MILANO - Gattuso torna alla prima casella della lunga serie positiva che ha riportato il Milan vicino ai vertici del campionato. Di nuovo il derby dopo l'1-0 in Coppa Italia del 27 dicembre che ha dato il via al filotto di 13 risultati utili consecutivi tra campionato e coppe. Per i rossoneri è l'occasione di portarsi a -4 dall'Inter che attualmente occupa la 4a posizione, ultimo posto utile per la qualificazione Champions. All'alba a Malpensa è atterrato Yonghong Li: "Sapevo che il presidente sarebbe venuto a vederci, domani passera 3-4 ore con noi ed è un segnale importante", dice Gattuso che chiede alla squadra di andare oltre la maratona di mercoledì sera a Roma con la Lazio, conclusa con la qualificazione ai rigori alla finale di Coppa Italia.
Gattuso, come sta la squadra?
"Non voglio sentire la parola stanchezza. Dobbiamo giocare con veemenza e voglia. Voglio undici avvelenati senza alibi. Dobbiamo dare il massimo e giocare con il coltello tra i denti per portare a casa una partita difficile. Se qualcuno è stanco, affronteremo il problema. Ma se qualcuno è stanco non scenderà in campo. Sarebbe la cosa più facile adesso dire che siamo stanchi. Invece dobbiamo dare battaglia per 95 minuti. Queste sono partite che restano nella storia: ci saranno 80.000 spettatori e il record di incasso del Milan in campionato. Per un giocatore queste sono cose fondamentali".
Come bisogna affrontare questa partita?
"Non dobbiamo perdere la nostra dote migliore che è l'umiltà. Voglio vedere una squadra umile che non si lascia prendere dall'entusiasmo. L'Inter può ancora sbagliare perché ha 7 punti in più. Noi no. Ho sentito la parolina Champions negli ultimi giorni. Allora vuol dire che non possiamo sbagliare e ci giochiamo tutto. Non dobbiamo giocare con il braccino. Questo tipo di partita aiuta a crescere. Ne abbiamo bisogno".
Il Milan è favorito.
"La storia del derby dice che vince la squadra che è in difficoltà. Il 27 dicembre noi eravamo alla canna del gas. Quella vittoria è stata fondamentale perché ci ha dato energie mentali. Adesso sento che siamo i favoriti e non mi piace questa roba qua. Abbiamo recuperato tanti punti all'Inter. Ma mi fa paura l'allenatore. Spalletti ha tantissima esperienza e ha giocato tanti derby a Roma. Mi preoccupa il suo saperci andare. Dobbiamo essere bravi a leggere la partita".
La preoccupa il ritorno di Icardi?
"La preoccupazione c'è sempre. E' uno degli attaccanti più forte al mondo. Ha intelligenza tattica e movimenti incredibili. Taglia sul primo palo in maniera unica. Dobbiamo stare attenti, è un cecchino, non sbaglia mai. Ma anche Candreva e Perisic sono giocatori di grandissima qualità".
A proposito di centravanti, come sta Kalinic dopo l'errore di Roma?
"Io devo sempre proteggere i miei giocatori. Continuerò a farlo. Io mi stacco il cuore per loro e con quello ci possono palleggiare. Quando ha sbagliato il gol all'Olimpico, ho detto dentro di me che dovevamo passare altrimenti lo avremmo perso. Sono bravi anche i compagni a stare vicini a Nikola e agli altri in difficoltà come André Silva. San Siro li deve aiutare. Un applauso in più e un fischio in meno fanno bene".
Alla vigilia del derby di Coppa Italia, poco più di due mesi fa, avrebbe immaginato un recupero simile?
"Lo dicevo sempre che questa è una squadra forte. Mi prendevano per scemo. Ma lo dicevo perché lo toccavo con mano. Ora c'è solo un pericolo: che pensiamo di essere diventati fortissimi e bravissimi. E' vero che abbiamo indirizzato una stagione. Ma dobbiamo continuare su questa strada per costruire qualcosa di importante. Bisogna venire ad allenarsi col sorriso. E io devo essere bravo a essere un martello anche se qualcuno mi guarda storto".
Cosa pensa di Raiola che chiede a Donnarumma di andare in un top club?
"Il Milan ha scritto la storia del calcio mondiale. E' in un momento negativo, ma è una grande società. Ha scritto pagine indimenticabili. C'è organizzazione e gente che lavora 24 ore su 24. E potrei dire tante altre cose".
Bonucci l'ha paragonata a Conte.
"Quando vincerò quello che ha vinto Conte, potrò dire di assomigliargli un po'. Forse gli assomiglio a livello caratteriale. E' un grandissimo onore essere paragonato ad Antonio. Ma posso dire che ho vissuto 14 anni nello spogliatoio del Milan. E la differenza la facevano gli uomini che indossavano quella maglia. Bisogna rispettare le regole. Lo spogliatoio è loro. E il segreto di questa società è stata il senso di appartenenza. Avevamo la sensazione di essere a casa. Deve tornare questo. E dirsi le cose in faccia aiuta a crescere. Vado alla ricerca di questo".
