MILANO — Lo scorso ottobre si concretizzavano, più o meno in contemporanea, tre eventi al prezzo di uno. Leao veniva premiato come miglior calciatore del 2021-22 dalla Lega di Serie A e dall'Aic e arrivava quattordicesimo nella classifica del Pallone d'oro, cioè primo del campionato italiano, diventando automaticamente il simbolo della resistenza virtuosa all'assalto della ricca Premier League. Ma appena tre mesi e mezzo dopo è cambiato tutto e la resistenza si affievolisce. Che il calcio onnivoro sbrani i suoi eroi è cosa nota, però col giovane Rafa sta facendo particolarmente in fretta. Da idolo dello scudetto a riserva del Milan per la seconda partita consecutiva (e quale partita: il derby), il passo è stato davvero breve. Al ritorno dal Mondiale col Portogallo - che doveva essere la sua consacrazione, che lui invece ha giocato a spizzichi e bocconi e che lo ha restituito a Pioli in condizioni atletiche mediocri e in condizioni psicologiche pure peggiori - si sono via via perse le tracce dell'irresistibile artista del dribbling, dello scatto secco e dell'aggancio felpato. Non c'è più da due settimane: guarda caso proprio il periodo che coincide col crollo di risultati dei campioni d'Italia. Malinconico, svogliato, poco dedito alla fase difensiva, di malumore nello spogliatoio: le censure si sprecano. E Pioli, che sa come la sua panchina venga ormai messa in discussione dalla critica e da una parte dei tifosi per la prossima stagione, non ci ha pensato due volte a declassare il gioiello non più luccicante in nome della ragion di stato.
<<la diretta del derby di Milano>>
Per Pioli non esistono intoccabili
Il principio al quale si è ispirato l'allenatore in difficoltà è il dogma classico: non esistono intoccabili, come del resto Leao stesso aveva avuto modo di constatare di persona in Qatar, dove il ct Santos ripudiò Cristiano Ronaldo. Adesso è come se Pioli avesse bocciato il suo Cristiano Ronaldo. La versione ufficiale è che non ci sia stato alcuno screzio, che sia una questione di forma fisica e che Rafa debba prendere le esclusioni come un pungolo. Di sicuro col Sassuolo Pioli gli ha preferito Rebic e non è andata bene: ha varato la staffetta con De Ketelaere nell'intervallo a risultato già compromesso. Con l'Inter gli ha anteposto Origi, schierato accanto a Giroud anche in forza del bel gol del 2-5 segnato nel finale col Sassuolo. Ma la rivoluzione avviene in una partita importante come il derby e in contemporanea col verosimile passaggio a un sistema di gioco - dal 4-2-3-1 al 3-5-2 - in teoria più favorevole a una seconda punta naturale che a una punta classica come Origi. E questo rende la seconda bocciatura ancora più clamorosa della prima. Soprattutto, rende più difficile recuperare l'evidente sfilacciamento tra il tecnico e il migliore giocatore del Milan: a una settimana dall'andata degli ottavi di finale di Champions col Tottenham, che sono la partita più importante della stagione, la frattura è evidente. E le espressioni di Leao, ogni volta che una telecamere fruga sul suo volto, sono tutte un programma.
Rinnovo di Leao, un guaio nel bel mezzo della stagione
In compenso sui media ci sono notizie quotidiane sulla trattativa sempre più complicata con Maldini e Massara per il rinnovo del contratto di Leao (1,5 milioni di euro netti a stagione), che scade a giugno 2024. Il mancato prolungamento permetterebbe ai club candidati in teoria al suo ingaggio (mezza Premier League, il Psg, il Real Madrid) di perfezionare l'operazione nel prossimo gennaio senza versare un euro al Milan, che con le stesse modalità ha perso Donnarumma (al Psg) e Kessié (al Barcellona). Il tormentone prevede le ormai conosciutissime variabili, che innescano altrettante domande. La deroga al tetto degli stipendi, voluto dal fondo Elliott e accolto dal nuovo proprietario Cardinale, è possibile solo per Rafa: da 4,5 milioni a 7, si può fare, se c'è chi offre di più? La clausola di rescissione di 150 milioni, fissata a suo tempo da Boban dirigente, potrà essere abbassata o cancellata? Chi può influenzare di più le scelte di Leao tra il padre Antonio, il procuratore ufficiale Tev Dimvula che prova a rassicurare tutti sulla serena prosecuzione della trattativa col Milan e il consigliere ombra dei calciatori portoghesi più famosi, il potente Jorge Mendes appena lasciato da Cristiano Ronaldo? Chi pagherà la sanzione di quasi 20 milioni con gli interessi, che Leao deve versare allo Sporting Lisbona per la rescissione unilaterale del contratto nel 2018 e che le sirene inglesi assicurano di potere coprire al suo posto? E a proposito di sirene, chi riuscirà a convincerlo che il Milan sia il posto giusto per crescere e migliorare ancora, se le tentazioni abbondano e i campioni d'Italia non sono più sicuri del posto nella prossima Champions? L'unica risposta, per ora, è la seconda panchina consecutiva per il campione in fieri, che prima Pioli non toglieva mai. E che ora, di colpo, sembra diventato un ostacolo. Braccio di ferro o pesante calo di forma che sia, per Leao e per il Milan è un problema serio nella fase cruciale della stagione. E per la serie A è certamente un guaio.