ROMA - Decisa, più che cattiva. Furba, più che frettolosa. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il pressing asfissiante si può fare anche senza commettere fallo. La dimostrazione è la Roma di Eusebio Di Francesco, squadra raccolta e votata al recupero rapido del pallone, ma la più 'buona' del campionato: sono infatti appena 10 i cartellini gialli (con 0 rossi) ricevuti dall'inizio della stagione (anche in Champions è quella che ne ha ricevuti meno: solo 2) che alla mera statistica aggiungono un significato più profondo. Perché aiutano a capire l'atteggiamento e la 'correttezza', non solo intesa come fair play, degli uomini di Di Francesco. Una squadra che si muove come un blocco unico, che non si disunisce e che, quasi mai, è costretta al fallo della disperazione o anche solo a ricorrere a quello tattico.
Tra le cause più evidenti c'è il possesso palla. Se tieni il pallone tra i piedi non hai certo bisogno di commettere irregolarità. Ma anche quando succede che siano gli altri a dettare i tempi, con il pressing ben fatto - che parte dal primo attaccante e arriva ad Alisson che segue alto la linea dei difensori - si riesce spesso a rubare palla in maniera pulita anche perché il gioco si sviluppa in un fazzoletto e quasi mai sono concesse ampie praterie agli avversari.
Il pressing della Roma è tutto tranne che uno strumento di difesa. E' il primo fondamentale d'attacco del calcio di Di Francesco che spesso vediamo sbracciarsi in panchina per invitare i suoi ad una pressione costante. Contro la Fiorentina, per esempio, il primo e il quarto gol sono nati dalla pressione nella metà campo avversaria, con Nainggolan a recuperare il pallone e poi a dare il là all'azione offensiva. Ma è una pressione pulita, corretta, che non significa tirare indietro la gamba. Significa che la Roma corre bene e lo fa come un corpo unico. Com'è lontana la squadra emotiva che chiuse in 9 col Porto...
I NUMERI - Dicevamo, la Roma è la squadra più corretta del campionato. Al secondo posto a quota 16 gialli più un'espulsione per doppia ammonizione troviamo Lazio e Sampdoria (entrambe come i giallorossi con una gara da recuperare), mentre Juventus e Napoli sono a 17 gialli in 12 giornate (con due episodi da sottolineare: doppio giallo a Mandzukic nella gara con l'Udinese e l'espulsione di Hysaj con l'Hellas nella prima giornata). Milan e Inter seguono a 20 e 25 ammonizioni, a cui si aggiungono i 2 rossi degli uomini di Montella (Bonucci con il Var nella gara col Genoa e il doppio giallo a Calhanoglu nella partita con la Roma). La squadra di Di Francesco comanda anche nei cinque maggiori campionati europei ma lo fa a pari merito col Southampton (10 ammonizioni e 0 rossi). In Europa solo il Dortmund ha preso meno gialli (9) ma ha la fedina macchiata da 2 rossi.
Tra le cause più evidenti c'è il possesso palla. Se tieni il pallone tra i piedi non hai certo bisogno di commettere irregolarità. Ma anche quando succede che siano gli altri a dettare i tempi, con il pressing ben fatto - che parte dal primo attaccante e arriva ad Alisson che segue alto la linea dei difensori - si riesce spesso a rubare palla in maniera pulita anche perché il gioco si sviluppa in un fazzoletto e quasi mai sono concesse ampie praterie agli avversari.
Il pressing della Roma è tutto tranne che uno strumento di difesa. E' il primo fondamentale d'attacco del calcio di Di Francesco che spesso vediamo sbracciarsi in panchina per invitare i suoi ad una pressione costante. Contro la Fiorentina, per esempio, il primo e il quarto gol sono nati dalla pressione nella metà campo avversaria, con Nainggolan a recuperare il pallone e poi a dare il là all'azione offensiva. Ma è una pressione pulita, corretta, che non significa tirare indietro la gamba. Significa che la Roma corre bene e lo fa come un corpo unico. Com'è lontana la squadra emotiva che chiuse in 9 col Porto...
I NUMERI - Dicevamo, la Roma è la squadra più corretta del campionato. Al secondo posto a quota 16 gialli più un'espulsione per doppia ammonizione troviamo Lazio e Sampdoria (entrambe come i giallorossi con una gara da recuperare), mentre Juventus e Napoli sono a 17 gialli in 12 giornate (con due episodi da sottolineare: doppio giallo a Mandzukic nella gara con l'Udinese e l'espulsione di Hysaj con l'Hellas nella prima giornata). Milan e Inter seguono a 20 e 25 ammonizioni, a cui si aggiungono i 2 rossi degli uomini di Montella (Bonucci con il Var nella gara col Genoa e il doppio giallo a Calhanoglu nella partita con la Roma). La squadra di Di Francesco comanda anche nei cinque maggiori campionati europei ma lo fa a pari merito col Southampton (10 ammonizioni e 0 rossi). In Europa solo il Dortmund ha preso meno gialli (9) ma ha la fedina macchiata da 2 rossi.