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Abraham l’uomo del gran finale col Milan. La rivincita di Tammy in un minuto

Tammy Abraham (afp)
L'attaccante della Roma, dopo aver salvato un gol sulla linea contro il Bologna, decisivo a San Siro
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MILANO — Abraham serve all'ultimo, quello che fa prima può anche essere dimenticato in fretta, da quanto è irrilevante. Però con le sue acrobazie sghembe ha regalato alla Roma quattro punti in cinque giorni, salvando sulla linea l'ultimo assalto del Bologna mercoledì (come un gol partita) e artigliando il pareggio con il riflesso d'istinto domenica sera, mettendo in equilibrio ciò che di equilibrato non aveva nulla, vista la disarmante superiorità del Milan sotto ogni aspetto. This is football direbbe Tammy, che sugli attimi e sui battiti ci ha costruito una carriera. L'anno scorso sul campo dello Spezia segnò addirittura al 99', ma lui è abituato a queste apparizioni quando il tempo scade e dopo avere a lungo trascinato la sua apparente indolenza, quel dinoccolato incedere che sembra spesso così estraneo alla partita.

Abraham, una stagione da ravvivare

Lo era parso anche col Milan. Lo pare spes…

MILANO — Abraham serve all'ultimo, quello che fa prima può anche essere dimenticato in fretta, da quanto è irrilevante. Però con le sue acrobazie sghembe ha regalato alla Roma quattro punti in cinque giorni, salvando sulla linea l'ultimo assalto del Bologna mercoledì (come un gol partita) e artigliando il pareggio con il riflesso d'istinto domenica sera, mettendo in equilibrio ciò che di equilibrato non aveva nulla, vista la disarmante superiorità del Milan sotto ogni aspetto. This is football direbbe Tammy, che sugli attimi e sui battiti ci ha costruito una carriera. L'anno scorso sul campo dello Spezia segnò addirittura al 99', ma lui è abituato a queste apparizioni quando il tempo scade e dopo avere a lungo trascinato la sua apparente indolenza, quel dinoccolato incedere che sembra spesso così estraneo alla partita.

Abraham, una stagione da ravvivare

Lo era parso anche col Milan. Lo pare spesso anche a Mourinho, che difatti quest'anno lo ha già messo cinque volte in panchina, quattro in campionato e una in Europa League, anche perché in cambio ha finora ricevuto altrettanti gol. Pochi, in rapporto al valore potenziale di un centravanti che quest'anno segna solo a sprazzi, a battiti, ma chissà che questo non sia il momento della svolta. "San Siro è un campo difficile su cui venire a giocare", dirà Tammy alla fine. "Il Milan ha attaccato e difeso bene ma su quella palla sentivo che stava arrivando la mia occasione e mi sono buttato dentro. Avevo detto prima della sosta che saremmo tornati più forti. Una vittoria e un pareggio per ripartire vanno bene".

Roma, la Champions non è lontana

La Roma non è più in corsa per lo scudetto, non è il gol del Meazza, dove già realizzò una rimonta avventurosa (da 1-0 a 1-2) anche con l'Inter (e pure quella volta Mourinho non era in panchina per squalifica) dopo una gara spesso allo sbando come questa, ad alimentare chissà quale ambizione, ma almeno in lizza per un posto in Champions ci resta, grazie a questi tre punti abrahamizzati. Roma tutta, in verità, ha riposto le velleità tricolori, dopo le due rimonte che invece la Lazio ha subito, ma adesso interesserà soprattutto vedere quanto peserà sul Milan questa zampata allo scadere di una partita giocata benissimo. "Ci siamo incasinati da soli", si è rammaricato Pioli. "Nel finale ho fatto quei cambi perché servivano energie fresche e per aumentare i centimetri della squadra. Dispiace molto non aver vinto una partita che avevamo preparato e che abbiamo giocato così bene".

Ibanez: "Mourinho ci aveva chiesto di aspettare il momento giusto"

Però il calcio non è soltanto gioco, è anche giocate e Mourinho lo sa. Se i giallorossi spesso non hanno armonia né coralità, hanno però fede in quello che José fa loro studiare, visto che con quelli di ieri sono dieci su ventuno che la Roma ha già segnato su azioni da palla ferma, una specialità che sta rappresentando quasi il 50% delle risorse di gioco giallorosse e che anche l'anno scorso fruttò copiosamente. "Abbiamo fatto quello che ci ha chiesto Mourinho. Lui dice sempre di avere pazienza e aspettare i momenti. Alla fine sono arrivati e li abbiamo sfruttati", spiegherà alla fine Ibanez parlando di questo punto preso per i capelli ma più in generale di chi i punti li sa fare così, sfruttando attimi e battiti. Difatti la squadra che lo sa far meglio, la Juventus, adesso è seconda il classifica: è il campionato del gioco contro le giocate.