Alla Juve non si parla più di calcio liquido, moduli scomponibili, gioco posizionale: dopo tre mesi di grigiore, annacquato dall'entusiasmo preventivo con cui Pirlo era stato accompagnato, adesso si scopre che i problemi della Juve erano di natura completamente diversa, che non c'entrano la tattica o la tecnica ma che riguardano altro, ovverosia la totale dipendenza da Ronaldo e l'inesperienza e la mancanza di personalità della squadra.
La prima spiegazione Pirlo la ricusa ("Partite come quella di Benevento dovremmo vincerle anche senza Cristiano") mentre la seconda la sbandiera come la causa di tutti i mali che la Juventus sta scontando in questo avvio di campionato senza sconfitte ma anche di rade vittorie (quattro, di cui una a tavolino) e di calcio sempre meno strabiliante e sempre più ordinario anche nell'architettura, progettata attorno al più classico dei 4-4-2.
Dopo il pareggio di Benevento, Pirlo s'è aggrappato alla sua recente convinzione e ha accusato i suoi di immaturità: "Non capiamo le partite e non sappiamo gestire i diversi momenti che capitano. Questa squadra ha molti giovani e pochi giocatori di personalità. Bisogna rapidamente cambiare rotta e mentalità".
La frase ha stupito molto, a dire il vero. Al Vigorito, Pirlo ha schierato una formazione dall'età media di 26,7 anni, quindi non certo infantile. Vero che il Benevento è una masnada di vecchi bucanieri (29,8 anni di media) che si sono fatti crescere il pelo sullo stomaco nei più polverosi campetti di provincia, ma tra quelli ben pochi (Glik, Hetemaj, Ionita) hanno un minimo di esperienza internazionale. Certe valutazioni lasciano il tempo che trovano, ma in base ai dati della bibbia del settore, Transfermarkt, per comprare gli undici che hanno pareggiato con la Juve, il Benevento ha speso 12 milioni. Per pareggiare con il Benevento, la Juve ne ha spesi 288 (e il valore attuale di mercato supera i 400), e se non è certamente il prezzo del cartellino a determinare la forza di carattere di un atleta, un calciatore viene valutato di più o di meno anche in base allo spessore della sua personalità.
Nello specifico, sabato Pirlo ha schierato un solo giocatore veramente imberbe, Frabotta (che comunque è nazionale under 21 e ha limiti tecnici, prima che di inesperienza), contornato da dieci nazionali con almeno quattro stagioni di professionismo di alto livello alle spalle, tra i quali veterani come Danilo (una Champions e titoli vinti in tre campionati diversi nel curriculum), Cuadrado, Ramsey, Szczesny. Il più inesperto della truppa è De Ligt, di cui fino a paio di giorni prima Pirlo aveva elogiato proprio la personalità: "È capitano già a vent'anni". Stupisce quindi questo improvviso richiamo all'immaturità di un gruppo che ha esperienze di ogni genere.
Che Morata abbia da sempre dei limiti caratteriali, perfettamente rappresentati dalla sciocca espulsione a partita finita, è noto da sempre ed è la ragione per cui la Juventus non lo aveva messo ai primi posti nelle preferenze estive, preferendogli come minimo Dzeko, Jimenez e Suarez, però parliamo pur sempre di un uomo di 28 anni che ha girato quattro club di livello mondiale. Dybala di anni ne ha 27, e con lo spagnolo dovrebbe formare una coppia di attaccanti nel pieno della maturità. Possono essere definiti giovani il 25enne Rabiot, all'ottava stagione da protagonista in un club di primissima fascia, o il 24enne Arthur, titolare del Brasile e già al terzo anno nel calcio europeo? A conti fatti il discorso di Pirlo potrebbe riguardare, oltre a Frabotta, solamente Kulusevski, in evidente crisi di crescita (capita a tutti i ragazzi alla prima esperienza di un certo livello) e senz'altro condizionato dalla disabitudine a giocare con la pressione addosso e soprattutto dall'incalzare delle partite ravvicinate (è diventato titolare anche nella nazionale svedese), un tipo di sforzo a cui non ci abitua subito, men che meno alla sua età. Difatti Pirlo da qualche tempo ne sta centellinando l'utilizzo: "Non dimentichiamoci che ha solo vent'anni e viene dal Parma: qui le partite sono diverse, le palle toccate sono diverse, le difese affrontate sono diverse". Ma si può attribuire ai soli Kulusevski e Frabotta il deficit di esperienza e personalità accusato mei confronti non solo del Benevento, ma anche del Crotone o del Verona?
