MILANO - Il Milan cerca l'impresa domani sera a Torino con la Juventus. E' da sette anni che i rossoneri non riescono a battere i bianconeri in trasferta: ultima volta a marzo 2011 proprio grazie a un gol di Gattuso. Uno dei tanti incroci di questa sfida che segna il ritorno di Bonucci nel suo ex stadio. E l'incontro tra Gattuso allenatore con Allegri, suo capitano da giocatore al Perugia ed ex tecnico al Milan. Sullo sfondo le notizie in arrivo dagli Stati Uniti sulla sfortunata ricaduta di Conti al ginocchio.
Gattuso, può essere un precedente incoraggiante il suo gol di sette anni fa? Ultima vittoria del Milan a Torino con la Juventus.
"Dobbiamo pensare a domani e basta. Sui numeri non c'è storia. Giochiamo contro una squadra che vince lo scudetto da sei anni. Sappiamo che sarà difficilissimo. Per questo dobbiamo mettere da parte tutto il resto. Posso dire che la sosta ci è servita. Ne avevamo bisogno".
Come sta la squadra?
"Spero stia bene. Ho visto qualche titolo di giornale che non mi è piaciuto. Giocatori che parlavano di gol. Ma noi dobbiamo giocare da squadra con grandissima umiltà. I bianconeri sono nettamente più forti. Non c'è partita. Leggendo i titoli sembrava che fossimo diventati presuntuosi. So di allenare una squadra che sta bene in campo e nello spogliatoio. E il problema Kalinic è stato risolto. Si è presentato un giorno prima dopo la Nazionale".
Dopo la Juventus avrete il derby.
"Secondo voi noi adesso pensiamo al derby? Penseremo dopo al derby. Non possiamo sbagliare. Ci giochiamo qualcosa di incredibile fino a poche settimane fa. Per questo motivo dobbiamo scendere in campo con grande lucidità e voglia. La Juventus vince lo scudetto da sei anni e può vincerlo anche questa volta".
Sull'approccio della Juventus può influire il risultato del Napoli che gioca domani pomeriggio? O il pensiero della partita col Real?
"La Juventus è una macchina da guerra. I giocatori non fanno calcoli, sono abituati. Non hanno paura di niente. Sono pronti in qualsiasi momento. Adesso la loro priorità è il Milan. Penseranno dopo al Real".
Quale giocatore toglierebbe alla Juventus?
"Toglierei il collettivo. Danno l'impressione di non sudare mai. Sembra che gli avversari facciano il solletico a questa squadra. E' questa la caratteristica che mi piace di più. E' la classica squadra italiana che sa quello che deve fare".
Merito del suo ex compagno ed ex allenatore Allegri?
"Quando avevo 16 anni al Perugia e lui era il capitano, non mi ha mai trattato come un ragazzino, ma come un giocatore di 22-23 anni. E infatti prendevo sempre i premi, non era facile per un giovane a quei tempi. Devo ringraziarlo. E quando mi ha allenato in tanti mi chiedevano perché non mi facesse giocare dopo l'operazione al ginocchio. Ma arrancavo. Aveva ragione. E infatti gli ho chiesto scusa da persona umile. Adesso con lui c'è una grande amicizia. Ci sentiamo e parliamo di calcio. E la sua Juventus è difficilissima da decifrare. E' un grandissimo allenatore".
Sarà la prima volta di Bonucci nel suo ex stadio.
"E' normale che provi qualche emozione. Ma lo vedo sereno con la voglia giusta".
E il suo contratto?
"Lasciatemi passare questa espressione. Questo c... di contratto. Quando succederà, ve lo dirà la società con un tweet o qualcosa del genere. La priorità per me non è questa, ma la Juventus poi il derby, le altre partite di campionato e la finale di Coppa Italia. Se ne parla troppo du questa cosa. A me interessa vedere una squadra in crescita".
Ha avuto notizie dagli Stati Uniti su Andrea Conti?
