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Spalletti, contro l'Inter non solo la rivincita del grande ex: il sogno scudetto del Napoli passa da San Siro

Luciano Spalletti (agf)
Amato dai tifosi nerazzurri, il tecnico nel 2019 fu esonerato nonostante avesse raggiunto la qualificazione in Champions per due stagioni di fila. L'arrivo di Conte alla Pinetina e il mancato accordo sulla buonuscita che impedì all'allenatore toscano di firmare col Milan, squadra poi affidata a Pioli
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MILANO — Per Luciano Spalletti una vittoria contro l’Inter a San Siro sarebbe una grande rivincita personale. Non coi tifosi nerazzurri, che in larga maggioranza gli sono riconoscenti e grati per un biennio di crescita, ma con la società, che il 30 maggio 2019 comunicò che il tecnico di Certaldo non sarebbe più stato l’allenatore della prima squadra. Una scelta presa nonostante per due volte di fila avesse portato la squadra in Champions, dopo sei anni che non succedeva. E nonostante fosse riuscito nell’impresa senza praticamente poter fare mercato per effetto del financial fair play che – allora come oggi – limitava le capacità di investire in calciatori della società di viale Liberazione. Anche per questo trionfare a San Siro – oltre a proiettare il suo Napoli ancora più avanti nella solitaria fuga scudetto – per Spalletti avrebbe un sapore speciale.

Spalletti all'Inter, esonero nonostante…

MILANO — Per Luciano Spalletti una vittoria contro l’Inter a San Siro sarebbe una grande rivincita personale. Non coi tifosi nerazzurri, che in larga maggioranza gli sono riconoscenti e grati per un biennio di crescita, ma con la società, che il 30 maggio 2019 comunicò che il tecnico di Certaldo non sarebbe più stato l’allenatore della prima squadra. Una scelta presa nonostante per due volte di fila avesse portato la squadra in Champions, dopo sei anni che non succedeva. E nonostante fosse riuscito nell’impresa senza praticamente poter fare mercato per effetto del financial fair play che – allora come oggi – limitava le capacità di investire in calciatori della società di viale Liberazione. Anche per questo trionfare a San Siro – oltre a proiettare il suo Napoli ancora più avanti nella solitaria fuga scudetto – per Spalletti avrebbe un sapore speciale.

Spalletti all'Inter, esonero nonostante la Champions

Non appena le regole Uefa consentirono di spendere, la proprietà e la dirigenza dell’Inter decisero che l’uomo giusto per guidare una squadra finalmente davvero competitiva sarebbe stato Antonio Conte. Nell’estate del 2019, dato il benservito a Spalletti, arrivarono alla Pinetina, fra gli altri, Lukaku e Barella, protagonisti della vittoria dello scudetto del maggio 2021, al termine di una stagione profondamente segnata dal Covid, fra porte chiuse e partite rinviate. Proprio quel tricolore, e la finale di Europa League raggiunta l’anno prima, certificarono che quella di Conte in panchina fu una scelta vincente. Ma il dubbio resta: cosa avrebbe fatto Spalletti se avesse potuto guidare la squadra che fu messa in mano al salentino ex Juve?

L'Inter e l’eredità di Spalletti: dalla costruzione dal basso a Brozovic in regia

Lo Spalletti interista non era nello stato di grazia di oggi. Ma è innegabile che il bilancio dei suoi due anni alla Pinetina sia stato ampiamente positivo. Nella sua prima stagione in nerazzurro, la 2017-18, fece un avvio di campionato splendido arrivando primo a inizio dicembre, poi ebbe un calo agguantando comunque un posto Champions all’ultima giornata contro la Lazio. Anche nella successiva il quarto posto arrivò all’ultima, in casa con l’Empoli. Non abbastanza per garantirsi la panchina l’anno successivo. Qualcosa di importante, in ogni caso, Spalletti all’Inter l’aveva lasciato: la capacità di costruire il gioco dal basso, l’impiego di Brozovic in regia e non più sulla trequarti, la rodatissima coppia di centrali Skriniar-De Vrij. E, non ultimo, la soluzione del caso Icardi, poi volato a Parigi.

Spalletti al Napoli per tentare l’impresa

Che sia un allenatore capacissimo, Spalletti lo ha dimostrato negli anni: da Empoli a Roma, passando per San Pietroburgo, fino ad arrivare al pirotecnico Napoli di oggi. Altrettanto evidente è quanto ci tenga a vincere le partite che per lui hanno un significato. Da fresco allenatore dell’Inter, contro la Roma di Di Francesco il 26 agosto 2017 vinse per 1-3 all’Olimpico, con doppietta di Icardi e rete dell’ex viola Vecino. Da lì in poi, in nerazzurro, con i giallorossi non ha mai perso. Da tecnico napoletano finora contro l’Inter non ha ancora vinto, raccogliendo una sconfitta – il 21 novembre 2021 a San Siro, 3-2 - e due pareggi. Adesso sembra avere la squadra che potrebbe consentirgli di espugnare quello che è stato il suo stadio, di fronte a quello che è stato il suo pubblico.

Spalletti al Milan, perché saltò l'accordo

Vincendo, Spalletti potrebbe anche lavare qualche rimpianto e qualche amarezza. Due su tutte. La prima: essere stato esonerato proprio nei giorni in cui moriva suo fratello Marcello, mancato il 28 maggio 2019. La seconda: non avere trovato un accordo economico, nell’ottobre dello stesso anno, per chiudere in anticipo il rapporto di lavoro con l’Inter e andare ad allenare il Milan, dopo la separazione dei rossoneri con Gattuso. Con il senno di poi è stata una fortuna tanto per il Milan, che ha trovato in Stefano Pioli il condottiero dello scudetto 2021-22, quanto per lo stesso Spalletti, artefice del meraviglioso Napoli di questo biennio. Tutti contenti, quindi? C’è da scommettere che, vincendo martedì a San Siro, Luciano lo sarebbe di più.