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Juventus, Ronaldo centravanti per sempre: Sarri vuole insistere

Cristiano Ronaldo (ansa)
Il tecnico bianconero intende portare CR7 al centro del tridente. Il campione portoghese, che contro il Milan non ha brillato al di là del rigore sbagliato, non sembra però convinto
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TORINO - Dopo quasi cento giorni di calcio sospeso, Maurizio Sarri ha scoperto un quarto d'ora di bellissima Juve (lui dice mezzora, largheggiando un po'), poi dissolta in un'ora abbondante di incongruenze, e le lune di Ronaldo, attaccante che non ama fare il centravanti. Nell'ultimo mese, il tecnico bianconero ha cercato di dare la sua impronta alla squadra, approfondendo il lavoro tattico che in estate aveva soltanto potuto accennare tra una tournée in Asia e un'amichevole a Stoccolma, tra le paturnie del mercato aperto e la polmonite che lo ha tenuto a lungo lontano dal campo tra agosto e settembre. Non è mai stata la "sua" Juve, quella che sta allenando, ma è stato lui ad adattarsi, se non proprio a piegarsi, ai criteri di gioco bianconeri. Ora, ha invece approfittato della lunga pausa per provare a mettere qualcosa di sé, qualcosa che ha scorto nella fase iniziale della semifinale con il Milan: "I primi 30' per me sono stati i migliori della stagione. Ho visto una squadra altissima, velocissima, rapida negli scambi, efficace con gli ingressi del terzo uomo. La sensazione era che fossimo in pieno dominio del match".

Ha funzionato benissimo, paradossalmente, fino a quando il Milan non è rimasto in 10: dopo il rigore sbagliato da Ronaldo e l'espulsione di Rebic, il gioco della Juve ha ripreso la forma involuta di certe partite invernali. Il calo era in qualche modo prevedibile: "È assurdo pensare che la condizione fisica non debba migliorare, dopo 70 giorni sul divano. E comunque giocare in queste condizioni non era facile. La pausa è stata devastante e ci è mancato il supporto del pubblico, che quando sei stanco ti dà una grossa mano. Anche il risultato dell'andata ci ha condizionato, perché quando sai che ti basta lo 0-0 non sai bene come comportarti".

Non sapeva bene comportarsi nemmeno Ronaldo, cui Sarri ha chiesto di giocare centravanti: "Gliene ho parlato un paio di giorni prima della partita e si è messo a disposizione". Si è sacrificato, in pratica, perché Cristiano non ama affatto giocare da prima punta. Lui, che è nato come ala, a un certo punto della sua carriera (cioè quando è passato dal Manchester United al Real Madrid) ha capito che il meglio l'avrebbe dato partendo da sinistra e tagliando verso l'area sfruttando il suo tempismo, il suo senso del gol, la sua potenza, la sua coordinazione.

Da quando ha capito questo, ha cominciato a segnare carrettate di reti, anche più di 40 a stagione, e non ha più voluto cambiare, imponendo agli allenatori che ha avuto la formula con un centravanti gregario (Benzema al Real, Mandzukic alla Juve, i vari Hugo Almeida, Eder, Guedes, André Silva in nazionale) a cui lui potesse appoggiarsi. Non si può dire che non abbia funzionato. Ma Sarri è sempre stato convinto che, se accettasse di giocare al centro di un tridente tipicamente sarriano, CR7 potrebbe ritornare alle medie realizzative di qualche anno fa. Per convincerlo, gli ha portato l'esempio dell'Higuain napoletano, quello del record dei 36 gol in un solo campionato. L'opera di persuasione è stata però vana: Ronaldo può accettare il sacrificio di una notte (o per un brevissimo periodo, come era stato con il Portogallo a Euro 2016) ma non uno spostamento definitivo. Sarri proverà a insistere, in ogni caso: "Abbiamo messo dei presupposti di buon livello per il prosieguo della stagione e provato delle soluzioni nuove. Adesso vediamo se è il caso di confermarle".

Di certo, la prestazione di venerdì sera di Ronaldo è stata deludente, anche se Sarri la attribuisce a ragioni psicologiche, al contraccolpo per il rigore fallito: "Lui dal dischetto è quasi infallibile, non è abituato a sbagliare e ha sofferto il contraccolpo, anche se poi non si può neanche parlare di errore: ha battuto un rigore quasi perfetto, ma è stato sfortunato perché ha preso il palo interno". Cristiano va sempre coccolato, si sa, anche perché Sarri vuole di nuovo provare a convincerlo ad essere centravanti per sempre: "Nei primi 20' mi ha dimostrato che può giocare in tutti e tre i ruoli offensivi. In ogni caso, per un giocatore di questo livello non è che le prestazioni possano essere inficiate dal fatto di giocare 5 metri più dentro o più fuori dall'area". Questo è ciò che pensa qualunque allenatore di buon senso, in effetti, ma non è ciò che pensa Ronaldo. Che come argomento a suo favore, porta i 743 gol segnati in carriera.
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