MILANO - L'esclusione di Kalinic (seguita da una proposta di pace), l'abbraccio a fine partita, la vivace discussione con Romeo negli ultimi minuti, le carezze a Kessié per il rigore sbagliato. La vittoria sul Chievo lascia in eredità un concentrato del metodo Gattuso in panchina. Un successo indispensabile per tenere vive le speranze di 4° posto dopo la vittoria dell'Inter a Marassi con la Sampdoria.
SOSPETTI DELLA VIGILIA - Gattuso ha preparato la partita con grande attenzione perché iniziava a vedere una certa stanchezza soprattutto mentale nella squadra dopo tante settimane con impegni ufficiali ogni tre giorni. Da qui nasce l'esclusione di Kalinic visto demotivato nel corso della rifinitura, soprattutto dopo la distruzione delle pettorine che rendevano più chiara la decisione di schierare ancora titolare Cutrone al posto del croato. Un segnale mandato a tutto il gruppo per spiegare che occorre tenere alta la concentrazione in questo finale di stagione. A fine gara si è visto invece l'altro Gattuso, quello che sorride e fa gruppo, dopo aver ottenuto il massimo nelle due ore di allenamento: lungo abbraccio al centro del campo con un discorso ai giocatori per complimentarsi dopo il 3-2 in rimonta al Chievo. Poco prima aveva battibeccato con il team manager Romeo che, secondo l'allenatore, avrebbe dovuto chiedere con maggiore insistenza quanto mancava alla fine del recupero al quarto uomo.
CAREZZE AI GIOCATORI - Lo stesso Gattuso che ha coccolato a parole Kessié: "Perché non dovrei far tirare i rigori a Kessiè? Guardate che è un giocatore tecnico". Stesso trattamento per Rodriguez che non ha giocato una partita particolarmente positivo: "E' stato molto generoso, ha accettato di giocare nonostante un fastidio muscolare". E allo stesso Kalinic è stato offerto un ramoscello d'ulivo: "Non porto rancore. Domani è un altro giorno". Sono le tante sfaccettature dell'approccio di un allenatore che chiede tutto ai suoi giocatori durante l'allenamento, spronandoli anche con durezza, ma si comporta in maniera diversa negli altri momenti della vita di gruppo. Ora Bonucci e compagni avranno due giorni e mezzo di riposo. Appuntamento mercoledì pomeriggio a Milanello. Secondo Gattuso, la squadra ha bisogno di riposo. Anche le ultime prestazioni lo confermano: doppia sconfitta con l'Arsenal, successo al fotofinish con il Genoa, rimonta sofferta con il Chievo. Serve staccare per qualche ora per ripartire dopo la sosta con la delicatissima trasferta di Torino contro la Juventus.
SOSPETTI DELLA VIGILIA - Gattuso ha preparato la partita con grande attenzione perché iniziava a vedere una certa stanchezza soprattutto mentale nella squadra dopo tante settimane con impegni ufficiali ogni tre giorni. Da qui nasce l'esclusione di Kalinic visto demotivato nel corso della rifinitura, soprattutto dopo la distruzione delle pettorine che rendevano più chiara la decisione di schierare ancora titolare Cutrone al posto del croato. Un segnale mandato a tutto il gruppo per spiegare che occorre tenere alta la concentrazione in questo finale di stagione. A fine gara si è visto invece l'altro Gattuso, quello che sorride e fa gruppo, dopo aver ottenuto il massimo nelle due ore di allenamento: lungo abbraccio al centro del campo con un discorso ai giocatori per complimentarsi dopo il 3-2 in rimonta al Chievo. Poco prima aveva battibeccato con il team manager Romeo che, secondo l'allenatore, avrebbe dovuto chiedere con maggiore insistenza quanto mancava alla fine del recupero al quarto uomo.
CAREZZE AI GIOCATORI - Lo stesso Gattuso che ha coccolato a parole Kessié: "Perché non dovrei far tirare i rigori a Kessiè? Guardate che è un giocatore tecnico". Stesso trattamento per Rodriguez che non ha giocato una partita particolarmente positivo: "E' stato molto generoso, ha accettato di giocare nonostante un fastidio muscolare". E allo stesso Kalinic è stato offerto un ramoscello d'ulivo: "Non porto rancore. Domani è un altro giorno". Sono le tante sfaccettature dell'approccio di un allenatore che chiede tutto ai suoi giocatori durante l'allenamento, spronandoli anche con durezza, ma si comporta in maniera diversa negli altri momenti della vita di gruppo. Ora Bonucci e compagni avranno due giorni e mezzo di riposo. Appuntamento mercoledì pomeriggio a Milanello. Secondo Gattuso, la squadra ha bisogno di riposo. Anche le ultime prestazioni lo confermano: doppia sconfitta con l'Arsenal, successo al fotofinish con il Genoa, rimonta sofferta con il Chievo. Serve staccare per qualche ora per ripartire dopo la sosta con la delicatissima trasferta di Torino contro la Juventus.