ROMA - Jan Bakelants è uno che le giornate da tregenda ce le ha nel sangue. E' un fiammingo di Oudenaarde, sede di arrivo del Giro delle Fiandre, che nella pioggia continua, a tratti torrenziale, caduta sulla 99esima edizione del Giro del Piemonte, ha trovato una compagna inseparabile: "Mi piace correre sotto l'acqua, anche se domenica nel Lombardia la fatica di oggi si farà sentire". Per lui una vittoria solitaria, sia pure per una manciata di secondi, di quelle rese ancora più spettacolari dalle condizioni estreme. Lo stesso Bakelants riassume le fasi salienti della gara: "Sono molto contento, anche per come sono riuscito a vincere. Partire su uno strappo a 7 km dall'arrivo non ti permette di prendere un margine enorme. Sono pochi secondi da gestire, sentivo vicino chi mi inseguiva, ma al tempo stesso avevo nelle gambe ancora potenza per fare il ritmo".
Il fiammingo vince attuando l'antica tattica del contropiede. La giornata vede la fuga di tredici uomini. Mai un vantaggio particolare, ma anche un paio di minuti con un tempo del genere rendono complicate le manovre dei cacciatori. In pratica, fino ad una decina di km dal traguardo, un avanposto composto da Felline (non è riuscito a fare il profeta in patria come Diego Rosa alla Milano-Torino), Brambilla e l'olandese Roosen tiene in vita la fuga. Dietro la Lampre fa un gran lavoro pro Ulissi, Cimolai e Modolo, ma proprio nel momento dell'aggancio al trio, già dentro al circuito finale di Ciriè, Bakelants aggredisce quell'unico momento di rilassamento e se ne va: una manciata di secondi, gli bastano per resistere al ritorno di ciò che resta del plotone. Secondo è Matteo Trentin, che non nasconde un gesto di disappunto, poi Colbrelli.
Ora l'attenzione si sposta sulla classica delle foglie morte, il Giro di Lombardia, che chiuderà la stagione delle classiche. Da Bergamo a Como, 245 km con un finale ricco di salite degno di una grande corsa. Duemilaotto è l'anno che il ciclismo italiano è costretto sempre a ricordare. Ne sono passati ben sette senza vincre una classica monumento (Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia): l'ultimo fu Cunego, proprio al Lombardia. Il triste mondiale di Richmond, corso senza dare segnali, non rappresenta certo il miglior viatico. Ma almeno il percorso è di quelli dove l'Italia può dire la sua. Il Vincenzo Nibali visto alla tre Valli Varesine ad esempio fa ben sperare. Lo Squalo ha una squadra affidabile (Mikel Landa è luogotenente che all'occorrenza può trasformarsi in leader) ed è in forma, peccato con lui non ci sia anche Fabio Aru. Il sardo è stato mandato in Kazakistan a disputare il Tour de Almaty, che come fascino non è neanche avvicinabile al Lombardia: l'Astana del resto mette i soldi - nemmeno pochi - e decide a piacimento. Nibali comunque merita l'inserimento tra i favoriti, anche se rispetto alle Tre Valli i concorrenti sono di altra pasta. Gli spagnoli Rodriguez (che ha già due vittorie) e Valverde, il belga Gilbert (anche lui due vittorie), il vincitore uscente Martin. Sono solo alcuni tra quelli che hanno nel dna un percorso del genere. Quindi sarà dura, ma speriamo di interrompere il digiuno: è l'ultima occasione prima di un nuovo scatto.
ORDINE D'ARRIVO DEL GIRO DEL PIEMONTE
1 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale 4:17:53
2 Matteo Trentin (Ita) Etixx - Quick-Step 0:00:04
3 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF
4 Eduard Michael Grosu (Rom) Nippo - Vini Fantini
5 Jose Joaquin Rojas Gil (Spa) Movistar Team
6 Sacha Modolo (Ita) Lampre-Merida
7 Daniele Bennati (Ita) Tinkoff-Saxo
8 Kristian Sbaragli (Ita) MTN - Qhubeka
9 Andrea Fedi (Ita) Southeast Pro Cycling
10 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team
Il fiammingo vince attuando l'antica tattica del contropiede. La giornata vede la fuga di tredici uomini. Mai un vantaggio particolare, ma anche un paio di minuti con un tempo del genere rendono complicate le manovre dei cacciatori. In pratica, fino ad una decina di km dal traguardo, un avanposto composto da Felline (non è riuscito a fare il profeta in patria come Diego Rosa alla Milano-Torino), Brambilla e l'olandese Roosen tiene in vita la fuga. Dietro la Lampre fa un gran lavoro pro Ulissi, Cimolai e Modolo, ma proprio nel momento dell'aggancio al trio, già dentro al circuito finale di Ciriè, Bakelants aggredisce quell'unico momento di rilassamento e se ne va: una manciata di secondi, gli bastano per resistere al ritorno di ciò che resta del plotone. Secondo è Matteo Trentin, che non nasconde un gesto di disappunto, poi Colbrelli.
Ora l'attenzione si sposta sulla classica delle foglie morte, il Giro di Lombardia, che chiuderà la stagione delle classiche. Da Bergamo a Como, 245 km con un finale ricco di salite degno di una grande corsa. Duemilaotto è l'anno che il ciclismo italiano è costretto sempre a ricordare. Ne sono passati ben sette senza vincre una classica monumento (Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia): l'ultimo fu Cunego, proprio al Lombardia. Il triste mondiale di Richmond, corso senza dare segnali, non rappresenta certo il miglior viatico. Ma almeno il percorso è di quelli dove l'Italia può dire la sua. Il Vincenzo Nibali visto alla tre Valli Varesine ad esempio fa ben sperare. Lo Squalo ha una squadra affidabile (Mikel Landa è luogotenente che all'occorrenza può trasformarsi in leader) ed è in forma, peccato con lui non ci sia anche Fabio Aru. Il sardo è stato mandato in Kazakistan a disputare il Tour de Almaty, che come fascino non è neanche avvicinabile al Lombardia: l'Astana del resto mette i soldi - nemmeno pochi - e decide a piacimento. Nibali comunque merita l'inserimento tra i favoriti, anche se rispetto alle Tre Valli i concorrenti sono di altra pasta. Gli spagnoli Rodriguez (che ha già due vittorie) e Valverde, il belga Gilbert (anche lui due vittorie), il vincitore uscente Martin. Sono solo alcuni tra quelli che hanno nel dna un percorso del genere. Quindi sarà dura, ma speriamo di interrompere il digiuno: è l'ultima occasione prima di un nuovo scatto.
ORDINE D'ARRIVO DEL GIRO DEL PIEMONTE
1 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale 4:17:53
2 Matteo Trentin (Ita) Etixx - Quick-Step 0:00:04
3 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF
4 Eduard Michael Grosu (Rom) Nippo - Vini Fantini
5 Jose Joaquin Rojas Gil (Spa) Movistar Team
6 Sacha Modolo (Ita) Lampre-Merida
7 Daniele Bennati (Ita) Tinkoff-Saxo
8 Kristian Sbaragli (Ita) MTN - Qhubeka
9 Andrea Fedi (Ita) Southeast Pro Cycling
10 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team