"Con Andrea abbiamo avuto tanti confronti in questi mesi. Aveva una voglia incredibile di rientrate. Siamo stati bravi a gestirlo bene, ma forse non siamo stati abbastanza bravi a farlo andare più tranquillo e forse la colpa è soprattutto mia. Non si sa ancora se dovrà fare un altro piccolo intervento. In ogni caso noi dobbiamo fargli capire che gli siamo vicini".
Gattuso, può essere un precedente incoraggiante il suo gol di sette anni fa? Ultima vittoria del Milan a Torino con la Juventus.
"Dobbiamo pensare a domani e basta. Sui numeri non c'è storia. Giochiamo contro una squadra che vince lo scudetto da sei anni. Sappiamo che sarà difficilissimo. Per questo dobbiamo mettere da parte tutto il resto. Posso dire che la sosta ci è servita. Ne avevamo bisogno".
Come sta la squadra?
"Spero stia bene. Ho visto qualche titolo di giornale che non mi è piaciuto. Giocatori che parlavano di gol. Ma noi dobbiamo giocare da squadra con grandissima umiltà. I bianconeri sono nettamente più forti. Non c'è partita. Leggendo i titoli sembrava che fossimo diventati presuntuosi. So di allenare una squadra che sta bene in campo e nello spogliatoio. E il problema Kalinic è stato risolto. Si è presentato un giorno prima dopo la Nazionale".
Dopo la Juventus avrete il derby.
"Secondo voi noi adesso pensiamo al derby? Penseremo dopo al derby. Non possiamo sbagliare. Ci giochiamo qualcosa di incredibile fino a poche settimane fa. Per questo motivo dobbiamo scendere in campo con grande lucidità e voglia. La Juventus vince lo scudetto da sei anni e può vincerlo anche questa volta".
Sull'approccio della Juventus può influire il risultato del Napoli che gioca domani pomeriggio? O il pensiero della partita col Real?
"La Juventus è una macchina da guerra. I giocatori non fanno calcoli, sono abituati. Non hanno paura di niente. Sono pronti in qualsiasi momento. Adesso la loro priorità è il Milan. Penseranno dopo al Real".
Quale giocatore toglierebbe alla Juventus?
"Toglierei il collettivo. Danno l'impressione di non sudare mai. Sembra che gli avversari facciano il solletico a questa squadra. E' questa la caratteristica che mi piace di più. E' la classica squadra italiana che sa quello che deve fare".
Merito del suo ex compagno ed ex allenatore Allegri?
"Quando avevo 16 anni al Perugia e lui era il capitano, non mi ha mai trattato come un ragazzino, ma come un giocatore di 22-23 anni. E infatti prendevo sempre i premi, non era facile per un giovane a quei tempi. Devo ringraziarlo. E quando mi ha allenato in tanti mi chiedevano perché non mi facesse giocare dopo l'operazione al ginocchio. Ma arrancavo. Aveva ragione. E infatti gli ho chiesto scusa da persona umile. Adesso con lui c'è una grande amicizia. Ci sentiamo e parliamo di calcio. E la sua Juventus è difficilissima da decifrare. E' un grandissimo allenatore".
Sarà la prima volta di Bonucci nel suo ex stadio.
"E' normale che provi qualche emozione. Ma lo vedo sereno con la voglia giusta".
E il suo contratto?
"Lasciatemi passare questa espressione. Questo c... di contratto. Quando succederà, ve lo dirà la società con un tweet o qualcosa del genere. La priorità per me non è questa, ma la Juventus poi il derby, le altre partite di campionato e la finale di Coppa Italia. Se ne parla troppo du questa cosa. A me interessa vedere una squadra in crescita".
Ha avuto notizie dagli Stati Uniti su Andrea Conti?
"Con Andrea abbiamo avuto tanti confronti in questi mesi. Aveva una voglia incredibile di rientrate. Siamo stati bravi a gestirlo bene, ma forse non siamo stati abbastanza bravi a farlo andare più tranquillo e forse la colpa è soprattutto mia. Non si sa ancora se dovrà fare un altro piccolo intervento. In ogni caso noi dobbiamo fargli capire che gli siamo vicini".