Rabiot, la strategia della Juve per tenerlo a Torino. E può restare anche Cuadrado
di Domenico MarcheseQuella che è iniziata si preannuncia una delle settimane chiave per la programmazione della stagione della Juve. Se le avance arabe nei confronti di Allegri non preoccupano più di tanto il club, che nella peggiore ma remota ipotesi di addio del tecnico livornese potrebbe cogliere la palla al balzo per ripensare la guida tecnica, è il nodo dei rinnovi e degli addii a rendere cruciale il lavoro di Giovanni Manna. Alla Continassa sono consapevoli che i ritorni di McKennie, Arthur e Zakaria sono "fascicoli" di cui ci si deve liberare: i tre non rientrano nel progetto tecnico dal punto di vista economico, per gli stipendi percepiti, specialmente se raffrontati al rendimento registrato negli ultimi anni. Diverso il discorso per Cuadrado e Rabiot, due calciatori in scadenza che la società vorrebbe trattenere ancora: il francese per un anno, in attesa di capire quanto bisognerà attendere per ritornare in Champions League, il colombiano anche, ma pe…
Quella che è iniziata si preannuncia una delle settimane chiave per la programmazione della stagione della Juve. Se le avance arabe nei confronti di Allegri non preoccupano più di tanto il club, che nella peggiore ma remota ipotesi di addio del tecnico livornese potrebbe cogliere la palla al balzo per ripensare la guida tecnica, è il nodo dei rinnovi e degli addii a rendere cruciale il lavoro di Giovanni Manna. Alla Continassa sono consapevoli che i ritorni di McKennie, Arthur e Zakaria sono "fascicoli" di cui ci si deve liberare: i tre non rientrano nel progetto tecnico dal punto di vista economico, per gli stipendi percepiti, specialmente se raffrontati al rendimento registrato negli ultimi anni. Diverso il discorso per Cuadrado e Rabiot, due calciatori in scadenza che la società vorrebbe trattenere ancora: il francese per un anno, in attesa di capire quanto bisognerà attendere per ritornare in Champions League, il colombiano anche, ma per raggiunti limiti di età. Due storie che, con sceneggiature diverse, devono trovare quanto prima il lieto fine.
La questione Cuadrado, da ribelle a possibile conferma
Il contratto di Cuadrado scadrà alla fine del mese dopo otto anni passati in bianconero. A dirla tutta il rinnovo dello scorso anno, scattato automaticamente al raggiungimento del numero di presenze previsto dalla clausola, è stato il pomo della discordia in casa Juventus. La società, allora guidata da Andrea Agnelli, chiese al colombiano di ridiscutere il rinnovo, procedendo con il taglio dello stipendio che sarebbe stato spalmato su più anni. Il rifiuto fece irrigidire il club, allontanando le parti e avvicinando il calciatore al ritorno in Sud America. Ora, dopo una stagione al di sopra delle aspettative - soprattutto considerando il pessimo finale della passata - le carte in tavola sono cambiate: oggi si lavora al prolungamento di un anno, a cifre naturalmente inferiori a quelle attuali (5 milioni di euro netti). La conferma di Cuadrado permetterebbe al club di puntare su un profilo giovane in grado di alternarsi tra campionato, Coppa Italia e l'eventuale Conference League. Da Cambiaso, che può giocare su entrambe le fasce, al giovane Barbieri, le opzioni non mancano: con un esponente del ruolo come il 35enne Cuadrado si aggiusterebbe la fascia destra e si garantirebbe la crescita dei giovani.
Un anno per rinviare la decisione: la strategia su Rabiot
Un anno di contratto alle stesse cifre, vale a dire 7 milioni più bonus. Uno sforzo enorme per il club bianconero, che in un colpo solo ha abbattuto di 14 milioni netti il monte ingaggi non rinnovando con Di Maria e non riscattando Paredes. Scelte oculate, maturate dopo una stagione complicata per entrambi: mai al centro del progetto, mai decisivi e incisivi se si esclude qualche lampo del Fideo in Europa. Sembra di rivedere le prime stagioni sotto la Mole di Rabiot, passato dall'essere un peso sia a bilancio che in campo a punto di riferimento con Allegri in panchina. La permanenza del tecnico, già confermata da Scanavino prima però dell'assalto saudita, è una delle condizioni per aprire una trattativa con Veronique Rabiot, mamma e agente del calciatore. L'altra è la partecipazione alle competizioni Uefa, anche se si trattasse di Conference League: perché esserci significherebbe poter puntare alla qualificazione nella prossima. In quel caso la permanenza avrebbe un senso: restare per poi rinnovare l'anno successivo. Adrien diventerebbe così un senatore dello spogliatoio, un punto di riferimento in campo, come già successo nell'ultima stagione in cui ha scollinato oltre la doppia cifra per reti segnate. Soprattutto, Allegri avrebbe ancora per una stagione il suo centrocampista su cui ha puntato fin dall'inizio: "Ha un motore diverso dagli altri", ha sempre affermato il tecnico. Allungare di un anno il contratto sarebbe il primo gesto d'amore nella sua carriera: dopo essere cresciuto nel PSG, non ci pensò troppo ad andare in scadenza, scelta fatta anche per i pessimi rapporti instaurati con il club parigino.