Sport

Lazio, ci siamo per Milinkovic-Savic. Sconfitta nel test con il Sigma

Una fase del test con il Sigma (lapresse)
Il serbo non ha firmato con la Fiorentina e sembra intenzionato a rispettare la prima parola data al ds biancoceleste Tare. Intanto Pioli fa le prove generali per la Juve, ma contro la squadra ceca arriva una nuova sconfitta
3 minuti di lettura
ROMA - In passato la Lazio ci aveva già abituato a trattative con colpi di scena a non finire, in pieno stile della miglior telenovela sudamericana. A partire da quella estenuante per Burak Yilmaz, fino ad arrivare l’operazione Felipe Anderson, quando Lotito minacciò di denunciare il fondo inglese (la Doyen Sports, detentrice di una parte del cartellino del brasiliano) di schiavitù e violazione dei diritti umani. Insomma ce n’è per tutti i gusti, ma quello che sta succedendo in queste ultime settimane per Milinkovic-Savic sta riuscendo a mettere tutti i precedenti in secondo piano.

MILINKOVIC-SAVIC, L’INIZIO DEL TRIANGOLO DI MERCATO - Già, perché questa nuova telenovela ha veramente tutto. C’è la donna oggetto del desiderio (Milinkovic-Savic), il padre geloso (il Genk), due spasimanti in contesa tra di loro per conquistarla (Lazio e Fiorentina) e tanti altri attori non protagonisti (i vari procuratori, il Vojvodina che ritiene il precedente trasferimento al Genk non valido, ecc) ma comunque importanti. Quello principale è lui, Sergej Milinkovic-Savic centrocampista classe 1995 del Genk, fresco campione del mondo under 20 con la Serbia. C’è chi lo paragona a Yaya Touré, chi a Pogba: indiscutibilmente si tratta di un talento, di un potenziale futuro campione. Il club biancoceleste lo contatta mesi fa e lo seduce (sia lui che il suo agente), gli fa visitare il centro sportivo di Formello, lo porta in gran segreto a vedere una partita di campionato in casa. Insomma trova l’accordo con il ragazzo, poi si occupa di lavorare con il Genk. La trattativa vera e propria con i belgi inizia poco più di un mese fa ed è subito in salita visto che la richiesta iniziale è superiore ai 10 milioni. La Lazio al massimo è disposta a darne la metà, così iniziano i dialoghi che vanno avanti a oltranza. È in questo momento che subentra la Fiorentina, “lo spasimante cattivo” di questa telenovela (almeno per quel che riguarda il punto di vista biancoceleste). I viola irrompono nella trattativa e offrono subito una cifra molto vicina alle richieste del Genk. Parte a tutti gli effetti un triangolo di mercato con sorpassi e controsorpassi continui, fino a che - una settimana fa - i due club decidono di non farsi più la guerra. Le offerte di pareggiano, tutto è nelle mani del giocatore, sarà lui a decidere.

IL "TRADIMENTO” VIOLA E LA “VENDETTA” BIANCOCELESTE - Milinkovic-Savic, la sua scelta già l’ha fatta: non vuole tradire “il primo amore”, ha dato la sua parola al ds della Lazio Tare e lo comunica pure nel pomeriggio di venerdì al Genk. Proprio in quel momento, però, la Fiorentina decide di violare il tacito accordo con il club di Lotito e modifica le carte in tavola alzando la sua offerta. Musica per le orecchie dei belgi, che spingono fortemente affinché il ragazzo cambi idea. Ci provano in tutti i modi, gli dicono quanto meno di ascoltare la proposta dei gigliati. Lui, a malincuore, accetta: la Fiorentina è convinta di averla spuntata, lo aspetta a Firenze. Milinkovic-Savic, seppure con un giorno di ritardo rispetto al previsto, arriva nel capoluogo toscano. Tutto lascia presagire una conclusione della telenovela: la Fiorentina l’ha spuntata, o almeno così sembra. Tesi che acquisisce ancora più vigore quando cominciano a diffondersi sul web le foto del calciatore dentro lo stadio Artemio Franchi per incontrarsi con Pradè. Tutto finito? Neanche per sogno. Dopo nemmeno un’ora di colloquio, il dg viola esce furioso: “Non ha voluto firmare, ci deve pensare. Per noi si chiude qua”, in sintesi. Si dice che il ragazzo abbia rifiutato in lacrime per motivi personali. Si dice anche, però, che mentre Milinkovic-Savic era a Firenze, il suo procuratore Kezman fosse a Roma in compagnia del ds Tare. Probabilmente già sapendo quale sarebbe stato il finale. Ossia che il ragazzo non avrebbe firmato e che la Fiorentina si sarebbe chiamata fuori dalla disputa, lasciando così la Lazio come unica pretendente.

KISHNA A ROMA, IN AUSTRIA PIOLI PROVA IL 3-4-3 ANTI-JUVE - Lo conferma in parte lo stesso Kerman, con un tweet (il profilo non è ufficiale, ma in questo caso dovrebbe essere vero) di questo pomeriggio: “Ora dipende tutto dalla Lazio! Spero che l’affare si possa chiudere nei prossimi giorni. Io, i miei soci e il ragazzo abbiamo fatto tutto il possibile”. Già, adesso la palla è nelle mani della Lazio. Il club di Lotito deve formulare un’offerta che riesca a soddisfare il Genk, per mettere fine una volta per tutte a questa vicenda. Lunedì sarà una giornata decisiva in tal senso. In programma c’è una riunione (telefonica) con i belgi per trovare un punto di incontro: la Lazio alzerà sensibilmente la sua offerta iniziale portandola a 6 milioni più bonus. Le sensazioni sono positive, ma vista come è andata la storia fino a questo momento, meglio prepararsi a nuovi ed eventuali colpi di scena. Quelli che non ci saranno più per Kishna, atterrato alle 21 oggi a Roma (circa 50 tifosi ad aspettarlo) e domani in clinica Paideia per le visite mediche di rito. La Lazio ha trovato un accordo con l’Ajax sulla base di 4,2 milioni complessivi da pagare in tre rate. Il ragazzo invece firmerà un quadriennale da 1,2 milioni a stagione. Intanto in Austria Pioli fa le prove generali in vista della Supercoppa italiana: nell’amichevole persa con il Sigma Olomouc (finita 3-2 per i cechi, reti di Djordjevic e Keita per la Lazio) testato il 3-4-3, stesso modulo utilizzato nell’ultima finale di Coppa Italia persa proprio contro i bianconeri.

 
I commenti dei lettori