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Milan, Gattuso: "Atalanta 'rognosa', ma Higuain è il più forte che c'è in giro"

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MILANO - Dopo la faticaccia di Dudelange in Europa League (partita sbloccata solo dopo un'ora di gioco grazie a Higuain) il Milan si rituffa in campionato affrontando a San Siro una bestia nera degli ultimi anni: l'Atalanta imbattuta a Milano contro i rossoneri da 4 anni e 8 mesi. Gattuso mette in guardia i suoi giocatori e frena la voglia di rientrare di Cutrone.

Gattuso, l'ultimo capace di battere i bergamaschi in casa è stato Allegri a gennaio 2014.
"Non è un caso. L'Atalanta è diventata una realtà del calcio italiano. Una squadra rognosa. Per vincere servirà una grandissima partita. Perde da tre partite di fila. E' in un periodo delicato: domani verrà a Milano con la voglia di riscattarsi".
Il 23 dicembre scorso l'Atalanta fu protagonista della prima sconfitta interna della gestione Gattuso.
"Non mi fido dell'Atalanta e di Gasperini, un allenatore che sceglie i giocatori con lo stampino: tutti con la stessa tipologia. Per questo sembra che giochino da tanto tempo insieme. E' una squadra che non lascia respirare. Ma ha anche dei difetti: dobbiamo essere bravi a giocare con intensità e bene tecnicamente. Dobbiamo tenere botta".
Cutrone è vicino al recupero?
"Oggi pomeriggio prova. Vuole rientrare da 4-5 giorni. Ma c'è stata anche qualche discussione con i medici. Non mi piace vedere giocatori che provano giorno dopo giorno. E' imbarazzante. Dice di stare bene, poi in campo dopo 10-15 minuti di riscaldamento prova fastidio. Questo non è corretto. Lo assecondiamo su tutto, ma dobbiamo capire che ci sono dei tempi. Oggi proviamo a fissare una data in base alla sua voglia  e alle sue sensazioni".
Per fortuna c'è Higuain.
"Lo alleno e per me in questo momento è il più forte del mondo. Leggo che siamo Higuain-dipendenti. La verità è che uno capace di fare gol e dobbiamo sfruttarlo al massimo. Ha cominciato a farlo giovanissimo. E' un campione. Ma per sfruttarlo meglio, quando si arriva sul fondo, bisogna alzare la testa e metterla in mezzo. Se ricamiamo, lui si scoccia e viene a giocare fuori dall'area".
E' un messaggio a Suso?
"Mi aspetto che Suso tiri in porta perché lo sa fare in modo importante. Da lui mi aspetto qualche attacco alla porta in più, non solo che giochi palla al piede. Entra ancora poco in area. Spero che il gol arrivi, ne ha bisogno lui per primo che ne soffre. Ma sono contento: deve continuare a giocare come sta facendo".
Sarebbe servita una terza punta oltre a Higuain e Cutrone?
"Abbiamo bisogno di un qualcosa in più, ma sul mercato sono state fatte scelte perché avevamo parametri Uefa da rispettare. La priorità è stata data al centrocampo. E Borini può fare anche l'attaccante centrale".
Adesso il Milan ha davanti a sé un calendario abbordabile in campionato.
"Non voglio essere ipocrita, ma sto pensando solo all'Atalanta. Ieri ho visto Sassuolo-Empoli e non direi che sono squadre abbordabili. Se non stai attento, te la incartano. Ma adesso dobbiamo pensare all'Atalanta, poi a Empoli e Sassuolo. Il Dudelange insegna che le partite vanno giocate. Senza veemenza, preparazione e voglia, si rischia di lasciare punti per strada".
Sta puntando ad allestire una squadra per il campionato e una per l'Europa Leauge?
"E' difficile fare due squadre differenti per campionato e Europa League. Preferisco decidere in base a chi vedo meglio consultando anche i dati. Usiamo la metodologia seguita ai tempi di Ancelotti perché c'è Dominici: dopo 3-4 partite un turno di riposo perché nella scorsa stagione siamo arrivati un po' corti di fiato e gambe".
A proposito di centrocampo, Calhanoglu può essere impiegato da regista in alternativa a Biglia?
"A Biglia piace palleggiare, Calhanoglu al contrario preferisce imbucare sempre palleggiando poco. Ci vuole un po' di tempo, ma è qualcosa su cui stiamo lavorando. Oggi Biglia ci fa schermo. Qualche volta potremmo verticalizzare di più, Biglia ci dà altri vantaggi. Calhanoglu può fare senza problemi il vertice basso davanti alla difesa, ma lascia qualcosa per strada a livello tattico".
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