TORINO - Da una parte gli osceni messaggi e cori sull'Heysel, dall'altra un vergognoso canto sulle donne viola da sterilizzare. Indegnità a cui si aggiunge quella dei cori antisemiti ("'Fiorentini non italiani, ma soltanto una massa di ebrei'"). Una giornata avvilente dal punto di vista del tifo allo Stadium, che ha suscitato l'indignazione del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, e il presidente del Maccabi, l'associazione sportiva ebraica italiana, Vittorio Pavoncello. "Ancora una volta l'imbecillità di alcune frange del tifo è tornata a palesarsi durante una partita di calcio - afferma Gattegna - Gli indecenti cori antisemiti pronunciati da un gruppo di tifosi della Juventus nel corso del nono minuto dell'incontro casalingo con la Fiorentina, cori amplificati e propagati anche durante la diretta televisiva, sono la triste conferma di quanto ancora resti da fare per sradicare odio e pregiudizio dove dovrebbero invece albergare valori di lealtà, passione agonistica, amore per lo sport". "L'auspicio - prosegue Gattegna - è che possano essere al più presto presi i provvedimenti più opportuni e che i responsabili di queste azioni siano messi in condizione di non poter frequentare le curve degli stadi per lungo tempo. Spero, inoltre, che la giustizia sportiva faccia il suo corso, senza sconti".
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Un panorama talmente desolante che, in questo calcio che si prende troppo sul serio, anche un cinguettio può scatenare un fiume di polemiche e di rigurgiti velenosi. "Buona la Fiorentina a pranzo. Ci rivediamo fra quattro giorni, per cena": è questo il messaggio ironico pubblicato dalla Juventus sulla sua pagina Twitter pochi minuti dopo l'1-0 rifilato ai cari nemici viola. Sono bastati appena 71 dei 140 caratteri disponibili per scatenare un mezzo putiferio on line, tra i commenti divertiti dei naviganti bianconeri e le repliche indignate di quelli viola. La punzecchiatura ha insomma fatto scandalo.
E dire che l'ironia sarebbe anche simpatica - considerando la collocazione prandiale dell'anticipo domenicale (ore 12.30) e della sfida di giovedì in Europa League (ore 21.05, sempre allo Stadium) -, benché non proprio originalissima. E' un classico, infatti, associare ai cannoli i gol segnati a una squadra siciliana, ai tortellini quelli rifilati a una formazione emiliana e via dicendo o twittando. E' vero, l'ironia che corre nei messaggi tra i tifosi ha un peso specifico diverso rispetto a uno sfottò istituzionale, comparso sulla pagina ufficiale di un club di Serie A. Purtroppo però il nostro calcio non è pronto a farsi una risata, a prendersi un po' in giro. E meno che mai lo sono i tifosi di due club, Juve e Fiorentina, che ultimamente hanno dilatato la loro storica rivalità dal calcio all'industria, senza esclusione di colpi (bassi) tra le proprietà, come dimostrano certi recenti messaggi al curaro tra John Elkann ("la Tod's è un'azienda nana") e Diego Della Valle ("Chi scappa dall'Italia non merita rispetto"). Ma le cose su cui indignarsi sono ben altre...
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Un panorama talmente desolante che, in questo calcio che si prende troppo sul serio, anche un cinguettio può scatenare un fiume di polemiche e di rigurgiti velenosi. "Buona la Fiorentina a pranzo. Ci rivediamo fra quattro giorni, per cena": è questo il messaggio ironico pubblicato dalla Juventus sulla sua pagina Twitter pochi minuti dopo l'1-0 rifilato ai cari nemici viola. Sono bastati appena 71 dei 140 caratteri disponibili per scatenare un mezzo putiferio on line, tra i commenti divertiti dei naviganti bianconeri e le repliche indignate di quelli viola. La punzecchiatura ha insomma fatto scandalo.
E dire che l'ironia sarebbe anche simpatica - considerando la collocazione prandiale dell'anticipo domenicale (ore 12.30) e della sfida di giovedì in Europa League (ore 21.05, sempre allo Stadium) -, benché non proprio originalissima. E' un classico, infatti, associare ai cannoli i gol segnati a una squadra siciliana, ai tortellini quelli rifilati a una formazione emiliana e via dicendo o twittando. E' vero, l'ironia che corre nei messaggi tra i tifosi ha un peso specifico diverso rispetto a uno sfottò istituzionale, comparso sulla pagina ufficiale di un club di Serie A. Purtroppo però il nostro calcio non è pronto a farsi una risata, a prendersi un po' in giro. E meno che mai lo sono i tifosi di due club, Juve e Fiorentina, che ultimamente hanno dilatato la loro storica rivalità dal calcio all'industria, senza esclusione di colpi (bassi) tra le proprietà, come dimostrano certi recenti messaggi al curaro tra John Elkann ("la Tod's è un'azienda nana") e Diego Della Valle ("Chi scappa dall'Italia non merita rispetto"). Ma le cose su cui indignarsi sono ben altre...