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I giorni neri di Conte: dieci mesi di squalifica?

Domani dovrebbe arrivare la sentenza della Disciplinare: possibile un lungo stop. Ma il rapporto con Agnelli sembra già compromesso. La società però smentisce l'ipotesi di un nuovo tecnico: "Conte resterà con noi anche in caso di condanna"

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ROMA - Il giorno delle sentenze. Già domani, intorno all'ora di pranzo, le commissioni radunate in camera di consiglio per giudicare le 30 posizioni, tra club e tesserati, dei due procedimenti al calcioscommesse - quello relativo al filone di Cremona, e quello di Bari - dovrebbero depositare i propri dispositivi. Poi, dalla mattina di giovedì, avvocati e tifosi conosceranno i verdetti della Disciplinare. Già scritta o quasi la pena per il nome che più d'ogni altro interessa e tiene con il fiato sospeso: Antonio Conte.

Per il tecnico della Juventus non sembra necessario attendere i dispositivi: la pena già scritta (o quasi) è di 10 mesi di squalifica. Uno sconto importante rispetto alle richieste di 15 mesi di stop del procuratore federale, che riequilibra la forbice con il patteggiamento al ribasso proposto da Palazzi (3 mesi e 200 mila euro di ammenda). Ma che rischia di non bastare a salvare la panchina del tecnico. Perché il rapporto tra Conte e la Juventus non è mai stato così scivoloso. Anzi, nonostante una Supercoppa ancora da giocare, si potrebbe già parlare di frattura, tanto che circola con insistenza la voce secondo cui di ritorno dalla Cina, vittoria o meno, il rapporto tra l'allenatore e il club si interromperà. Una ipotesi che però la società smentisce. "Conte non si tocca, resterà il nostro allenatore anche in caso di condanna".  Forse soltanto una eventuale assoluzione avrebbe potuto rimettere insieme i cocci. Il primo segnale inequivocabile è arrivato ieri, con la notizia che il tecnico avrebbe, in caso di condanna, cambiato i rappresentanti legali per l'appello: via gli avvocati della Juventus, Chiappero e Briamonte, dentro un nome di grido come quello di Giulia Bongiorno, per affiancare il legale di fiducia di Conte, Antonio De Rensis.

Soltanto però la punta di un iceberg più profondo. In più ieri si è dimesso il collaboratore dell'allenatore, Cristian Stellini (oggi ascoltato in procura a Bari), proprio per evitare di dovere mettere la faccia della Juventus su eventuali guai giudiziari del "vice" ed ex giocatore biancorosso. 
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