Juventus, Chiellini si chiama fuori: "Non sono pronto per il Napoli"
di DOMENICO MARCHESE
(reuters)
Il difensore, tra il lungo infortiunio e il lockdown, non riesce a ritrovare la condizione: "Mi sto riprendendo da qualche acciacco. Dovrò lavorare a parte ancora per qualche giorno, speriamo di rientrare in gruppo presto"
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TORINO - Ancora qualche giorno di attesa per Chiellini prima di tornare in gruppo e a disposizione di Sarri. Se che il calcio italiano è ripartito con le semifinali di Coppa Italia, il capitano della Juventus sta invece faticando a rientrare in condizione: prima la rottura del crociato ad agosto, quindi lo stop all'attività agonistica e il lockdown per il Covid 19, arrivati dopo aver riassaggiato il campo per 56' in due partite. Al forfait nella semifinale di ritorno con il Milan, amore calcistico di gioventù ("mi sono innamorato a inizio anni '90 e lo sono stato fino a quando non sono arrivato in Serie A"), si aggiunge un altro stop per la finale di Coppa Italia con il Napoli: "Mi sto riprendendo da qualche acciacco emerso dopo il lockdown - ha raccontato nella diretta Instagram con Martina Colombari -. Dovrò lavorare a parte ancora per qualche giorno, speriamo di rientrare in gruppo presto. Sarà un'estate strana, ma per noi già poter giocare e muoversi è bello".
Le parole del difensore non lasciano spazio all'interpretazione: con la finale in programma fra tre giorni è impossibile immaginare un recupero, più facile ipotizzare il rientro per le prime giornate di campionato. Niente fretta, vista la qualità dei sostituti e il tempo che ancora separa la Juventus dalle partite che pesano: a 35 anni meglio procedere con cautela. "Penso che se l'infortunio mi fosse capitato dieci anni fa non avrei avuto la serenità per accettarlo - prosegue Chiellini -. Ho più esperienza e accetto che un infortunio possa capitare: è un passaggio e trasformi tutto in energia per tornare".
Il calcio nel silenzio
Contro il Milan si è giocata la seconda partita a porte chiuse all'Allianz Stadium, la prima post lockdown. Un clima surreale e inusuale in cui il calcio italiano dovrà vivere almeno all'inizio: "Speriamo in un mese di riavere anche solo diecimila persone allo stadio. Oggi senza tifosi rimbomba tutto e per l'arbitro è difficile. Sente i commenti di tutti, anche di quelli in panchina: ogni tanto è meglio sentire i tifosi".
Il futuro
Una chiacchierata lunga, in cui ha raccontato l'inizio della sua carriera calcistica e la nostalgia del calcio passato, la svolta Conte ("Il difensore, fino a che non è arrivato lui, era solo un difensore") e l'era Cristiano Ronaldo: "Contro la Juve ha segnato tantissimo, meno male che ora è un mio compagno di squadra. È di un altro livello, quando hai un campione del genere è un peccato non sfruttarlo al massimo". Fino ad affrontare il nodo futuro, fissando per il post Europeo il possibile punto di arrivo della sua carriera: "Valuterò le mie condizioni alla fine della prossima stagione, cercherò di capire come starò. Alla fine del prossimo anno potrei smettere. Finire con un grande Europeo sarebbe l'ideale, spero di arrivarci in ottime condizioni per viverlo alla grande".