✕

Il piano Juve, rilancio tra un anno. La garanzia Allegri in attesa di De Zerbi o Thiago Motta

Massimiliano Allegri (agf)
La prossima, senza Champions e con il "fastidio" della Conference, sarà una stagione di transizione. Stabilità in panchina, i piani per l'estate: mercato al risparmio e cinque giovani in rosa
3 minuti di lettura

TORINO - Un pezzo per volta, la Juventus di Andrea Agnelli - i suoi progetti, le sue ambizioni - sta per essere smantellata. Dopo l'addio quasi in contemporanea a Superlega e Di Maria, resiste praticamente soltanto Allegri, l'ultimo degli agnelliani: salvo ribaltoni sorprendenti, resterà in bianconero per una stagione ancora perché toccherà a lui dare una forma ai cocci di questi anni disastrosi. L'anno che verrà sarà di transizione, per la Juve: il vero piano di rilancio partirà dalla stagione 2024/2025. Era la soluzione di riserva è diventata quella titolare.

L'idea di Giuntoli: confermare Allegri

Alla base della conferma di Allegri ci sarebbe un ragionamento di Giuntoli, diesse in pectore d…

TORINO - Un pezzo per volta, la Juventus di Andrea Agnelli - i suoi progetti, le sue ambizioni - sta per essere smantellata. Dopo l'addio quasi in contemporanea a Superlega e Di Maria, resiste praticamente soltanto Allegri, l'ultimo degli agnelliani: salvo ribaltoni sorprendenti, resterà in bianconero per una stagione ancora perché toccherà a lui dare una forma ai cocci di questi anni disastrosi. L'anno che verrà sarà di transizione, per la Juve: il vero piano di rilancio partirà dalla stagione 2024/2025. Era la soluzione di riserva è diventata quella titolare.

L'idea di Giuntoli: confermare Allegri

Alla base della conferma di Allegri ci sarebbe un ragionamento di Giuntoli, diesse in pectore della Juventus. Siccome i bianconeri andranno incontro a un anno di difficoltà assodate, con pochissime risorse da dedicare al mercato (anzi, una cessione di peso, cioè quella di Vlahovic, sarebbe gradita), il "fastidio" di una coppa più logorante che remunerativa come la Conference League e la necessità di ristrutturare profondamente l'intero settore tecnico della dirigenza (è il lavoro che spetterà a Giuntoli, se riuscirà a ottenere il via libera da De Laurentiis), è meglio puntare sulla stabilità almeno in panchina, perché un allenatore nuovo potrebbe essere impreparato alle difficoltà da affrontare. Il pelo sullo stomaco di Allegri è invece una garanzia.

Dusan Vlahovic (agf)

Il rischio di bruciare un allenatore giovane

La Juve immagina dunque un anno di transizione e ha ritenuto di doverlo affidare ancora ad Allegri, che potrà avere tutti i difetti del mondo (oramai non gliene si risparmia nessuna) ma sa barcamenarsi in mezzo alla difficoltà, anche se in questa stagione ha perso più volte il controllo e bisticciato un po' con tutti: avversari, calciatori, dirigenti. "Nessuno, nelle stesse condizioni, avrebbe fatto meglio", era stata la considerazione con cui Elkann aveva promosso il lavoro del tecnico livornese, svincolando il giudizio dai risultati (scadenti) e dalla qualità del gioco (più scadente ancora). Ma in questa fase di passaggio è preferibile avere un allenatore di esperienza e personalità e che oltretutto conosce a menadito pregi e difetti dell'ambiente. Il rischio, è stato il ragionamento, sarebbe stato quello di bruciare l'eventuale successore, che per forza di cosa sarebbe stato più giovane e molto meno preparato alle tensioni che attraversano un grande club, e ancora di più un grande club in difficoltà e con la struttura societaria in fase di riorganizzazione.

La svolta tecnica tra un anno, con De Zerbi o Thiago Motta

Meglio dunque aspettare un anno e programmare per tempo la svolta tecnica e soprattutto filosofica, visto che alla Juve immaginano di affidarsi, in prospettiva, a un tecnico con idee calcistiche più aggiornate. Il preferito è De Zerbi, ma piace moltissimo anche Thiago Motta e stuzzica Palladino: tutti e tre adesso sono irraggiungibili - tant'è che le attenzioni della società si erano indirizzate su Tudor, non una prima scelta. Ma nella primavera prossima chissà. Fra un anno, tra l'altro, tornerà a disposizione anche Spalletti dopo il suo sabbatico in campagna: e se a Giuntoli venisse voglia di ripristinare la coppia scudetto?

Raffaele Palladino  (ansa)

I piani per l'estate: mercato al risparmio e cinque giovani in rosa

Allegri è andato in vacanza senza che la società gli abbia fissato un appuntamento per discutere del futuro. Fa fede il contratto e fanno fede i piani per l'estate concordati la settimana scorsa con Calvo, dirigente con il quale non ha particolare feeling: sono stati stabiliti la data del raduno (10 luglio) e i programmi per la tournée americana (amichevoli contro Barcellona, Milan e Real Madrid), tracciati a grandi linee gli indirizzi per la campagna acquisti (rientreranno Cambiaso e Rovella mentre è incerta la posizione di Kulusevski, che potrebbe essere un rinforzo notevole ma che Allegri non aveva apprezzato quando l'aveva allenato) e stabilito il dogma che nella rosa della prima squadra cinque posti dovranno essere occupati da ragazzi in arrivo dall'Under 23, fermo restando che Fagioli, Miretti e forse anche Iling-Junior vanno considerati a tutti gli effetti già adulti. Tra i giovani, i due sui quali si punta maggiormente sono Huijsen, difensore olandese, e Yildiz, attaccante turco. Entrambi hanno diciott'anni.

Tifosi in subbuglio: molti club minacciano di non rinnovare l'abbonamento

Allegri non sembra entusiasta, a giudicare dalle sue ultime uscite pubbliche, nella quali è sembrato scaricarsi di dosso molte delle responsabilità che invece ha dovuto assumersi in quest'annata. "Chiedete a Francesco Calvo", continua a ripetere. Però si metterà a disposizione: in quanto a dedizione verso il club non si è mai risparmiato, anche se questo non basta ai tifosi che gli sono ormai in maggioranza ostili. In questi giorni in società stanno arrivando le mail di molti Juventus Club che annunciano che non rinnoveranno l'abbonamento se resterà Allegri, ma è una protesta che non turba il club: già l'estate scorsa ci fu un calo sensibile degli abbonati e sarebbe in ogni caso impensabile un'inversione di tendenza in assenza di nuovi acquisti di grido. L'idea è che saranno i risultati a riportare la gente allo Stadium.