Se Pirlo ha ragione, significa che il piano di investimenti della società è stato fallimentare e che da anni vengono arruolati, a costi spesso esorbitanti, giocatori inadeguati alle necessità del club e alla pressione che devono sostenere. Gli unici acquisti recenti schierati a Benevento erano Arthur e Chiesa (Morata ha già alle spalle l'esperienza di un biennio juventino) e complessivamente sono costati 122 milioni, più altri 20 di bonus: si tratterà mica di "bonus personalità", che scatteranno soltanto se i due dimostreranno certe inclinazioni mentali?
È difficile pensare che senza Ronaldo, Bonucci e Chiellini, i tre leader riconosciuti, la Juve precipiti al livello di una neopromossa. Ma Pirlo ha sostenuto questo, e per certi versi lo fece anche all'indomani dell'umiliante sconfitta casalinga con il Barcellona, giustificandola con la presunta superiore esperienza dei suoi avversari (27 anni di età media contro i 26,9 degli juventini), che schierarono due 17enni di cui uno titolare, e con le scosse di assestamento dovute al recente arrivo sulla panchina bianconera: "Il Barcellona è più rodato di noi che stiamo costruendo qualcosa di diverso" disse, dimenticando che i catalani sono tutt'ora in crisi perché Koeman, dopo decenni di fissità tattica, sta provando a costruire qualcosa di diverso.
Così a tenere in piedi la Juve resta Ronaldo, mai così influente sui destini della squadra come in questo periodo: nelle prime due stagioni era stato dirimente solamente nei grandi match e soprattutto in quelli di Champions, perché in quelli di piccolo cabotaggio finiva paradossalmente per condizionare in peggio il gioco della squadra con la sua smania del gol a ogni costo, quella smania che ora è invece diventata quasi l'unica condizione juventina per la vittoria. Senza di lui i bianconeri hanno vinto solamente a Kiev, e bisogna inoltre considerare che con lo Spezia (la terza neopromossa) stavano pareggiando prima che lui entrasse e che con la Lazio stavano vincendo prima che lui uscisse. Possibile che Cristiano sia l'unico adulto juventino senza crisi di personalità?
La prima spiegazione Pirlo la ricusa ("Partite come quella di Benevento dovremmo vincerle anche senza Cristiano") mentre la seconda la sbandiera come la causa di tutti i mali che la Juventus sta scontando in questo avvio di campionato senza sconfitte ma anche di rade vittorie (quattro, di cui una a tavolino) e di calcio sempre meno strabiliante e sempre più ordinario anche nell'architettura, progettata attorno al più classico dei 4-4-2.
Dopo il pareggio di Benevento, Pirlo s'è aggrappato alla sua recente convinzione e ha accusato i suoi di immaturità: "Non capiamo le partite e non sappiamo gestire i diversi momenti che capitano. Questa squadra ha molti giovani e pochi giocatori di personalità. Bisogna rapidamente cambiare rotta e mentalità".
La frase ha stupito molto, a dire il vero. Al Vigorito, Pirlo ha schierato una formazione dall'età media di 26,7 anni, quindi non certo infantile. Vero che il Benevento è una masnada di vecchi bucanieri (29,8 anni di media) che si sono fatti crescere il pelo sullo stomaco nei più polverosi campetti di provincia, ma tra quelli ben pochi (Glik, Hetemaj, Ionita) hanno un minimo di esperienza internazionale. Certe valutazioni lasciano il tempo che trovano, ma in base ai dati della bibbia del settore, Transfermarkt, per comprare gli undici che hanno pareggiato con la Juve, il Benevento ha speso 12 milioni. Per pareggiare con il Benevento, la Juve ne ha spesi 288 (e il valore attuale di mercato supera i 400), e se non è certamente il prezzo del cartellino a determinare la forza di carattere di un atleta, un calciatore viene valutato di più o di meno anche in base allo spessore della sua personalità.
