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Ciclismo, Roubaix a van Avermaet: mesto addio di Boonen

L'arrivo di Van Avermaet al Velodrome (afp)
Il campione olimpico precede in volata Stybar e Langeveld. Grande prova dell'italiano Gianni Moscon, giunto quinto. Fuori dai dieci il fuoriclasse belga, all'ultima gara della carriera
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ROUBAIX - Non c'è epica in questa Roubaix, non c'è il lieto fine, è logica e anche prevedibile invece la vittoria di Greg Van Avermaet, che batte allo sprint Stybar e Langeveld e diventa il secondo di sempre, dopo Kuiper, a unire all'oro olimpico anche la Reine. Straordinaria la giornata del trentino Gianni Moscon, classe 1994, al secondo anno da pro, che arriva nel gruppetto dei migliori ma si gioca male le sue carte in volata e chiude in coda al quintetto. Boonen chiude mestamente la sua carriera, senza la quinta vittoria nel Velodromo, fuori dai dieci.

La corsa
Va subito via un terzetto, Chavanel, Vandenbergh e Wallays, dal destino segnato. Nel settore di Wallers, Van Avermaet, finito in coda per una prima caduta, va nuovamente a terra ed è costretto a un lunghissimo inseguimento nella polvere, tutto solo. Poi inizia la Foresta di Arenberg, affrontata da un gruppo praticamente dimezzato. Trentin la fa tutta in testa, come promesso alla vigilia ("menare, menare, menare" aveva detto), e il gruppo dei migliori si allunga, ma non perde pezzi. Davanti restano in due, perde contatto Vandenbergh, con una trentina di secondi. Van Avermaet e Kristoff inseguono il gruppo Boonen, remando controcorrente, ma prima del settore 17, quello di Wandignies, rientrano. Si ritira presto Terpstra, in casa Quick Step. Il forcing della Trek insola una decina di uomini, con Sagan attivissimo davanti e Boonen invece costretto a inseguire dietro. A 77 dall'arrivo, in un tratto di asfalto, parte Sagan, con l'intenzione primaria di allontanare il rientro di Boonen. La situazione si cristallizza: Sagan e il suo gregario Bodnar, il trentino Oss e il fiammingo Stuyven balzano in testa alla corsa e il vantaggio inizia a salire oltre i 20". Il gruppo Boonen è nutrito, Sagan in pratica deve fare tutto da solo perché Oss e Stuyven hanno due capitani alle spalle.

Ai -65, prima di Orchies, ci prova una prima volta anche Gianni Moscon, che viene subito ripreso. Intanto però sale il vantaggio di Oss e Stuyven, 40". Nuova fortissima tirata di Boonen, che pesca Sagan molto indietro e poi si lamenta per la mancanza di collaborazione degli altri. E intanto ancora Moscon, ancora su asfalto, prova a rientrare sulla coppia di testa prima del settore 12, quello di Bersée, non ci riesce ma isola un terzetto con i belgi Roelandts e Claeys. Oss dà più volte la sensazione di poter staccare Stuyven, i due però restano assieme, mentre la vera battaglia avviene nel gruppo di Boonen, dove si susseguono scatti e successivi rallentamenti che favoriscono il duo di testa. A Mons-en-Pévèle, durissimo tratto di pavé a 5 stelle a 50 dall'arrivo, Oss e Stuyven arrivano a sfiorare il minuto sul gruppo Boonen (che ha con sé il solo Stybar), composto da 10 corridori, mentre alle loro spalle sopraggiungono Moscon e i due belgi. Dietro però Sagan va a martellare il ritmo e il vantaggio dei due, divenuti cinque nel tratto in asfalto successivo, si dimezza, per poi svanire a 40 dall'arrivo, dove si forma un gruppo di 15 corridori.

Oss però non è pago e riparte sul pavé di Ennevelin, dove fa il vuoto e costringe gli altri ancora a faticare per tornargli sotto. Alle sue spalle, a Templeuve, a 32 dal traguardo il colpo di scena: Sagan, attaccato a un terzetto composto da Stybar, Roelandts e Langeveld fora, è costretto a fermarsi e la sua corsa diventa un inseguimento disperato, coronato però in un paio di km. La situazione continua a cambiare, anche perché Boonen è isolato e non riesce a incidere. Oss ha 26" su Van Avermaet, Moscon, Langeveld, Roelandts, Stuyven e Stybar, tutti di squadre diverse eccetto il fuggitivo e il primo dei sei. Il gruppo Boonen invece rotola a un minuto. L'avventura solitaria di Oss finisce ai -24, ma il trentino non si fa da parte e continua a lavorare duro per Van Avermaet, col vantaggio sul gruppo Boonen che però scende a 30". Oss si stacca a Camphin-en-Pévèle, restano in sei, con Moscon ancora ottimamente dentro e così iniziano il Carrefour de l'Arbre. Forcing fortissimo di Van Avermaet, ma l'olandese Langeveld e il ceco Stybar lo marcano strettissimo. Nuova menata del fiammingo, Moscon perde qualche metro, e dietro invece è Boonen, con Degenkolb, Naesen e ancora Oss alla ruota a provare l'assalto estremo, ma il vantaggio non scende sotto i 30". A pagare invece è Sagan, che affonda a un minuto.

Gli ultimi 10 sono km di studio, i tre vanno di comune accordo, Moscon e Stuyven seguono a 40", Boonen a oltre un minuto. Si arriva in tre al Velodromo, tutti guardano Van Avermaet. I tre si guardano, da dietro rientrano Moscon e Stuyven, ma all'ultima curva è Van Avermaet a battere Stybar in uno sprint bellissimo, ed è bellissimo l'abbraccio con Daniel Oss, alla fine. Per GVA è la prima vittoria in una Classica Monumento. Per Boonen un addio senza troppa felicità e senza troppa gloria.
 
 
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