Sport

Milan, Montella: ''Squadra più allegra e Locatelli ha già le chiavi del centrocampo''

Il tecnico lancia il giovane centrocampista al posto dell'infortunato Montolivo, loda il Chievo (''E' una piccola Juve'') e rivela: ''C'è maggiore entusiasmo nella quotidianità''. Lapadula favorito su Bacca in attacco

3 minuti di lettura
MILANO - Il Milan parte per Verona dove domani dovrà difendere il terzo posto in un'insolita partitissima d'alta classifica con i gialloblù veneti. Sarà un confronto tra la squadra più giovane e quella più vecchia del campionato. Montella sta valutando se rendere ancora più baby il Milan con l'inserimento del 18enne Locatelli al posto dell'infortunato Montolivo (l'alternativa è Sosa). Per i rossoneri sarà la prima partita senza il capitano fermato dal ko al legamento crociato del ginocchio.
 
Montella, sarà difficile sostituire Montolivo?
"E' una perdita importante che peserà moltissimo, forse più di quanto possa pensare. Qualora dovessimo vincere il pensiero andrà naturalmente a Riccardo. Ora pensiamo a lavorare senza Riccardo e senza alibi per nessuno".
 
Montolivo si è sfogato dopo i tanti insulti ricevuti sui social network. Cosa ne pensa?
"I social sono diretti. Non è detto che siano tifosi, ma magari ragazzini che hanno voglia di prendere in giro una persona famosa".
 
Chi è in vantaggio tra Locatelli e Sosa per sostituirlo?
"Locatelli ha già avuto le chiavi del centrocampo. E' entrato nelle ultime partite con il risultato in bilico. È un ragazzo con 5 presenze in Serie A di cui 4 con me. E' un dolce scegliere, sono due calciatori che possono giocare in quel ruolo. Di sicuro giocheranno tanto nelle prossime partite, perché sono due soluzioni che abbiamo in casa".
 
Dubbio anche in attacco tra Bacca e Lapadula?
"Me lo porterò fino a domani. Bacca è tornato un po' stanco, ma è abituato a fare questi viaggi. Lapadula si sta allenando benissimo, ha voglia di spaccare il mondo, a volte anche troppo. Si dovrebbe gestire un po' meglio a livello di energie, è un ragazzo positivo".
 
Cosa pensa della frase del designatore Messina secondo il quale, col Var già in azione, Milan-Sassuolo sarebbe finita diversamente alla luce degli errori di Guida?
"E' un argomento molto delicato. Quando le ho lette ho pensato che poteva finire 5-3. Non si è trattato di un episodio al 90'. Detto questo se quell'episodio avesse cambiato la partita sarebbero da rifare tutti i campionati - sorride Montella -  è una battuta che lascia il tempo che trova secondo me".
 
In queste settimane ha sentito Fassone o Mirabelli (oggi prima uscita pubblica di futuro ad e ds a Londra per Chelsea-Leicester, ndr)?
"Assolutamente no. Io conosco solo l'attualità, che è la società che mi ha scelto. Il mio riferimento è sempre e solo Galliani. Gli altri aspetti non li conosco".
 
Il Chievo è un avversario complicato: rischiate un bis della partita con l'Udinese?
"E' una squadra che sa attendere, essere aggressiva e capire i momenti della partita. E' una squadra particolarmente esperta. Per organizzazione societaria è una piccola Juventus. La sfida con l'Udinese non ci è piaciuta, però fa storia a sè. Non c'è un'alchimia, bisogna aver voglia di preparare bene questa partita e aver più voglia di vincere degli avversari. Ringrazio Maran per i complimenti e gli faccio il mio in bocca in lupo a partire dalla prossima partita - ride - in caso di vittoria con il Chievo forse potrei veramente sentire profumo d'Europa. Lo vorrei sentire".
 
Ieri vi siete allenati giocando a rugby.
"I campi erano bagnatissimi quindi non c'era modo migliore di scaldarsi che con qualche placcaggio. La base c'è, i ragazzi si sono divertiti. Alcuni non consocevano le regole, altri come Niang le spiegavano agli altri. Vedo una squadra più allegra e con più entusiasmo nella quotidianità".
 
Come stanno i nuovi ancora poco utilizzati e gli infortunati?
"Pasalic sta crescendo molto fisicamente, sta migliorando. Per Bertolacci serve ancora un po' di tempo. Mati Fernandez è guarito e ora intensificherà un po' il lavoro. Honda ha la caviglia molto gonfia. Credo abbia una distorsione".
 
Sente sua questa squadra?
"La squadra è di Berlusconi e dei tifosi che sono i veri innamorati. Io sono l'allenatore, mi piace come la squadra approccia le partite. Ma sono convinto che si possa fare ancora meglio".

AMBROSINI SOSTIENE MALDINI - Per il ruolo di "bandiera" a questo punto resta in corsa solo Massimo Ambrosini che però non ha avuto timore a esprimere con franchezza la sua posizione sul "no" di Paolo Maldini alla proposta di Marco Fassone: "E' stata una scelta coerente con quella che è la vita e la personalità di Paolo Maldini - dice Ambrosini a Radio Deejay - Paolo ha una libertà intellettuale che lo rende difficile da coinvolgere in un progetto già stabilito. Se volevi Maldini dovevi interpellarlo fin dall'inizio, anche se le sue richieste non sono state assolutamente assurde". Ambrosini ha toccato uno dei nodi centrali alla base del rifiuto di Maldini ad accettare un ruolo nel Milan "cinese": la tempistica con la quale è stato contattato l'ex difensore (dopo la scelta di Mirabelli ds). Intanto cambiano i tempi del viaggio di Fassone in Cina: sembrava sicuro che l'ad in pectore partisse la prossima settimana per incontrare i rappresentanti della cordata cinese. Adesso non è più così. Da capire quali saranno i nuovi programmi.  
 
I commenti dei lettori