Nello specifico, sabato Pirlo ha schierato un solo giocatore veramente imberbe, Frabotta (che comunque è nazionale under 21 e ha limiti tecnici, prima che di inesperienza), contornato da dieci nazionali con almeno quattro stagioni di professionismo di alto livello alle spalle, tra i quali veterani come Danilo (una Champions e titoli vinti in tre campionati diversi nel curriculum), Cuadrado, Ramsey, Szczesny. Il più inesperto della truppa è De Ligt, di cui fino a paio di giorni prima Pirlo aveva elogiato proprio la personalità: "È capitano già a vent'anni". Stupisce quindi questo improvviso richiamo all'immaturità di un gruppo che ha esperienze di ogni genere.
Che Morata abbia da sempre dei limiti caratteriali, perfettamente rappresentati dalla sciocca espulsione a partita finita, è noto da sempre ed è la ragione per cui la Juventus non lo aveva messo ai primi posti nelle preferenze estive, preferendogli come minimo Dzeko, Jimenez e Suarez, però parliamo pur sempre di un uomo di 28 anni che ha girato quattro club di livello mondiale. Dybala di anni ne ha 27, e con lo spagnolo dovrebbe formare una coppia di attaccanti nel pieno della maturità. Possono essere definiti giovani il 25enne Rabiot, all'ottava stagione da protagonista in un club di primissima fascia, o il 24enne Arthur, titolare del Brasile e già al terzo anno nel calcio europeo? A conti fatti il discorso di Pirlo potrebbe riguardare, oltre a Frabotta, solamente Kulusevski, in evidente crisi di crescita (capita a tutti i ragazzi alla prima esperienza di un certo livello) e senz'altro condizionato dalla disabitudine a giocare con la pressione addosso e soprattutto dall'incalzare delle partite ravvicinate (è diventato titolare anche nella nazionale svedese), un tipo di sforzo a cui non ci abitua subito, men che meno alla sua età. Difatti Pirlo da qualche tempo ne sta centellinando l'utilizzo: "Non dimentichiamoci che ha solo vent'anni e viene dal Parma: qui le partite sono diverse, le palle toccate sono diverse, le difese affrontate sono diverse". Ma si può attribuire ai soli Kulusevski e Frabotta il deficit di esperienza e personalità accusato mei confronti non solo del Benevento, ma anche del Crotone o del Verona?
Se Pirlo ha ragione, significa che il piano di investimenti della società è stato fallimentare e che da anni vengono arruolati, a costi spesso esorbitanti, giocatori inadeguati alle necessità del club e alla pressione che devono sostenere. Gli unici acquisti recenti schierati a Benevento erano Arthur e Chiesa (Morata ha già alle spalle l'esperienza di un biennio juventino) e complessivamente sono costati 122 milioni, più altri 20 di bonus: si tratterà mica di "bonus personalità", che scatteranno soltanto se i due dimostreranno certe inclinazioni mentali?
È difficile pensare che senza Ronaldo, Bonucci e Chiellini, i tre leader riconosciuti, la Juve precipiti al livello di una neopromossa. Ma Pirlo ha sostenuto questo, e per certi versi lo fece anche all'indomani dell'umiliante sconfitta casalinga con il Barcellona, giustificandola con la presunta superiore esperienza dei suoi avversari (27 anni di età media contro i 26,9 degli juventini), che schierarono due 17enni di cui uno titolare, e con le scosse di assestamento dovute al recente arrivo sulla panchina bianconera: "Il Barcellona è più rodato di noi che stiamo costruendo qualcosa di diverso" disse, dimenticando che i catalani sono tutt'ora in crisi perché Koeman, dopo decenni di fissità tattica, sta provando a costruire qualcosa di diverso.
Così a tenere in piedi la Juve resta Ronaldo, mai così influente sui destini della squadra come in questo periodo: nelle prime due stagioni era stato dirimente solamente nei grandi match e soprattutto in quelli di Champions, perché in quelli di piccolo cabotaggio finiva paradossalmente per condizionare in peggio il gioco della squadra con la sua smania del gol a ogni costo, quella smania che ora è invece diventata quasi l'unica condizione juventina per la vittoria. Senza di lui i bianconeri hanno vinto solamente a Kiev, e bisogna inoltre considerare che con lo Spezia (la terza neopromossa) stavano pareggiando prima che lui entrasse e che con la Lazio stavano vincendo prima che lui uscisse. Possibile che Cristiano sia l'unico adulto juventino senza crisi di personalità?
