ROMA — Un attimo ed è cambiato tutto. L'ultima azione del primo tempo del play-off di Conference League con il Cluj ha restituito alla Lazio il suo uomo simbolo, Ciro Immobile. Punizione da manuale del perfetto allenatore, dolce pallonetto di Felipe Anderson, movimento a mezzaluna del centravanti della Nazionale e magnifico destro al volo che ha battuto Simone Scuffet, portiere friulano della squadra romena. Le ultime sei partite senza reti, l'infortunio muscolare e i gol falliti contro l'Atalanta lasciati definitivamente alle spalle con un'esultanza misurata: ha sofferto in silenzio il momento difficile, Immobile, facendolo trasparire soltanto con un gesto di stizza verso il compagno di squadra, Manuel Lazzari, con cui si era fortuitamente scontrato in un'azione a metà tempo.
Immobile, gol numero 26 in Europa come Vieri
Il 26° gol del centravanti nelle coppe europee (raggiunto Vieri al decimo posto dei marcatori italiani all time, irraggiungibile Pippo Inzaghi, primo a quota 62) ha cambiato i colori di una serata che si era messa malissimo per la Lazio al 15', con l'espulsione di Patric. Inascoltato l'invito della curva Nord, che nel prepartita aveva chiesto con decisione ai calciatori di "dare il massimo" (eufemismo), la squadra di Sarri aveva trasformato Ermal Krasniqi nel clone kosovaro di Leo Messi: rimpallo vinto con Lazzari, dribbling ai danni di Milinkovic e di Marcos Antonio e tunnel a Casale, fino alla scivolata fallosa del difensore spagnolo. Dubbia l'espulsione comminata dall'arbitro inglese Pawson - il calciatore del Cluj andava verso l'esterno e comunque nei pressi c'era Felipe Anderson - certa la mollezza di mezza squadra biancoceleste, incompatibile con una sfida a eliminazione diretta.
Patric espulso, Sarri toglie Marcos Antonio
Lì però Maurizio Sarri - che all'inizio aveva schierato una formazione molto simile a quella titolare - ha vinto la partita, dimostrando che alla Conference League tiene, eccome, nonostante le parole della vigilia ("il campionato è la priorità"). Per far entrare un difensore centrale, Gila, il tecnico toscano non ha sostituito un attaccante ma il regista brasiliano Marcos Antonio, che ha poi abbracciato in panchina per lenirne la delusione. Con un solidissimo 4-4-1 la Lazio ha velocemente trovato le distanze e ritrovato le certezze, rendendo ininfluente la superiorità numerica degli ospiti. E nella ripresa ha sfiorato il raddoppio più di quanto il Cluj sia andato vicino al pareggio. Tra sei giorni il ritorno, in Romania. Serve la Lazio vera. Serve il nuovo Immobile. Quello di sempre.
Il tabellino di Lazio-Cluj
Lazio (4-3-3): Maximiano 6 – Lazzari 6,5, Casale 5,5, Patric 4,5, Hysaj 6,5 (15’ st Marusic 6)- Milinkovic 6,5, Marcos Antonio 6 (18 pt Gila 6,5), Vecino 7 - Felipe Anderson 7 (36’ st Cancellieri sv), Immobile 7,5 (15’ st Pedro 6,5), Zaccagni 6,5. All. Sarri 7.
Cluj (4-4-2): Scuffet 6,5- Manea 5,5, Matias 5, Burca 5, Camora 5,5 – Deac 5 (1’ st Petrila 6), Muhar 5 (15’ st Hoban 5,), N. Boateng 5 (1’ st Cvek 5,5), Krasniqi 6,5 – Yeboah 5,5 (36’st Yanga sv), Birligea 5,5 (15’ st Malele 5,5). All. Petrescu 5.
Arbitro: Pawson 5 (Ing)
Note: espulso Patric. Ammoniti:Zaccagni, Boateng, Milinkovic, Matias, Hysaj e Hoban. Spettatori 9.000 circa.