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Ciclismo, Giro delle Fiandre; la prima volta di Nibali: "Grande selezione, si decide sui muri"

Vincenzo Nibali in allenamento sui muri (afp)
Lo Squalo, vincitore della Milano-Sanremo, si cimenta con la Ronde. I favoriti comunque sono altri, da Sagan a Gilbert a Van Avermaet
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ROMA - Negli ultimi dieci anni, se l'Italia non occupa una imbarazzante casella zero nella classiche monumento, lo deve ad un solo uomo: Vincenzo Nibali. E' lui che al Lombardia del 2015 ha interrotto un digiuno complessivo di 7 stagioni, è lui che è tornato profeta in patria alla Sanremo dopo la vittoria di Pozzato del 2006. Logico quindi salutare con curiosità, celata speranza ma anche un grande entusiasmo il debutto dello Squalo nel Giro delle Fiandre, che domenica vivrà la sua edizione numero 102. Fin troppo evidente che, in una corsa che non si inventa, i favoriti sono altri. Dopo il capolavoro fatto dal Poggio fino al traguardo di Via Roma però, qualche trovata a sorpresa è lecito attendersela. Inoltre, bene non dimenticarlo, lo Squalo al Tour de France del 2014 costruì il suo trionfo in una giornata che L'Equipe a ragione definì dantesca, con tanta pioggia e pavè.

Lo stesso Nibali in conferenza stampa traccia un bilancio del suo primo contatto con il Fiandre, dopo una ricognizione nei tratti topici: "Ho pedalato stamattina su queste strade e ho conosciuto un tracciato mitico. Per me gareggiare qui per la prima volta sarà una buona opportunità, anche se in gara cambieranno tantissime cose. Io cercherò si seguire i compagni che hanno già affrontato questa corsa e pertanto hanno più esperienza. Avendo visionato stamattina gli ultimi 80 chilometri, mi sono reso conto che questa è una gara da affrontare conoscendo molto bene il percorso. Si passa da una strada molto grande a una molto più piccola, successivamente si vanno a prendere strappi di pavè che sono molto impegnativi e alla fine sono anche quelli che fanno una grande selezione. La gara, con il suo dispendio di energie, per il resto, farà una selezione naturale".

Insomma, un Nibali mina vagante, anche se in chiave azzurra la logica impone di riporre qualche speranza in più in Matteo Trentin (che correrà da leader per la Mitchelton-Scott), temprato a situazioni da nord, oppure in Gianni Moscon, che su questi percorsi ha mostrato di andare forte ma che potrebbe essere intrappolato nelle strategie tattiche del team Sky per il polacco Kwiatkowski. I favoriti comunque sono altrove. Se riusciranno a fare un gioco di squadra all'altezza, i due Quick Steep Floors, Philippe Gilbert e Niki Terpstra hanno buone chance. Il primo è campione uscente ed ha mostrato brillantezza alla Gand-Wevelgem, il secondo ha fatto suo il Gp Harelbeke. Tornando a Gilbert, sentitissimo in Belgio il derby con il campione olimpico Greg van Avermaet, quest'ultimo intenzionato a migliorare il secondo posto dello scorso anno.

E poi c'è Peter Sagan con l'arma in più, la squadra. La naturalezza con la quale si è imposto nella Wevelgem la dice lunga sul suo stato di forma: l'aiuto nei momenti chiave di Burghardt è stato preziosissimo come potrebbe esserlo quallo di Daniel Oss, uno che in corse del genere vale un buon piazzamento. Nel complesso un ventaglio abbastanza ampio di favoriti, anche perché è impossile sottovalutare uno come Tiesj Benoot - vincitore delle Strade Bianche in una giornata da tregenda, domenica sembra che pioverà - oppure abituali navigatori di queste classiche come Sepp Vanmarcke o il vincitore dell'edizione del 2015, il norvegese Kristoff. Una sfida appassionante, roba prevalentemente da belgi (hanno vinto 69 volte, al secondo posto l'Italia con 10...) che si consumerà lungo 266 km, quattro settori di pavè e 18 muri, anch'essi prevalentemente sul pavè. Momenti più attesi, ma la verità potrebbe determinarsi altrove, negli ultimi 70 chilometri, quando i muri si susseguiranno in rapida successione fino ad arrivare all'accoppiata Vecchio Kwaremont (da fare tre volte) e Paterberg. Fatto l'ultimo muro mancheranno una quindicina di km alla conclusione e le idee saranno chiare, magari non chiarissime, su chi sarà il nuovo leone.

 
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