Conti è vicino al rientro?
"Settimana prossima farà dei test. Ma prima di scendere in campo con noi dovrà fare due test di 45 minuti con la Primavera. Spero che riuscirà a farlo tra due settimane''.
Gattuso, come sta la squadra?
"Non voglio sentire la parola stanchezza. Dobbiamo giocare con veemenza e voglia. Voglio undici avvelenati senza alibi. Dobbiamo dare il massimo e giocare con il coltello tra i denti per portare a casa una partita difficile. Se qualcuno è stanco, affronteremo il problema. Ma se qualcuno è stanco non scenderà in campo. Sarebbe la cosa più facile adesso dire che siamo stanchi. Invece dobbiamo dare battaglia per 95 minuti. Queste sono partite che restano nella storia: ci saranno 80.000 spettatori e il record di incasso del Milan in campionato. Per un giocatore queste sono cose fondamentali".
Come bisogna affrontare questa partita?
"Non dobbiamo perdere la nostra dote migliore che è l'umiltà. Voglio vedere una squadra umile che non si lascia prendere dall'entusiasmo. L'Inter può ancora sbagliare perché ha 7 punti in più. Noi no. Ho sentito la parolina Champions negli ultimi giorni. Allora vuol dire che non possiamo sbagliare e ci giochiamo tutto. Non dobbiamo giocare con il braccino. Questo tipo di partita aiuta a crescere. Ne abbiamo bisogno".
Il Milan è favorito.
"La storia del derby dice che vince la squadra che è in difficoltà. Il 27 dicembre noi eravamo alla canna del gas. Quella vittoria è stata fondamentale perché ci ha dato energie mentali. Adesso sento che siamo i favoriti e non mi piace questa roba qua. Abbiamo recuperato tanti punti all'Inter. Ma mi fa paura l'allenatore. Spalletti ha tantissima esperienza e ha giocato tanti derby a Roma. Mi preoccupa il suo saperci andare. Dobbiamo essere bravi a leggere la partita".
La preoccupa il ritorno di Icardi?
"La preoccupazione c'è sempre. E' uno degli attaccanti più forte al mondo. Ha intelligenza tattica e movimenti incredibili. Taglia sul primo palo in maniera unica. Dobbiamo stare attenti, è un cecchino, non sbaglia mai. Ma anche Candreva e Perisic sono giocatori di grandissima qualità".
A proposito di centravanti, come sta Kalinic dopo l'errore di Roma?
"Io devo sempre proteggere i miei giocatori. Continuerò a farlo. Io mi stacco il cuore per loro e con quello ci possono palleggiare. Quando ha sbagliato il gol all'Olimpico, ho detto dentro di me che dovevamo passare altrimenti lo avremmo perso. Sono bravi anche i compagni a stare vicini a Nikola e agli altri in difficoltà come André Silva. San Siro li deve aiutare. Un applauso in più e un fischio in meno fanno bene".
Alla vigilia del derby di Coppa Italia, poco più di due mesi fa, avrebbe immaginato un recupero simile?
"Lo dicevo sempre che questa è una squadra forte. Mi prendevano per scemo. Ma lo dicevo perché lo toccavo con mano. Ora c'è solo un pericolo: che pensiamo di essere diventati fortissimi e bravissimi. E' vero che abbiamo indirizzato una stagione. Ma dobbiamo continuare su questa strada per costruire qualcosa di importante. Bisogna venire ad allenarsi col sorriso. E io devo essere bravo a essere un martello anche se qualcuno mi guarda storto".
Cosa pensa di Raiola che chiede a Donnarumma di andare in un top club?
"Il Milan ha scritto la storia del calcio mondiale. E' in un momento negativo, ma è una grande società. Ha scritto pagine indimenticabili. C'è organizzazione e gente che lavora 24 ore su 24. E potrei dire tante altre cose".
Bonucci l'ha paragonata a Conte.
"Quando vincerò quello che ha vinto Conte, potrò dire di assomigliargli un po'. Forse gli assomiglio a livello caratteriale. E' un grandissimo onore essere paragonato ad Antonio. Ma posso dire che ho vissuto 14 anni nello spogliatoio del Milan. E la differenza la facevano gli uomini che indossavano quella maglia. Bisogna rispettare le regole. Lo spogliatoio è loro. E il segreto di questa società è stata il senso di appartenenza. Avevamo la sensazione di essere a casa. Deve tornare questo. E dirsi le cose in faccia aiuta a crescere. Vado alla ricerca di questo".
Conti è vicino al rientro?
"Settimana prossima farà dei test. Ma prima di scendere in campo con noi dovrà fare due test di 45 minuti con la Primavera. Spero che riuscirà a farlo tra due settimane''.