"No, non penso". Così Egan Bernal risponde a chi gli chiede, nella conferenza stampa del secondo giorno di riposo, se stia pensando di correre il Tour de France dopo il Giro. "La nostra squadra ha già una selezione molto forte per quella corsa. Non sono neppure sicuro di fare le Olimpiadi per non sovraccaricare la schiena. E comunque Giro e Tour sono due corse molto diverse. Dopo la fine del Giro mi concentrerò sul finale di stagione e sulla Vuelta".
Il colombiano ha un netto vantaggio (2'24") sul secondo della generale, Damiano Caruso, ed è certo che questo bottino sia sufficiente in vista dell'ultima cronometro di Milano: "Credo sia sufficiente arrivare con due minuti di vantaggio. Il mio Giro è stato dispendioso, non conservativo anche se l'idea iniziale era quella. Ma quando sento le gambe giuste mi piace attaccare e dare spettacolo. Al traguardo di Cortina ho provato un senso di gratificazione per gli sforzi che avevo fatto".
Caruso, sorpresa ma non troppo
Il ragusano Caruso è a sorpresa, ma non troppo, secondo della generale. Prima della tappa con arrivo sulla Sega di Ala, il 33enne della Bahrain Victorious fa un bilancio del suo Giro e della sua carriera: "Non conosco la salita di domani, non l'ho mai affrontata. Ma in questi giorni ho ricevuto anche l'incoraggiamento di Vincenzo Nibali e sto capendo quanta pressione si vive nelle zone alte della classifica. Complimenti a lui che è riuscito a convivere con tutto questo per tanti anni". Il suo futuro comunque non lo cambierà un eventuale podio al Giro: "Non credo che a 34 anni riuscirei a reinventarmi leader nelle corse a tappe. Mi godo il momento, sto provando a fare un bel regalo alla mia carriera. Ma resto con i piedi per terra. Attaccare Bernal? Mi piacerebbe, ma mi pare evidente che sia lui il più forte in salita ed è sostenuto da una squadra molto forte e noi della Bahrain siamo rimasti solo in cinque. I fan mi stanno spingendo forte, è molto bello anche il sostegno da parte dei miei colleghi. Oggi ho scalato in solitaria il Passo San Pellegrino, in solitaria, per scaricare lo stress. Il giorno più duro di questo Giro? La tappa di Montalcino, siamo arrivati tutti stremati all'arrivo".