Juventus, mercato senza fuochi di artifici: ingaggi e rosa, il primo obiettivo è tagliare
di Domenico MarcheseUn incontro all'ora di pranzo a Milano, per aggiornare Allegri sulle trattative di mercato, in entrata e in uscita, e per programmare le prossime mosse. Forse non sarà esotico e affascinante come le offerte degli arabi, ma l'incontro con Giovanni Manna, ds in pectore della Juventus, è quanto di più concreto e reale nella vita professionale di Max Allegri. Che sarà, come prevede il contratto, l'allenatore anche la prossima stagione e proprio in ottica 2023/24 si sta già muovendo: il rinnovo di Cuadrado ("mi hanno fatto una proposta, in questo momento non ci penso: ho risposto che ne riparleremo più tardi, speriamo di trovare un accordo e continuare a giocare ad alto livello" ha detto dal ritiro della Colombia), il tentativo di ridiscutere l'accordo con Alex Sandro, la caccia a Rabiot, la nuova offerta al Marsiglia per Milik, seppur al ribasso. Sul tavolo, oltre alle portate del pranzo, c'era tantissimo materiale su…
Un incontro all'ora di pranzo a Milano, per aggiornare Allegri sulle trattative di mercato, in entrata e in uscita, e per programmare le prossime mosse. Forse non sarà esotico e affascinante come le offerte degli arabi, ma l'incontro con Giovanni Manna, ds in pectore della Juventus, è quanto di più concreto e reale nella vita professionale di Max Allegri. Che sarà, come prevede il contratto, l'allenatore anche la prossima stagione e proprio in ottica 2023/24 si sta già muovendo: il rinnovo di Cuadrado ("mi hanno fatto una proposta, in questo momento non ci penso: ho risposto che ne riparleremo più tardi, speriamo di trovare un accordo e continuare a giocare ad alto livello" ha detto dal ritiro della Colombia), il tentativo di ridiscutere l'accordo con Alex Sandro, la caccia a Rabiot, la nuova offerta al Marsiglia per Milik, seppur al ribasso. Sul tavolo, oltre alle portate del pranzo, c'era tantissimo materiale su cui lavorare. Manna alla guida del mercato e Allegri che viene aggiornato periodicamente sullo stato delle cose: perché oltre alla difficile missione di costruire una squadra per tornare a vincere quanto prima, ci sono anche obiettivi di bilancio da raggiungere nel breve, e il mercato è la strada più veloce per farlo. Senza la Champions mancheranno tra i 100 e i 120 milioni: vendere e risparmiare saranno le due opzioni complementari e non alternative. Più complicato inserire anche il terzo tassello: tornare a vincere in tempi brevi.
Contenimento dei costi e del monte ingaggi
Si sapeva già prima ma è arrivata un'ulteriore conferma: non sarà un mercato di fuochi d'artificio ma di sacrifici. Non bastano gli addii di Paredes, Di Maria, Milik e la posizione in bilico di Rabiot: si taglierà dove possibile. Iniziando ad esempio da Alex Sandro, con cui si tratta per cercare di ridurre l'incidenza sui conti del suo stipendio da oltre 6 milioni di euro. Stesso discorso per Cuadrado, il cui contratto scadrà a fine giugno ma con cui si sta provando a rinnovare a 2,5 milioni di euro. Così andrà con Milik, per cui non si è operato il riscatto ma si tratta con il Marsiglia per avere uno sconto, mentre la Lazio è pronta ad inserirsi. Limare i costi ma anche fare cassa, iniziando dagli esuberi di ritorno: se la Juve vuole lo sconto dal Marsiglia per Milik, altrettanto vuole fare il Tottenham per riscattare Kulusevski a cifre diverse dai 35 milioni dell'accordo siglato a gennaio dell'anno scorso. Il compito più difficile sarà trovare una sistemazione per McKennie e Zakaria, mentre per Arthur sarà più semplice trovare una squadra ma più complicato farlo definitivamente. Una fonte inaspettata per le casse potrebbe essere rappresentato da Szczesny: in caso di squalifica Uefa e con solo due competizioni da disputare, Perin potrebbe essere la scelta di Allegri, con un giovane a fare da secondo con l'intenzione di promuoverlo in futuro. Il polacco ha mercato e soprattutto un ingaggio da oltre 7 milioni di euro a stagione: venderlo permetterebbe di risparmiare sullo stipendio e di incassare dei milioni.
In attesa di Giuntoli, la squadra rimane quella guidata da Manna
Che la Juventus voglia Giuntoli, e che il dirigente sia convinto di sposare il progetto bianconero, è ormai assodato. Tuttavia la resistenza di De Laurentiis sta rinviando a data da destinarsi il "sì" al matrimonio che entrambi vogliono: la novità è che il club bianconero aspetterà Giuntoli fino a che sarà necessario, costruendo una struttura, in gran parte già presente, di cui lui sarà il vertice. Manna è e sarà il direttore sportivo, colui a cui è affidato anche questo mercato, il più difficile da diversi anni a questa parte per la società, mentre Calvo è il direttore generale, per la precisione il responsabile dell'area sportiva. Confermati anche Tognozzi qual responsabile dello scouting. Quando si libererà il dirigente azzurro, si collocherà con la funzione di direttore generale, confermando Manna ds. Non c'è fretta, visto che della struttura e degli uomini di fiducia di Giuntoli nessuno arriverà subito alla Juventus: si valuterà l'operato dell'attuale dirigenza, dandogli un anno di fiducia e ridiscutendo i rinnovi (sono quasi tutti in scadenza 2024, ndr) il prossimo anno.