Sport

Lazio, da Biglia ad Anderson: operazione personalità

Un'altra brutta partita della squadra di Inzaghi contro una grande. Oltre la sconfitta preoccupa la prestazione dei giocatori più importanti: Immobile mai tirato in porta

2 minuti di lettura
ROMA - Quella con la Juve, è una di quelle sconfitte difficili da digerire. Non tanto per il prevedibile risultato finale, in casa della squadra più forte del campionato. A far riflettere la Lazio di Simone Inzaghi è l'incapacità di mettere in difficoltà i bianconeri nel corso dei 90 minuti, come confermato dall'inedita statistica stagionale, che segna il numero 0 nella casella delle conclusioni di Immobile verso la porta del portiere avversario. Non era mai accaduto in questo campionato.

I SOLITI DIFETTI DI PERSONALITÀ CONTRO LE BIG - Il tecnico  ha cominciato a lavorare sulla testa dei suoi ragazzi, per evitare contraccolpi psicologici e riprendere già da sabato il Chievo la marcia che le ha permesso di conquistare 40 punti su 21 partite. Intanto, come sempre succede in queste occasioni, i principali imputati nel processo post-sconfitta sono i giocatori più importanti della squadra. Da Parolo a Felipe Anderson, passando per Radu e Biglia. Ognuno di loro ha giocato al di sotto dei propri standard, mostrando i difetti di personalità di una squadra che in questo campionato non è mai riuscita a sconfiggere una "big". Un dato sul quale Simone Inzaghi sta lavorando da tempo e che nella partita con la Juve ha provato a correggere (invano) con alcuni cambi in corsa.

BIGLIA, SESTA SOSTITUZIONE NELLE ULTIME 9 GARE - Tra questi anche quello di Lucas Biglia, sostituito dopo un'ora per fare spazio a Djordjevic. Per l'argentino si tratta ormai di un'abitudine accomodarsi in panchina, è la sesta volta che succede nelle ultime 9 partite. In questa occasione però è sembrata quasi una bocciatura (nei 3 anni e mezzo alla Lazio solo una volta è stato sostituito prima per scelta tecnica, da Reja nell'intervallo di Catania-Lazio del 16 febbraio 2014), come confermato anche dallo sguardo deluso dell'argentino subito dopo essere stato richiamato in panchina. Anche lui, il capitano biancoceleste, avrebbe voluto dare di più contro la Juve di Allegri, ma come i suoi compagni è rimasto inerme di fronte allo strapotere sul campo mostrato da Higuain&co. 

L'ARGENTINO A CENA CON L'AGENTE DOPO LA JUVE - Dopo la partita è tornato a Roma, è andato a cena fuori in un locale di Formello molto frequentato dai calciatori laziali insieme alla famiglia e all'agente Enzo Montepaone, arrivato nella Capitale venerdì scorso. I due hanno discusso della sua situazione attuale, delle proposte che sono arrivate dagli Usa e dalla Spagna, ma anche dell'offerta di rinnovo della Lazio sempre lì, in attesa che venga accettata. Un adeguamento che porterebbe l'argentino a 2,5 milioni più bonus e che la società biancoceleste non intende modificare. La pensa diversamente il procuratore del regista, che invece vorrebbe provare a trattare, puntando sui vari sondaggi di altri club raccolti negli ultimi mesi. A breve ci sarà un nuovo incontro tra le parti per tentare di arrivare a un'intesa.
I commenti dei lettori