voglioso di portare in campo i colori di una società per difenderli e vincere. Devo tirare fuori quel che i ragazzi hanno già dentro: ci saranno preoccupazione e tensione, certo, forse hanno dato qualcosa in meno di quel che potevano dare".
Che idea si è fatto del gioco della Fiorentina?
"Ho giocato con diversi moduli, ottenendo i risultati. Non sono un allenatore integralista: la rosa ci permette di fare più varianti. Ci sono giocatori di esperienza e anche giovani, sono convinto che possano tornare a essere competitivi. I moduli sono numeri, conta l'interpretazione nelle due fasi di gioco e nell'equilibrio. Dobbiamo essere squadra, lavorare insieme. Ci serve la compattezza. Voglio vederli in allenamento prima di capire il modulo preciso. Qualche idea già ce l'ho ma non la dico".
Che tipo di posizione in campo per Federico Chiesa?
"Devo ringraziare Chiesa perché ci ho parlato durante le feste di Natale. E' stato al campo con me diversi giorni, ha rinunciato alle vacanze perché glielo avevo chiesto. E' un ragazzo di sani principi, un jolly prezioso che ha voglia di fare il bene della società e della Fiorentina. Sono convinto che recupererà in fretta, l'ho visto meglio. Può giocare in diverse posizioni in campo, specie in attacco e sono convinto che ci darà una grande mano. Comunque ho parlato con tutti i giocatori, dando loro anche un programma per lavorare sotto le feste".
E' venuto a Firenze per conquistare la salvezza?
"La realtà della classifica è questa, non voglio vendere fumo. Una gara alla volta cercheremo di fare più punti possibile. Se conquisteremo i 40 punti non ci fermeremo, vogliamo arrivare più in alto possibile. Tornare nelle posizioni più congeniali rispetto alla storia della Fiorentina. Cerchiamo di capire l'influenza o la piccola malattia che abbiamo per poi fare punti. Dovremo scalare le posizioni in classifica: guardo avanti, non indietro".
E' la sfida più importante della sua carriera?
"Ho fatto il mio percorso, gavetta inclusa. Ho sempre ottenuto risultati e dove sono andato ho cercato di dare una mentalità. Abbiamo valorizzato anche tanti calciatori che adesso sono in grandi squadre, sia in Italia che all'estero. Sono consapevole che questo sia un altro appuntamento importante del mio percorso, che affronto con un pathos particolare in una città che amo, in un ambiente al quale sono sempre stato legato. Ho sempre tifato per la Fiorentina, anche quando sono andato via. E' una sfida importante che voglio vincere, insieme a tutti i tifosi e ai ragazzi. Vogliamo far tornare la Fiorentina nelle giuste posizioni di classifica".
C'è stato un incontro per il mercato?
"Non abbiamo avuto modo di parlare ancora ma ho le idee chiare e quando ne parleremo, le dirò. Cercheremo di rendere la nostra squadra un po' più omogenea".
Da chi sarà composto il suo staff?
"Carillo, allenatore in seconda, Tafani preparatore atletico, Mirra collaboratore di campo e anche esterno per visionare partite e Aquilani perché lo conoscevo e ha ottime doti di lavoro e di professionalità".
C'è un messaggio particolare che ha ricevuto in questi giorni?
"Tanti messaggi, anche da parte di ex compagni ai tempi della Fiorentina. E' un po' come ritrovarsi insieme nello stesso posto. Quello che mi ha toccato maggiormente è stato quello del sindaco, Nardella. E' stato un riconoscimento che ho preso a nome di tutta la città. Lo ringrazio".
Da dove comincerà a lavorare?
"Al Sassuolo è andata benissimo, a Empoli sono andato via lasciando la squadra salva e rivoluzionando anche l'aspetto tattico. Sono abituato a queste situazioni. Quando si subentra non guardo al passato, farò dei test e delle valutazioni anche a livello mentale e fisico. Devo creare i presupposti per far rendere al meglio i giocatori".
Che cosa pensa di Pedro?
"Voglio aspettare il campo per dare una valutazione. Non dimentichiamo che viene da un infortunio al ginocchio: Del Piero ci ha messo un anno e mezzo per recuperare. Faremo delle valutazioni fisiche più che tecniche e poi daremo delle risposte. Decideremo insieme alla società".
Ci sono tanti giocatori giovani, non crede sia un fattore anche negativo?
"I giovani sono sempre una risorsa importante perché portano entusiasmo. Ci sono anche dei giocatori esperti, però. Dobbiamo creare una squadra che sia squadra insieme, senza pensare a giovani o meno giovani".
Castrovilli potrà giocare in una posizione più avanzata?
"Nella mia storia i centrocampisti hanno sempre segnato tanto. Ci devono essere degli equilibri ma anche presenza in area di rigore, attaccare. I gol devono arrivare anche dai centrocampisti con degli inserimenti. Vale per lui come per gli altri compagni di reparto. I centrocampisti forti sono quelli che a fine campionato segnavano sempre una decina di gol: così si può definire un centrocampista vero. Lavoreremo sulla fase offensiva, Castrovilli ce l'ha nel potenziale come altri interpreti".
Che emozione sarà allenare Ribery?
"L'ho sentito al telefono, è un grande professionista. Sono convinto che sia in campo che nello spogliatoio sia una risorsa per la Fiorentina: ha personalità ed esperienza che ci potranno aiutare tanto, senza trascurare la sua bravura tecnica".
Ritrova Lirola a Firenze...
"Ho condiviso un bellissimo percorso, sono convinto che potrà esprimersi al meglio. E' un ragazzo sensibile, troppo buono. Deve diventare più ignorante e ci riusciremo. La società ha fatto l'investimento giusto, con me ha fatto ottime gare".
Quale messaggio ai tifosi?
"Picchia per noi forse non è adeguato perché dovrò vedere le gare dalla tribuna poi (ride, ndr). Quando torno a Firenze sento l'affetto di una seconda casa. Quando sono tornato qui ho sempre sentito calore e riconoscenza. Ai tifosi, che mi hanno sempre dimostrato affetto e stima che è ricambiato, ho poco da dire: sono stato il 12 esimo uomo in campo, a prescindere da me. Ci daranno il loro appoggio per far sentire il calore soprattutto ai giocatori che ne hanno bisogno. Siamo tutti chiamati ribaltare questa situazione".