L'ultima vittoria in trasferta risaliva all'11 gennaio e proprio dopo il sofferto blitz di Udine il Napoli si era infilato in un infernale buco nero, tra infortuni ed errori, pagando un dazio carissimo al suo lungo periodo di black-out con la sconfitta (contro la Juventus) nella Supercoppa Italiana e le due eliminazioni in Coppa Italia (Atalanta) ed Europa League (Granada). Gli azzurri avevano un bel po' di giustificazioni, legate soprattutto alle contemporanee assenze di parecchi big della squadra, da Mertens a Osimhen, da Koulibaly e Lozano. Ma la piazza è andata lo stesso in fibrillazione e Aurelio De Laurentiis ha assistito per oltre un mese, senza intervenire, al processo sommario a cui sono stati sottoposti Gattuso e i giocatori: condannati dalla maggior parte dei tifosi e lasciati nella tempesta da soli.
La fine dell'emergenza
Poi il presidente s'è fatto rivedere nello spogliatoio e ha puntellato con la sua presenza anche la posizione del tecnico calabrese, facendo capire finalmente con maggiore chiarezza a tutti che non ci sarebbe stato alcun ribaltone in panchina. In soccorso di Ringhio è arrivata però specialmente la fine dell'emergenza, con il recupero alla spicciolata della maggior parte dei titolari finiti in infermeria. Si spiegano così i 10 punti conquistati nelle ultime 4 giornate e in particolare il blitz di San Siro contro il Milan, che ha permesso a Insigne e compagni di risalire al quinto posto e di riavvicinarsi alla zona Champions: lontana ora soltanto due lunghezze (e con una gara da recuperare, rispetto all'Atalanta).
La settimana libera
Ha retto il patto d'acciaio tra Gattuso e la squadra, che hanno fatto quadrato nel momento più duro della stagione e adesso tenteranno di completare l'opera nello sprint finale del campionato: su cui gli azzurri devono puntare tutte le loro fiches dopo l'uscita di scena dalle Coppe. Ma avere la settimana libera può essere un vantaggio rispetto alle rivali, come si è già visto nella sfida di San Siro contro il Milan. Questa volta la squadra più riposata in campo era infatti il Napoli, obbligato invece in precedenza a pagare dazio al folle tour de force d'inizio anno (19 partite in 64 giorni) e stremato dall'impossibilità di fare turn over in difesa e in attacco a causa delle tante assenze.
Rientrano Lozano e Manolas
Con l'organico quasi al completo è al contrario tutto più agevole e durante il count down che porta alla trasferta di domenica all'Olimpico contro la Roma - un altro scontro diretto - dovrebbero esserci altri due rientri determinanti: quelli di Manolas e di Lozano, vicini al completo recupero dopo i rispettivi infortuni. L'attaccante messicano si era fatto male il 13 febbraio contro la Juve al Maradona e dovrebbe portare in dote agli azzurri un bottino di gol e assist molto prezioso. Ringhio conta però pure sul ritorno al top di Mertens e Osimhen, ancora non al meglio. I pretoriani del tecnico calabrese, Politano, Zielinski e Insigne, hanno tenuta a galla il gruppo nel periodo più critico. Per puntare alla zona Champions, però, c'è bisogno di avere nell'arco tutte le frecce.