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Napoli, Gattuso: "Gli stipendi? Siamo lavoratori tutelati, chi cerca alibi non può stare con me"

Gennaro Gattuso (agf)
Gli azzurri cercano il riscatto in Europa League affrontando al San Paolo il Rijeka, il tecnico smentisce problemi con la squadra dopo lo sfogo per il ko con il Milan: "Mai litigato con i giocatori, giocare bene ci fa sedere e questo non deve più accadere"
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NAPOLI - Rino Gattuso parla alla vigilia della sfida di Europa League, al San Paolo contro il Rijeka. Per il Napoli l'occasione di ripartire dopo la sconfitta casalinga di domenica contro il Milan.

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Quanto influiscono le vicende esterne sulle recenti difficoltà del Napoli in campo, compresi gli stipendi arretrati?
"Nella mia squadra i giocatori pensano solo a lavorare: firmiamo dei contratti importanti, con cifre importanti e siamo dei lavoratori tutelati. In questo momento non dobbiamo pensare a questo, chi cerca alibi non può stare con me. Lavoro a trecento all'ora tutti i giorni, voglio intorno a me delle persone con la stessa passione. Ma tutto questo nella mia squadra lo vedo: i giocatori mi segueno, i numeri dicono che il Napoli gioca un grandissimo calcio, in cui mancano solo malizia e cattiveria. Sono contento di quello che stanno dando i miei giocatori, poi se qualcuno pensa che dovevamo fare 130 punti e non perdere mai è un altro discorso. Io so che calcio proponiamo e pure che possiamo fare meglio, ma la strada che abbiamo iniziato mi piace molto".

Ha visto già una reazione della sua squadra dopo il ko con il Milan e il confronto nello spogliatoio?
"Quello che è stato scritto non è vero, non del tutto. Ho parlato alla squadra, non ci ho mai litigato e non ce ne sarebbe stato alcun motivo. L'impegno c'è sempre, c'è appartenenza, ma in questo momento tutto ciò non basta e quindi voglio qualcosa in più. Giocare bene ci fa sedere, invece non deve più accadere. In alcuni momenti bisogna leggere le partite, a volte bisogna soffrire, dobbiamo tornare ad annusare il pericolo e non sentirci invulnerabili. Non si può giocare bene per tutti i 90', in alcune fasi bisogna essere più disposti al sacrificio, questo è quello che voglio. Forse non mi esprimo bene, ma in tv dopo la sconfitta con il Milan ho detto subito che la responsabilità era mia: non c'è stato nessun massacro, non è vero che ho puntato il dito sui giocatori, la squadra lo sa come intendo io il calcio".

Nelle ultime 7 gare il Napoli è andato in svantaggio per 5 volte, c'è un problema di approccio?
"Forse sì, non conoscevo questo dato, in tante gare abbiamo sbagliato il primo tempo. Anche con il Milan nei primi 15-20 minuti non siamo pervenuti, sbagliando tanto in costruzione. Su questo dato dobbiamo riflettere e ne riparlerò con il mio staff, per migliorare. La squadra è brava, ha qualità, senza essere forti non rimonti dopo i primi tempi con Rijeka e Benevento. Per questo bisogna alzare l'asticella entrando subito in partita, senza regalare la fase iniziale della gara ai nostri avversari, perché a noi nessuno regala niente. Bisogna leggere anche gli altri dati, però, non giudicare solo dai risultati: la squadra fa tantissime cose alla grande, per mettere ko gli avversari ci manca solo qualche passaggio".
Il Napoli segna un gol ogni 7 tiri tentati...
"Stiamo sbagliando tanto, abbiamo fatto vedere sette video alla squadra in cui contro il Milan eravamo in superiorità numerica in attacco e abbiamo sbagliato l'ultimo appoggio. Mertens era un cecchino gli altri anni, adesso sta sbagliando molto dalla sua posizione preferita, a livello balistico stiamo facendo qualcosa in più in allenamento, ma non possiamo esercitarci troppo se si gioca ogni tre giorni. La qualità di gioco non mi preoccupa, ma quando parlo di cattiveria mi riferisco anche alla fase difensiva: stiamo sbagliando tanto e dobbiamo dare di più".

Sceglierebbe ancora Politano vicino a Mertens? Pensa di essere stato troppo severo con i suoi?
"Tutta la vita. Politano è stato il migliore in campo contro il Milan. Non è un ruolo che mi sono inventato io. Ha giocato in quella posizione già ai tempi del Sassuolo. Severo? Non vado sempre a muso duro contro i miei giocatori, dipende dai momenti. Sono molto attento sulla gestione. La parola mentalità è ampia. Dobbiamo alzare l'asticella e saper giocare anche in maniera diversa. Sono orgoglioso di allenare questa squadra, il Napoli è forte. Si tratta solo di aggiustare il nostro modo di stare in campo, dal punto di vista psicologico. Tutte le polemiche che sono venute fuori non stanno né in cielo, né in terra".

Per i giocatori ha poi preso la parola Kalidou Koulibaly. "Ci dispiace per la sconfitta con il Milan e non ho altro da aggiungere. Abbiamo pensato soprattutto a giocare a calcio. Non volevamo fare polemiche, ma sappiamo in cosa abbiamo sbagliato e lavoriamo su questo. Ci dispiace solamente di aver perso, non c'è altro. Ibra ha segnato due gol? Sì, ma noi abbiamo concesso poco, tranne i due gol di Ibra: a livello tattico e tecnico il Napoli è stato all'altezza. Ci sono state tante critiche, ma per me sono motivazioni in più. Non ci sono problemi in questo gruppo, né con lo staff, né con nessuno. Siamo consapevoli di quello che possiamo fare, domani con il Rijeka sarà una gara difficile e il nostro campionato comincia domenica. Siamo al cento per cento con Gattuso, a sua disposizione in maniera totale. Nessuno sa cosa accade veramente nello spogliatoio e ora dimostreremo come stanno davvero le cose sul campo. Abbiamo perso una partita contro la prima in classifica e ci sono troppo polemiche. Evidentemente qualcuno ha paura di noi".
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