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Calcioscommesse, Conte: "Già giudicato, pronto a tutelarmi"

Il nome del tecnico bianconero era uscito da un verbale di interrogatorio dell'ex portiere del Siena Coppola successivo ai provvedimenti della giustizia sportiva nei confronti dell'allenatore salentino: "Mi tutelerò da chiunque intenda ledere la mia dignità", la replica

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TORINO - "Alcuni organi di stampa danno grande risalto al mio nome, in merito ad avvenimenti riguardanti nello specifico altre persone. Le dichiarazioni riportate evidenziano circostanze per le quali sono già stato giudicato dalla Giustizia Sportiva". Così Antonio Conte. "Mi tutelerò - aggiunge - da chiunque intenda ledere mia dignità".

Di Conte si era tornati a parlare nelle carte dell'inchiesta di Cremona. Lo aveva fatto il 7 luglio del 2013, quindi in un verbale successivo ai provvedimenti della Giustizia sportiva (il tecnico bianconero era stato squalificato sei mesi per omessa denuncia nella seconda metà del 2012), l'ex portiere del Siena Ferdinando Coppola. Secondo Coppola, Conte, in occasione della partita con l'AlbinoLeffe avrebbe detto che "se la squadra si fosse ritenuta impegnata dall'accordo con l'AlbinolLeffe ci avrebbe lasciato fare". "In sostanza si chiamò fuori".

L'allenatore della Juventus (all'epoca dei fatti sulla panchina del Siena) nel ribadire il suo "stupore e disappunto" per il "grande risalto" dato al suo nome, rileva che "le dichiarazioni oggi riportate, oltre a non avere di certo nei miei confronti alcuna rilevanza giudiziaria, evidenziano in realtà circostanze per le quali sono stato giudicato dalla Giustizia Sportiva e per le quali ho scontato una dolorosa squalifica". Conte conclude ribadendo la sua "ferma intenzione di tutelare in futuro la mia persona da chiunque intenda lederne la dignità" lasciando  "alla coscienza di ognuno valutare la differenza tra informare e strumentalizzare".
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