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Giro d'Italia, Contador fa il padrone. Aru tiene, tappa a Landa

Landa esulta: sullo sfondo Contador controlla Aru (afp)
La maglia rosa, isolata dal gioco tattico dell'Astana, gestisce a proprio piacimento la situazione verso Madonna di Campiglio. Il sardo perde secondi di abbuono ma soffre e resta vicino al leader, mentre il compagno di squadra si aggiudica la frazione
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MADONNA DI CAMPIGLIO - Alberto Contador è il padrone del Giro. I pochi dubbi rimasti dopo la trionfale cavalcata a cronometro sulle strade del prosecco, lo spagnolo li fuga nell'insidiosa tappa con arrivo in quota a Madonna di Campiglio. Nella sede omaggio a Marco Pantani, che in un maledetto giorno di giugno del 1999 vi fece l'ultima impresa in rosa prima di essere inghiottito in una spirale tragica, lo spagnolo dimostra che il ciclismo sarà pure un gioco di squadra, ma che le stimmate del fuoriclasse restano quelle che fanno la differenza. Contador resta da solo contro cinque cavalieri dell'Astana. Tra questi c'è Aru, il principale, anzi l'unico avversario del Pistolero: il sardo soffre tantissimo ma riesce a restargli attaccato, ma non guadagna nulla, anzi perde anche i 4'' di abbuono per il terzo posto, che si aggiungono ai 2 che Contador aveva graffiato - altra manifestazione di personalità- in un traguardo volante. Tradotto in soldoni: il margine che separa il leader da Aru nella generale ora è 2'34'', sulla carta ancora limabile, alla luce di quello che si è visto impresa improba. L'Astana comunque non esce con il classico pugno di mosche: Mikel Landa almeno riesce a vincere la tappa: lo spagnolo in salita va anche se ancora i tempi per cambiare le gerarchie nel team kazako non sono maturi. Intanto va registrata la malinconica, definitiva uscita di scena, di due fantastici quattro della vigilia. Porte alla deriva ormai non fa più notizia dopo l'andatura turistica a cronometro (tanto che il leader del Team Sky ormai è Konig), più clamore invece desta la cotta di Rigoberto Uran, uno che ancora al podio poteva anche pensare.
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Dunque Contador è il tessitore del Giro, anche se tatticamente l'Astana fa le cose migliori. Nelle prove tecniche di fuga, Aru manda in avanscoperta Diego Rosa, un po' a sorpresa Contador manda a fargli compagnia Paulinho, a dire il vero impalpabile una volta ripreso a chiamato a scortare il capitano. A conti fatti l'unico luogotenente 'salvabile' del Pistolero è il cronoman Rogers, mentre Kreuziger paga una condizione approssimativa ed una scivolata in discesa. Sul temibile Passo Daone, Visconti, Siutsou e Dupont restano superstiti di una azione alla quale però il ritmo dell'Astana toglie ogni speranza. Quando anche Rogers saluta, Contador è stretto nella morsa, ma ripetiamo, il gioco di squadra conta fino ad un certo punto. Mentre i compagni di Aru si affannano a scandire il ritmo, Contador sprizza freschezza da tutti i pori. Il fatto di sprintare su un traguardo intermedio prendendo altri secondi è il chiaro messaggio del tipo 'potete fare ciò che volete ma io sono il padrone'. Concetto ribadito sulla salita finale. Da pistolero a sceriffo: va via Landa, che con uno scatto mette in crisi proprio Aru, ma lui lo riprende. C'è il contropiede di Trofimov e lui non si muove: lo farebbe se Aru scatenasse la caccia, non lo fa quando Landa va a prendersi, tutto sommato meritatamente, la tappa. Ora un lunedì di riposo, quindi si riprenderà con una delle tappe più attese, quella con il Mortirolo. Contador probabilmente dovrà affrontarla ancora solo contro tutti, inoltre si dice che frazioni durissime dopo il riposo restino indigeste. Il padrone è avvertito.

"Io padrone del Giro? Non lo so, è stato giorno difficile, l'Astana è stata forte. Sembrava una sfida a cronometro, ma sono contento, le gambe vanno bene", spiega Contador. "Mi sarebbe piaciuto vincere, c'era un clima speciale per Pantani, che per me è stato una fonte di ispirazione. Ci son stati attacchi e contrattacchi nel finale ed è stato difficile. Se è vero che ho lasciato vincere Landa? Non abbiamo parlato, ci samo detti solo quello che c'era da dire. Lui è un corridore forte, sta facendo una grande corsa, gli auguro buona fortuna". Da Fabio Aru un plauso al grande rivale che indirettamente è una lode di se stesso:  "L'Astana ha fatto selezione in salita con un ritmo incredibile e puntavamo a vincere la tappa. Mikel sta bene e si meritava una possibilità così. Io sto facendo la mia corsa giorno dopo giorno, ma chi ho davanti si chiama Alberto Contador e questa è la spiegazione di tutto. Ha dimostrato di essere al top, è difficile da staccare. Però il Giro è ancora lungo e ci sono giornate in cui si può non stare bene: la possibilità per recuperare c'è ancora".

ORDINE D'ARRIVO
 1. Mikel Landa                   (Esp-Astana)      in 4h22'35"
2. Tury Trofimov                 (Rus-Katusha)      a    0'02"
3. Alberto Contador              (Esp-Tinkoff)      a    0'05"
4. Fabio Aru                     (Ita)              a    0'06"
5. Steven Kruijswijk             (Ned)              a    0'38"
6. Andrey Amador                 (Crc)              a    0'42"
7. Leopold Konig                 (Cze)              a    1'00"
8. Tanel Kangert                 (Est)              a    1'10"
9. Alexandre Geniez              (Fra)              a    1'49"
10. Damiano Caruso                (Ita)              a    2'13"
13. Giovanni Visconti             (Ita)              a    3'48"
24. Jurgen Van den Broeck         (Bel)              a    5'47"
33. Damiano Cunego                (Ita)              a    8'00"
34. Rigoberto Uran Uran           (Col)                    s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Alberto Contador           (Esp-Tinkoff)        in 60h01'34"
2. Fabio Aru                  (Ita-Astana)          a     2'35"
3. Andrey Amador              (Crc-Movistar)        a     4'19"
4. Mikel Landa                (Esp)                 a     4'46"
5. Leopold Konig              (Cze)                 a     6'36"
6. Yury Trofimov              (Rus)                 a     6'58"
7. Damiano Caruso             (Ita)                 a     7'10"
8. Maxime Monfort             (Fra)                 a     8'20"
9. Giovanni Visconti          (Ita)                 a     9'53"
10. Alexandre Geniez           (Fra)                 a    10'03"
11. Jurgen Van den Broeck      (Bel)                 a    10'05"
12. Roman Kreuziger            (Cze)                 a    10'31"
15. Rigoberto Uran Uran        (Col)                 a    12'15"
17. Damiano Cunego             (Ita)                 a    15'48"
21. Davide Formolo             (Ita)                 a    17'06"
22. Dario Cataldo              (Ita)                 a    18'53"
24. Paolo Tiralongo            (Ita)                 a    23'56"
27. Richie Porte               (Aus)                 a    35'57"






      
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