Nonostante le tre sconfitte nelle prime cinque giornate il club rossonero va avanti con l'allenatore di Giulianova. Restano però, anche a livello proprietario, alcune perplessità sul lavoro dell'ex tecnico della Samp. Chiamato a non sbagliare contro la Fiorentina. Donnarumma lo difende
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MILANO - Le rassicurazioni di Maldini prima del via della partita di Torino sono state parzialmente offuscate dalla sconfitta sul campo contro i granata. Per il Milan è stato il terzo ko nelle prime cinque giornate, un bilancio estremamente deludente. Aggravato dal misero bottino di tre gol segnati: due su rigore e uno solo su azione. E negli ultimi 180 minuti anche la difesa ha abbassato la guardia con 4 gol subiti. I dirigenti rossoneri, però, difendono la posizione di Giampaolo. Maldini è stato chiaro nel pre-partita di Torino: l'ex capitano è stato il principale sponsor dell'allenatore di Giulianova, che piaceva già a Galliani e Berlusconi nel 2016. La scelta è stata collocata nel suo giusto orizzonte temporale con la necessità di attendere prima che le convinzioni di Giampaolo producano effetto: Maldini ha citato l'esempio di Sacchi che aveva faticato molto nei primi mesi sulla panchina rossonera. A Milanello si ricorda anche l'approccio non ottimale di Sarri a Napoli per parlare di un altro tecnico fautore di un calcio elaborato.
Resta il dato di un ambiente nel quale filtrano alcune perplessità sul lavoro di Giampaolo. Anche a livello proprietario: viene fatto notare che l'ex tecnico blucerchiato aveva dato un'impronta precisa nelle prime amichevoli estive. Poi la marcia si è interrotta. Da lì è iniziato un cammino più ondivago nel quale le scelte tattiche sono diventate meno chiare. Non ha convinto nemmeno l'utilizzo centellinato dei nuovi acquisti. E viene evidenziata qualche perplessità su un gioco concentrato prevalentemente nel corridoio centrale del campo, a differenza di quello che fanno le migliori squadre del momento che tendono a sfruttare molto di più le fasce. Ma le caratteristiche di Giampaolo sono precise. Quindi è evidente che i dirigenti devono difendere la scelta fatta poco più di tre mesi fa. Anche perché nella sconfitta di Torino hanno pesato errori individuali dei giocatori, in particolare le sviste di Donnarumma e l'imprecisione di Piatek.
Senza dimenticare che Elliott ha dimostrato grande prudenza nel ricorrere all'esonero. Nella scorsa stagione Gattuso è stato confermato anche nei momenti più difficili, in particolare a fine ottobre dopo risultati deludenti in campionato e la sconfitta casalinga con il Betis Siviglia che ha compromesso il passaggio del turno in Europa League. Girano i primi nomi di possibili sostituti: Rudi Garcia, Spalletti, Ranieri. Ma sembrano prematuri. Domenica sera il Milan e Giampaolo hanno l'occasione di spegnere tutte queste voci con una prestazione convincente contro la Fiorentina a San Siro. Come sempre nel calcio, contano i risultati. Un altro passo falso, con sei giorni davanti prima del successivo impegno con il Genoa, darebbe il là a una settimana complicata.
Donnarumma difende Giampaolo
In difesa dell'allenatore arrivano le parole di Donnarumma: "Dobbiamo seguire il mister perché stiamo lavorando bene - dice il portiere a Sky Sport - abbiamo grandi idee di gioco. E' un grande allenatore. Ieri non meritavamo di perdere. Siamo tutti con lui, è normale fare un po' di fatica all'inizio con nuove idee e giocatori nuovi. Dobbiamo continuare a seguirlo". Secondo il numero 99 la partita di ieri può essere paradossalmente vissuta come uno snodo positivo: "Si è visto che abbiamo svoltato, abbiamo tenuto il pallino del gioco dall'inizio, brucia perdere una partita del genere". Donnarumma parla anche dei suoi errori a Torino: "E' giusto che ci si aspetti tanto da me. E' giusto ci siano le critiche quando ci devono essere. Ho le spalle larghe per continuare a lavorare come ho sempre fatto, non è una partita che fa cambiare la mia stagione".