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Juventus, Allegri: "Dobbiamo rimanere con i piedi per terra"

Il tecnico bianconero teme il Genoa e le insidie dell'entusiasmo post Dortmund. Sul sorteggio: "Noi fortunati? Lo è di più chi ci ha evitato". E non vuole sentir parlare di tabelle-scudetto: "Le prossime tre partite saranno decisive". Smentite dichiarazioni Nedved su Pogba-Psg

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TORINO - Niente fiuuu. Massimiliano Allegri torna sul sorteggio dei quarti di Champions League, rovesciando il punto di vista di molti addetti ai lavori: "Ho letto che la Juventus è stata fortunata a pescare il Monaco. E se invece fossero le altre squadre a tirare un bel sospiro di sollievo perché non dovranno incontrarci in questo momento?" Il tecnico bianconero zavorra l'entusiasmo e spegne i fari: "Il Monaco per essere arrivato ai quarti ha dei grandi valori, oltre ovviamente al merito di aver eliminato l'Arsenal giocando due buone partite". Assicura che la sbornia felice di Dortmund? è passata ("non siamo assolutamente ubriachi"), pur sapendo che riportare la squadra sull'impegno del campionato, alla vigilia di Juve-Genoa, non sarà uno scherzo: "In questo momento la cosa più difficile è rimanere con i piedi per terra, restando concentrati - prosegue Allegri -. La partita contro i rossoblù è un banco di prova importante. Il Genoa ci ha battuto all'andata, ha fatto 20 punti in trasferta, ha rimontato 7 volte situazioni di vantaggio. E, a differenza nostra, ha avuto una settimana tutta per prepararsi. Bisogna essere responsabili e intelligenti, in modo poi da trascorrere in totale serenità la sosta per la Nazionale".

Il tecnico bianconero non vuole sentir parlare di tabelle-scudetto: "Dalle mie parti si dice che quando si fanno i conti poi vengono fuori i contadini. Ripeto: le tre prossime partite saranno decisive, da qui passa gran parte del futuro del nostro campionato". Poi però impugna la calcolatrice: "La partita di domani e le due dopo la sosta, l'Empoli in casa e il Parma fuori, sono tre sfide decisive ai fini del campionato per poi preparare al meglio il ritorno di Coppa Italia a Firenze e il quarto di finale di Champions col Monaco". E ancora: "Mi chiedete se ho dei consigli da dare a Garcia? No, faccio già fatica a fare il mio lavoro...- replica Allegri -. Ma la Roma ha tutte le possibilità di rifarsi. Potenzialmente i giallorossi possono ancora arrivare a 83 punti, che diventa dunque la quota-scudetto". Allegri disinnesca l'allarme a centrocampo: "Marchisio ha smaltito l'influenza e Sturaro da oggi sarà di nuovo a disposizione. Domani non ci saranno grandi stravolgimenti". Probabile ritorno al 3-5-2 di Palermo: Buffon tra i pali, Bonucci (favorito) oppure Ogbonna al centro della difesa completata da Barzagli e Chiellini, il trio Vidal-Marchisio-Pereyra a centrocampo, Lichtsteiner e Padoin (in vantaggio su Evra) sulle corsie esterne e Llorente chiamato a sostituire lo squalificato Morata al fianco dell'inamovibile Tevez.  "Alvaro è arrivato dal Real Madrid con grandi aspettative, doveva soltanto trovare continuità. Nella sua crescita è stato fondamentale Llorente: ora Morata è un giocatore diverso a livello fisico e tecnico. Coman ha fatto già vedere ottime cose, ma è un ragazzo del 1996, bisogna dargli tempo. E poi abbiamo Tevez, un campione straordinario: che Dio ce lo mantenga..."

Altro tema caldo è il caso-Pogba. La Juve smentisce le dichiarazioni di Pavel Nedved pubblicate oggi su Le Parisien: "Abbiamo ricevuto un'offerta del Psg per Paul. Ma a lui sono interessati anche Real Madrid e Barcellona". A detta del club di corso Galileo Ferraris, il consigliere bianconero non avrebbe mai confermato l'incontro, rivelato da Rmc, avvenuto qualche settimana fa a Montecarlo tra il fenomeno francese e il presidente del Psg, El Khelaifi, per parlare del possibile futuro parigino del Polpo. Secondo il quotidiano francese, l'ex Pallone d'Oro avrebbe ammesso di avere in mano una proposta economica per l'enfant prodige ("Il Psg ci ha già trasmesso un'offerta"), scenario però smentito dallo stesso club parigino. "Non abbiamo ancora parlato del futuro di Paul  -  replica Allegri -, abbiamo grandi impegni di stretta attualità da affrontare. Credo sia normale che Pogba venga richiesto da grandi squadre. Ma la Juve è una squadra di altissimo livello, dove tutti vogliono venire o rimanere. A bocce ferme, programmeremo la prossima stagione".

I calci e gli sputi che hanno bersagliato l'auto di Allegri al suo primo giorno di lavoro a Vinovo sono ormai un ricordo lontano, cancellato dagli ottimi risultati dei bianconeri: "Era normale che dopo tre anni di successi per i tifosi il cambio di guida tecnica fosse un trauma, un dispiacere. Meglio mantenere un profilo basso: oggi sei bravo, domani chissà. Questo è un ottimo momento, ma abbiamo l'ambizione di fare cose ancora più importanti, con sacrificio fisico e mentale". Il "Conte Max" lascia la scena (e l'applauso) alla squadra: "Questa non è la Juve di Allegri. La Juve da un centinaio di anni è della Famiglia Agnelli: i giocatori e gli allenatori passano, la società rimane negli anni. Se la squadra è cresciuta a livello di consapevolezza è frutto del lavoro di tutti, un lavoro iniziato quattro anni fa con il primo scudetto vinto. Quanti punti può portare un allenatore? So soltanto che il tecnico più bravo è quello che toglie meno punti alla squadra".

Allegri, infine, evita ogni polemica con il suo illustre predecessore: "Volete sapere se mi ha chiamato per chiedermi come sta Barzagli e se mi scoccerebbe dare Andrea alla Nazionale? No, Conte non mi ha chiamato, ma Barzagli sta molto bene, anche se era fermo da otto mesi. E quando i nostri giocatori vanno in Nazionale, noi siamo molto felici". L'ex tecnico bianconero aveva punzecchiato la Juve, dicendo di non potersi sedere con soli dieci euro in tasca al ristorante da cento euro, quello frequentato da chi vuole vincere la Champions League: "Forse non riusciremo a mangiare piatti costosi, ma le squadre italiane possono tranquillamente sedersi in un ristorante di lusso. Abbiamo tre squadre ancora in corsa in Europa, non è tutto da buttare. A volte ci deprimiano, ci sottovalutiamo, ma il calcio italiano non è scarso come si dice. Purtroppo però va di moda denigrare quello che abbiamo in casa".

 
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