Roma e il Giro d’Italia ci riprovano. Dopo il clamoroso flop del 2018, durante l'amministrazione Raggi, quando la tappa venne prima accorciata, poi neutralizzata a causa delle buche, la Corsa Rosa tornerà a frequentare le strade della Capitale per la sua ultima tappa, il prossimo 28 maggio. Il giorno dopo la cronoscalata del Monte Lussari, in Friuli, e dopo un megatrasferimento in charter, i corridori pedaleranno per 135 km tra Roma e Ostia, per poi tornare verso il centro e i Fori Imperiali.
Giro, il percorso dell'ultima tappa
Dall'Eur i ciclisti percorrendo viale Cristoforo Colombo raggiungeranno Ostia, dalla rotonda percorso inverso per rientrare in città e arrivare alle Terme di Caracalla, da dove la tappa proseguirà attraverso 5 giri da 17,6 km l'uno in un percorso che toccherà i punti di Roma più affascinanti e noti ai turisti, tra cui piazza del Popolo, Castel Sant'Angelo, il Vaticano, il Circo Massimo, e chiudersi sui Fori. Tappa che potrebbe riservare qualche sorpresa perchè c'è uno strappetto in salita in prossimità di piazza del Popolo che può fare la selezione finale, considerando anche che i ciclisti avranno ancora nelle gambe la fatica della cronoscalata del giorno prima in Friuli. Partenza alle 15,20, arrivo previsto alle 18,45 e qui cerimonia di premiazione baciata - presumibilmente - dai colori del tramonto romano davanti al Colosseo.
Il quinto Grande arrivo a Roma
Sarà il quinto “Grande arrivo” romano nella storia del Giro, a 122 anni dal primo. "Per noi sarà un momento memorabile, una grandissima gioia, un impegno e una vetrina straordinaria” le parole del sindaco Roberto Gualtieri alla presentazione della tappa in Campidoglio, “abbiamo creduto da subito a questa possibilità e ringrazio l'assessore Onorato per il lavoro svolto. Avere la tappa conclusiva a Roma per noi è una cosa giusta, importante e necessaria e non vogliamo che ci sia solo quest'anno ma anche per i prossimi, perché crediamo che questo dia molto al giro e anche a Roma e all'italia. Parliamo di 800 milioni di persone che seguono il giro nel mondo, un impatto straordinario. Vogliamo rendere la nostra città protagonista rendere il Giro un elemento qualificante di roma, con un tragitto che raccoglie il meglio che la capitale può offrire in termini di bellezza di e luoghi simbolici: si arriva al Colosseo ma si parte dal Colosseo quadrato, si passa dai Fori ma si tocca il mare”.
“Nel 2018 un errore clamoroso”
"Il percorso è stato ampiamente analizzato, in grado di garantire la massima sicurezza ai ciclisti. In questo anno e tre mesi gli interventi fatti anche con la convenzione con Anas hanno portato a dei cambiamenti importanti. Le strade saranno all'altezza della sfida. La cosa più bella è avere avuto l'ambizione rispetto al passato di aver fare un percorso che tocca varie parti di Roma". Così Alessandro Onorato, assessore allo sport del Comune di Roma, al termine della presentazione in Campidoglio della tappa finale nella Capitale del Giro d'Italia. "Le polemiche del 2018? Le ricordo bene, ero consigliere comunale di opposizione. Allora fu fatto un errore clamoroso, il percorso era fatto quasi interamente su sampietrini. Un percorso ristretto in centro ripetuto decine e decine di volte. Questo è un percorso diverso, la parte dei sampietrini è minima e sono tenuti bene, il resto è asfalto ed è un percorso di 70 chilometri distribuito per tutta la città. Non sono la ripetizione di soli 3 chilometri".
Malagò: “Meglio tardi che mai”
Per il presidente del Coni Giovanni Malagò "il Giro a Roma è un'occasione per riammodernare la città? E' fondamentale. Meglio tardi che mai. E non è una battuta ironica, ma una considerazione triste. Tutti conoscono questo percorso che il mondo ci invidia. E' uno spot gigantesco per la città, forse il migliore di tutti. Ed è bellissimo che il Giro dia un valore aggiunto a tutto questo".