MILANO — Raccogliere almeno quattro punti fra mercoledì e domenica. Fra San Siro e Bergamo, contro Bologna e Atalanta. Questo l’obiettivo minimo per l’Inter e per Simone Inzaghi. L’alternativa è condannarsi a un mese e mezzo abbondante di polemiche. Quando il campionato si ferma, funziona così, e la lunga pausa della Serie A per il Mondiale sarà occasione per rimuginare e fare bilanci. Meglio quindi non fare un altro errore proprio adesso. I due punti lasciati dal Milan a Cremona sono un'occazione da sfruttare per riaccorciare la classifica, almeno fino al secondo posto, visto che il Napoli lassù sembra irraggiungibile. Per dare coraggio ai suoi ex compagni, al centro d'allenamento di Appiano Gentile, si è presentato l'ex difensore nerazzurro Andrea Ranocchia, che da poco ha annunciato il itiro dal calcio giocato.
Inter, il Bologna sei mesi dopo l'errore di Radu
L’Inter martedì pomeriggio si è allenata per la partita col Bologna, che lo scorso 27 aprile al Dall’Ara infranse i sogni di scudetto di Inzaghi e dei suoi, per colpa di una papera del portiere di riserva Radu, di un erroraccio di Dimarco in marcatura e di un atteggiamento arrendevole di fronte alle difficoltà della squadra, che al tempo aveva ancora il tricolore sulla maglia. Oggi il quadro è cambiato: Radu è alla Cremonese e Dimarco è diventato un pilastro della formazione nerazzurra. Ma l’atteggiamento arrendevole è ancora lì, in agguato, e ogni tanto fa capolino. Soprattutto in trasferta.
Inter, dirigenti alla Pinetina
Al fianco di squadra e allenatore, come spesso accade, martedì alla Pinetina c’erano i dirigenti: Beppe Marotta, Piero Ausilio, Dario Baccin. Senza troppe cerimonie, si sono confrontati con l’allenatore. Nonostante i toni franchi, lo spirito è comune. Dopo la sconfitta allo Stadium, Inzaghi ha parlato di “grandissimo dispiacere”, Marotta di “delusione e amarezza". Entrambi hanno ammesso che l’Inter ha un problema. O meglio, ne ha uno più evidente degli altri: 16 gol incassati in trasferta in campionato, contro tre in casa, non sono un dato normale. Così come non lo sono le cinque sconfitte già incassate in Serie A. Tutte in scontri diretti. L’Inter ha perso con Lazio, Milan, Udinese, Roma e Juve.
Inter, fuori Darmian oltre a Lukaku e D’Ambrosio
La partita col Bologna non è né una trasferta né uno scontro diretto. Questo, da un lato, potrebbe togliere pressione. Dall’altro però un passo falso contro i rossoblù dell’ex interista Thiago Motta, squadra non irresistibile, farebbe malissimo e aprirebbe scenari davvero cupi. A San Siro l’Inter dovrà fare a meno di Lukaku, che rischia di non giocare nemmeno il Mondiale col Belgio, di D’Ambrosio, infortunato, e anche di Darmian, per una distrazione all’adduttore della coscia destra. Non recupererà nemmeno per la trasferta a Bergamo di domenica. Quella sarà sì una gara da bollino rosso. Perdere di nuovo lontano da San Siro, contro una contendente per la vetta del capionato, per l’Inter significherebbe condannarsi a un supplizio ininterrotto, almeno fino alla ripresa del campionato il 4 gennaio. Quel giorno al Meazza arriverà il Napoli.
Inter, la formazione per il Bologna
La probabile formazione contro il Bologna, ridisegnata dagli infortuni e dalla necessità di fare rifiatare i giocatori più spremuti, potrebbe prevedere davanti a Onana il trio Skriniar, Acerbi e Bastoni, che ha recuperato dalla febbre di qualche giorno fa. A centrocampo, Brozovic è pronto per rientrare e ha già giocato qualche minuto a Torino con la Juve. Ma è probabile che Inzaghi in regia gli preferirà ancora Çalhanoglu, più in forma, affiancato da Barella e Mkhitaryan. Sulle fasce, salvo sorprese (tipo Bellanova a destra) spazio a Dumfries e Dimarco. In attacco, la coppia di partenza potrebbe essere Dzeko-Lautaro.
