ROMA - Il presidente della Roma, James Pallotta, è finito sotto la lente d'ingrandimento dell'Uefa per "condotta inappropriata" a causa del duro sfogo sulla classe arbitrale subito dopo la semifinale di ritorno contro il Liverpool. Il numero uno del club, che a caldo si era lamentato per le decisioni di Skomina e aveva invocato una rapida introduzione del Var anche in Europa, è stato deferito dalla Commissione disciplinare dell'Uefa e sarà giudicato il prossimo 31 maggio, cinque giorni dopo la finale tra Liverpool e Real Madrid.
LE FRASI - Ma quali sono nello specifico le frasi pronunciate da Pallotta che hanno infastidito l'Uefa? Al vaglio dell'organo di governo del calcio europeo è finita l'espressione "cose del genere sono uno scherzo" pronunciata dal presidente giallorosso subito dopo il fischio finale e riferita al tocco di mano di Alexander-Arnold, ma anche al mancato rigore fischiato su Dzeko. Pallotta, visibilmente contrariato, aveva inoltre aggiunto: "E' inaccettabile quello che abbiamo visto. Mi riferisco all'episodio del fuorigioco fischiato a Dzeko e al fallo di mano nettissimo su El Shaarawy. E' assolutamente indispensabile l'utilizzo del Var, altrimenti si rischiano figuracce come questa e addirittura si rischia di scadere nel ridicolo". A fine maggio oltre a Pallotta (che rischia una multa, un deferimento o un ammonimento verbale) verrà valutata dalla Commissione dell'Uefa anche la società giallorossa chiamata a rispondere per l'accensione di fumogeni (stessa accusa mossa anche al Liverpool), organizzazione insufficiente e scale bloccate.
PALLOTTA: "LORO INAPPROPRIATI" - A stretto giro di posta è arrivata la reazione del presidente giallorosso che, all'Ansa, ha così commentato l'apertura del procedimento disciplinare dell'Uefa: "Sono sorpreso. Per me è la condotta Uefa ad essere inappropriata - ha tuonato -. Cosa ne penso dell'accusa di organizzazione insufficiente? Sto morendo dalle risate. Autorità, Coni e Roma hanno garantito una professionalità che non ho mai visto in nessun evento sportivo. Non potremmo essere più orgogliosi della città e dei nostri fan".
BALDISSONI: "PAROLE COLORITE, MA..." - Sulla questione è intervenuto anche il direttore generale Mauro Baldissoni: "Dobbiamo occuparci dei nostri errori e non di quelli dell'arbitro - ha detto ai microfoni di SkySport24 -. Per quanto riguarda il procedimento nei confronti di Pallotta, vedremo. Il presidente ha affermato un principio generico: ovvero che si può fare ricorso alla tecnologia per evitare degli errori. Poi magari nell'immediato post partita gli è scappata qualche parolina più colorita frutto della frustrazione del momento, ma sicuramente non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, e sicuramente non all'arbitro che è il primo a sapere di sbagliare. I giocatori hanno commesso degli errori e noi dobbiamo preoccuparci di quelli come causa della nostra sconfitta - aggiunge -. Se ci sono stati errori dell'arbitro sono stati riconosciuti prima di tutto dall'arbitro stesso. Il rispetto non deve mancare altrimenti non possiamo continuare a giocare".
LE FRASI - Ma quali sono nello specifico le frasi pronunciate da Pallotta che hanno infastidito l'Uefa? Al vaglio dell'organo di governo del calcio europeo è finita l'espressione "cose del genere sono uno scherzo" pronunciata dal presidente giallorosso subito dopo il fischio finale e riferita al tocco di mano di Alexander-Arnold, ma anche al mancato rigore fischiato su Dzeko. Pallotta, visibilmente contrariato, aveva inoltre aggiunto: "E' inaccettabile quello che abbiamo visto. Mi riferisco all'episodio del fuorigioco fischiato a Dzeko e al fallo di mano nettissimo su El Shaarawy. E' assolutamente indispensabile l'utilizzo del Var, altrimenti si rischiano figuracce come questa e addirittura si rischia di scadere nel ridicolo". A fine maggio oltre a Pallotta (che rischia una multa, un deferimento o un ammonimento verbale) verrà valutata dalla Commissione dell'Uefa anche la società giallorossa chiamata a rispondere per l'accensione di fumogeni (stessa accusa mossa anche al Liverpool), organizzazione insufficiente e scale bloccate.
PALLOTTA: "LORO INAPPROPRIATI" - A stretto giro di posta è arrivata la reazione del presidente giallorosso che, all'Ansa, ha così commentato l'apertura del procedimento disciplinare dell'Uefa: "Sono sorpreso. Per me è la condotta Uefa ad essere inappropriata - ha tuonato -. Cosa ne penso dell'accusa di organizzazione insufficiente? Sto morendo dalle risate. Autorità, Coni e Roma hanno garantito una professionalità che non ho mai visto in nessun evento sportivo. Non potremmo essere più orgogliosi della città e dei nostri fan".
BALDISSONI: "PAROLE COLORITE, MA..." - Sulla questione è intervenuto anche il direttore generale Mauro Baldissoni: "Dobbiamo occuparci dei nostri errori e non di quelli dell'arbitro - ha detto ai microfoni di SkySport24 -. Per quanto riguarda il procedimento nei confronti di Pallotta, vedremo. Il presidente ha affermato un principio generico: ovvero che si può fare ricorso alla tecnologia per evitare degli errori. Poi magari nell'immediato post partita gli è scappata qualche parolina più colorita frutto della frustrazione del momento, ma sicuramente non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, e sicuramente non all'arbitro che è il primo a sapere di sbagliare. I giocatori hanno commesso degli errori e noi dobbiamo preoccuparci di quelli come causa della nostra sconfitta - aggiunge -. Se ci sono stati errori dell'arbitro sono stati riconosciuti prima di tutto dall'arbitro stesso. Il rispetto non deve mancare altrimenti non possiamo continuare a giocare".